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Quanto costa assumere una badante

Quanto costa assumere una badante

L’aumento, a partire dall’inizio di quest’anno, dei contributi dovuti per la gestione dei lavoratori domestici (colf, badante, baby sitter…) ha portato alla ribalta il tema relativo a quali sono i costi effettivi che si devono affrontare qualora si assuma una figura professionale di questo tipo. Costi di cui spesso le famiglie non hanno una reale percezione.

Sant’Anna 1984, cooperativa sociale di Roma specializzata nell’assistenza domiciliare, intende fare un po’ di chiarezza sui costi relativi all’assunzione di una badante a tempo pieno, ma anche sui rischi connessi.

Oggi sempre più famiglie, per impegni di lavoro o di distanza, hanno la necessità di affidarsi a un operatore domiciliare per la cura delle persone anziane o malate. In questo caso, le opzioni tra cui si può scegliere sono due: assumere direttamente la persona, oppure rivolgersi a strutture specializzate nel fornire tali servizi. Opzione, quest’ultima, che a volte viene scartata in quanto ritenuta, erroneamente, più costosa.

Molto spesso le persone si limitano a valutare lo stipendio netto, o comprensivo dei contributi previsti dalla legge, dovuto a un operatore domiciliare assunto a tempo pieno. In realtà, a tale importo vanno aggiunti quelli di tredicesima e tfr, dell’assicurazione, oltre al costo della sostituzione dell’operatore nel suo mese di ferie o quando è in malattia, e il costo della malattia stessa, che inizia a essere pagata dall’Inps solo dopo il quinto giorno.

Calcolando tutte queste voci di costo, l’importo dovuto effettivamente per assumere direttamente un/a badante risulta in linea con quello richiesto da una cooperativa. A ciò, però, si aggiungono tutta una serie di rischi di cui spesso le persone non sono a conoscenza e nei quali non incorrerebbero rivolgendosi a una struttura specializzata.

«Innanzitutto, molti non sanno che assumendo una badante, per essere in regola con l’Agenzia delle Entrate, bisognerebbe disporre di un reddito mensile pari almeno al triplo dello stipendio erogato a questa persona – spiega Ottavio Alvarez, direttore strategico di Sant’Anna 1984 – Inoltre, assumendo un operatore domiciliare si diventa a tutti gli effetti un datore di lavoro con la formula di società a responsabilità illimitata, con il rischio quindi di incorrere in vertenze. Rischio piuttosto elevato, visto che la casistica ci dice che circa il 70% dei rapporti di lavoro con badanti si conclude con una vertenza, anche per motivi futili. Non tutti sanno che le attività che un badante può svolgere sono regolamentate: per esempio, non possono fare le grandi pulizie, ma solo lo stretto necessario e nello spazio dove vive l’assistito; oppure possono sorgere problemi con gli orari di lavoro, per esempio nel caso in cui vi sia la necessità di fare straordinari durante la notte».

Rischi importanti dunque, a cui si contrappongono, a parità di costi, i numerosi benefici derivanti dal rivolgersi a una società specializzata.

«In Sant’Anna 1984 – prosegue Alvarez – svolgiamo un’accuratissima selezione degli operatori: in media per assumere una ventina di persone facciamo circa 2.000 colloqui; nessuna famiglia ovviamente potrebbe fare lo stesso. Inoltre, ci occupiamo di tutta la burocrazia connessa all’assunzione di una persona. Se la famiglia non si dovesse trovare bene con l’operatore selezionato per lei, o viceversa, possiamo cambiarlo in tempi brevissimi, così come sostituirlo in caso di malattia o durante le ferie, senza costi aggiuntivi. Tutti i nostri operatori sono costantemente formati e seguiti da un coach, mentre ogni famiglia ha un tutor dedicato, che la aggiorna quotidianamente sull’andamento delle attività».

Sant’Anna 1984 ha recentemente avviato, solo per le famiglie che ne facciano richiesta, dei nuovi servizi a pagamento: un servizio di telecamere collegate a una sala di sorveglianza, in modo che i tutor della cooperativa possano controllare l’attività dell’operatore domiciliare, e un servizio di braccialetti sos, che manda un segnale d’allarme all’operatore e, se non viene spento entro 30 secondi, anche al tutor, qualora l’assistito dovesse sentirsi male in un momento in cui è in casa da solo.

Oltre che a Roma, Sant’Anna 1984 dall’1 marzo ha aperto la sua nuova sede operativa e amministrativa a Cernusco sul Naviglio, portando così i propri servizi anche a Milano.

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