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Medicina estetica: ecco la nuova generazione di filler

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La medicina estetica punta sull’innovazione per rispondere alla crescente domanda di trattamenti che valorizzano il volto, femminile e maschile, preservandone la naturale dinamicità ed espressività. Il tema è stato affrontato nel corso del 23esimo congresso di Agorà-Società Italiana di Medicina a Indirizzo Estetico, uno degli appuntamenti di punta per gli specialisti del settore, tenutosi dal 14 al 16 ottobre negli spazi di MICo Milano.

In particolare, nel corso dell’evento, ci si è soffermati sulla nuova generazione di filler che permettono un approccio multilayer, combinando gel dalla diversa composizione e che lavorano a diversi livelli di profondità, per ottenere un risultato naturale, fresco e personalizzato.

A presentare gli ultimi sviluppi in questo campo è Teoxane, l’azienda di Ginevra specializzata negli iniettabili a base di acido ialuronico, forte di due novità: un approccio “4D” per il ripristino naturale e dinamico dei volumi del volto e un focus sul trattamento avanzato della linea mandibolare, dedicato sia alle donne sia agli uomini.

La tecnica multilayer per il terzo medio del volto

La bellezza di un viso passa attraverso la sua espressività. Un semplice sorriso è il risultato della sinergia di diversi muscoli e piani cutanei, ed è il motivo per cui il terzo medio del volto (che comprende le guance e la regione zigomatica) è una delle aree in cui si manifestano prima i segni dell’invecchiamento. Con l’età i compartimenti adiposi superficiali e profondi scivolano gradualmente verso il basso, provocando perdita di volumi ed espressioni indesiderate.

«La tecnica multi-layer consiste nell’iniettare due diversi filler a due diverse profondità – spiega Giuseppe Sito, chirurgo estetico – Il primo filler fornisce un supporto strutturale e un effetto liftante, il secondo è indicato per volumizzare in modo armonioso, preservando la dinamicità». La combinazione ideale è quella che si ottiene con il filler statico UltraDeep, che porta alla formazione di “piloni strutturali” di acido ialuronico a sostegno del tessuto, e il filler dinamico RHA 4, che interviene a livello dell’ipoderma per rimodellare i contorni, per armonizzare i volumi superficiali e potenziare l’effetto lifting. La mano del professionista fa la differenza, perché deve rispettare l’anatomia del volto e seguire precisi step per intervenire.

«Fondamentale – continua Sito – la valutazione anatomica del viso in modalità statica e dinamica e l’individuazione della tecnica personalizzata che si basa sull’attenta considerazione dei diversi strati del volto. Solo così è possibile rispettare la complessità e l’unicità di ogni viso: richiesta, questa, che è diventata prioritaria fra chi si sottopone a un trattamento di medicina estetica. Chi sceglie i filler non lo fa per uniformarsi a canoni di bellezza imposti dall’esterno, ma per esaltare le proprie caratteristiche e presentare “la miglior versione di sé”, luminosa e fresca».

Il trattamento della linea mandibolare, tra beautification e mascolinizzazione

Un approccio analogo al trattamento dei volumi si applica anche al terzo inferiore del volto, in cui la linea mandibolare è un’altra area che mostra precocemente i segni dell’invecchiamento perché soggetta al cedimento dei tessuti dovuto alla forza di gravità e ai ripetuti movimenti che portano a perdita dei volumi e lassità cutanea. E anche in questo caso le pazienti si orientano oggi su un concetto di “beautification”, spiega Patrizia Piersini, medico estetico a Torino: «Con i filler a base di acido ialuronico possiamo intervenire su più livelli per ripristinare il contorno armonioso della mandibola, dandole una linea più netta e una transizione del collo più marcata, con un effetto sempre molto naturale sia in statica che in dinamica, che permette di ridefinire i contorni del viso».

Il risultato perfetto, anche in questo caso, è legato all’alta professionalità dello specialista di medicina estetica: «Non dimentichiamo che si interviene in zone anatomicamente complesse, dove sono presenti nervi e strutture vascolari importanti – sottolinea Piersini – Occorrono mani esperte per garantire un risultato sicuro ed esteticamente soddisfacente».

La richiesta di intervenire sulla linea mandibolare viene anche da molti pazienti uomini, che in questa regione del volto ricercano linee definite per un aspetto più mascolino. Tanto che per gli uomini è stata messa a punto una tecnica specifica, denominata Masculook. «In questo caso si interviene per ripristinare i volumi e rendere mandibola, mento e zigomo più scolpiti e squadrati – commenta Paola Molinari, medico specialista in chirurgia a Modena – L’obiettivo è sempre ottenere un risultato armonico e naturale, che rispetti l’espressività. Dopo aver valutato il viso sia in modalità statica, sia dinamica, si procede alla somministrazione dei filler con l’approccio multi-layer, ideale per rispettare le caratteristiche uniche di ogni paziente».

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