Una nuova indagine condotta da Stannah, in collaborazione con mUp Research, offre uno sguardo aggiornato sul rapporto tra gli over 64 e la loro autonomia motoria. Il quadro che emerge è lontano dagli stereotipi: gli anziani italiani sono più attivi, dinamici e socialmente coinvolti di quanto si immagini.
Un ritratto degli over 64: attivi, autonomi e con una vita piena
Secondo la ricerca, oltre il 73% degli intervistati si definisce “molto” o “abbastanza” attivo. Non solo: più di un quarto (26,4%) continua a svolgere un’attività retribuita o di volontariato, segno che l’età anagrafica non coincide necessariamente con il ritiro dalla vita produttiva.
La psicologa e psicoterapeuta Elena Carbone, coinvolta nel progetto, sottolinea come questi dati confermino una realtà in evoluzione:
«L’autonomia motoria è un pilastro fondamentale del benessere psicologico. Muoversi liberamente nei propri spazi significa preservare identità, autostima e qualità di vita».
Scala interna e quotidianità: quando un ostacolo limita davvero la libertà
Molti degli intervistati vivono in abitazioni su più livelli: il 20% abita da solo, il 30,7% con il partner, mentre una parte significativa convive con un caregiver. In questo contesto, le scale diventano un elemento centrale della quotidianità.
Quasi la metà del campione (49,8%) dichiara di avere difficoltà a salire le scale, nonostante oltre il 95% affermi di muoversi autonomamente in casa. Un divario che evidenzia quanto spesso sia difficile riconoscere – e ammettere – la necessità di un aiuto.
Secondo Carbone, le conseguenze non riguardano solo il fisico:
«Quando le scale diventano un ostacolo, si rinuncia a interi spazi e a stimoli cognitivi importanti. La vera minaccia non è l’uso di un ausilio, ma la riduzione dello spazio vitale e dell’autonomia».
Studi neuroscientifici confermano infatti che anche un semplice movimento, come salire una rampa di scale (anche con un supporto), contribuisce a mantenere attive memoria, orientamento spaziale e neuroplasticità.
Autonomia motoria: un investimento anche sulla salute mentale
Sentirsi in grado di gestire la vita quotidiana è un fattore chiave per preservare autostima, equilibrio emotivo e relazioni sociali. Rimuovere gli ostacoli fisici – barriere architettoniche e barriere psicologiche – significa quindi favorire un invecchiamento più attivo e sereno.
Carbone lo ribadisce:
«Non si tratta di fare tutto da soli, ma di creare le condizioni per mantenere la mente vitale. Soluzioni semplici possono restituire libertà di movimento e migliorare la qualità della vita».
Soluzioni disponibili: il ruolo delle tecnologie per la casa
Stannah, che da anni sviluppa ausili per chi ha difficoltà motorie, propone diverse soluzioni pensate per abitazioni su più livelli, tra cui i montascale a poltroncina. Si tratta di dispositivi progettati per integrarsi negli ambienti domestici, con comandi ergonomici, sensori di sicurezza e sedute pieghevoli per ridurre l’ingombro.
L’obiettivo dichiarato dell’azienda è quello di offrire strumenti utili a superare barriere fisiche e restituire alle persone la possibilità di vivere pienamente i propri spazi in condizioni di autonomia e sicurezza.










