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Natale: lockdown e nuove misure anti Covid nei principali Paesi europei

Alla luce dell’impennata di contagi in Europa nelle ultime settimane, diversi Paesi hanno deciso di innalzare le misure di sicurezza anti Covid e le restrizioni, specialmente nei confronti dei non vaccinati (che nel continente superano il 40%).  L’intenzione è quella di “salvare il Natale“, quando ormai mancano davvero poche settimane alle festività.

E così in Francia, che registra una media giornaliera di quasi 24 mila nuovi casi nell’ultima settimana, le più recenti contromisure in vista delle prossime feste di Natale consistono in un’ulteriore stretta sul Green pass e sul ritorno all’obbligo della mascherina in tutte le sedi che accolgono il pubblico, ma anche all’esterno in caso di grosse concentrazioni di persone. Si accelera anche sulla campagna vaccinale.

In Germania la situazione torna a essere «molto, molto grave», come l’ha definita il ministro della Salute della Baviera, Klaus Holetschek. Torna a salire la pressione negli ospedali, tanto che si è deciso per il rinvio degli interventi programmati. Per il cancelliere uscente, Angela Merkel, sono necessarie misure più dure, ma se ne dovrà occupare dai primi di dicembre il nuovo capo dello Stato, Olaf Scholz, che per ora ha annunciato di voler costituire un’unità di crisi sulla pandemia. Al momento nella nazione tedesca, che ha superato i 100 mila morti per Covid da inizio emergenza, si contano circa 57 mila nuovi contagi al giorno.

L’Austria ha deciso per una stretta sui non vaccinati, imponendo un lockdown a tutti coloro che non sono protetti contro il Covid-19. Misura molto discussa, ma che ha ricevuto il consenso della maggioranza dei governi della regione.

Nuovo lockdown totale in Slovacchia: il provvedimento, impopolare, ma ritenuto necessario dal governo, durerà per 15 giorni.

Continuano a crescere i nuovi casi anche nei Paesi Bassi (una media di 22 mila giornalieri nell’ultima settimana). Per ora qui si è deciso per un lockdown parziale (chiusura anticipata alle 20 per bar e ristoranti), che però potrebbe essere prolungato nelle prossime settimane: nuove decisioni in merito sono attese per oggi dal governo, anche riguardo alla situazione negli ospedali, dove, con questo ritmo, si rischia di arrivare al massimo della capacità nel giro di 10 giorni.

Si inaspriscono le restrizioni anche in Irlanda: da giovedì 18 novembre tutti i pub, ristoranti e locali notturni chiudono entro le 23,30. Incrementato, laddove possibile, anche lo smart working.

Situazione meno critica in Spagna, dove quasi il 90% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale. I nuovi casi giornalieri si aggirano intorno ai 6.700. Si sta valutando un’estensione dell’obbligo del green pass per frenare la lieve risalita dei contagi, ma solo in alcune regioni del Nord Est del Paese: Paesi Baschi, Navarra, Aragona e Catalogna.

Per chi sta programmando una vacanza di Natale in un Paese Europeo o fuori dall’Ue, il consiglio è di visitare il sito Viaggiaresicuri.it, per ricevere tutte le informazioni e gli aggiornamenti sulla situazione Covid nella nazione di destinazione.

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