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La menopausa affrontata con la Medicina Rigenerativa – parte 1

La menopausa affrontata con la Medicina Rigenerativa – parte 1

“Pausis”, in greco, significa cessazione, sosta, pausa. E la menopausa può rappresentare un evento “drammatico” per la donna, poiché le ghiandole ovariche cessano di produrre estrogeni e progesterone sotto lo stimolo ipofisario e ipotalamico, tra i 45 e 55 anni, in genere, preceduta da un corredo sintomatologico caratteristico più o meno evidente. La menopausa segna la fine del periodo riproduttivo e l’inizio del declino ormonale e dell’invecchiamento femminile. L’endocrinosenescenza comincia invece già intorno ai 40 anni, età durante la quale in genere si raggiunge il picco di produzione ormonale, sia maschile, sia femminile.

Cosa accade all’organismo

Iniziano a calare il Pregnenolone, il DHEA, ovvero il deidroepiandrosterone, estrogeni e progesterone, tutti derivanti dal colesterolo, padre degli steroidi sessuali e del cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress. Con la menopausa aumenta la secrezione di LH ed FSH da parte dell’ipofisi, sotto influenza ipotalamica. Si parla di asse ipotalamo-ipofisi-ovarico con meccanismo di feedback negativo: quando calano estrogeni e progesterone, come nella premenopausa e nella menopausa, aumentano gli ormoni ipofisari e gli RH ipotalamici; al contrario, durante il periodo fertile, sono alti gli ormoni ovarici e bassi quelli ipofisari. Durante la menopausa tendono a calare però anche gli ormoni tiroidei, T3 e T4, con aumento del TSH ipofisario secondo analogo meccanismo di feedback negativo, e in molti casi, soprattutto nei biotipi linfatici, brevilinei astenici e idrofili, accrescono gli auto anticorpi anti TG ( antitireoglobulna ) e anti PO ( antiperossidasi ), manifestando la cosiddetta tiroidite di Hashimoto con sintomatologia ipotiroidea.

Come nel sesso maschile, per il quale, invero, non esiste una vera andropausa, ma un calo progressivo di produzione androgenica, nella femmina decresce il GH e tendono ad aumentare cortisolo e insulina. Gli estrogeni giocano un ruolo importante non solo dal punto di vista riproduttivo, ma anche da quello, troppo spesso sottovalutato, anabolico e psichico. Contrastano l’azione dell’IL 6, interleuchina che favorisce l’attività degli osteoclasti nel rimaneggiamento osseo: ecco perché la donna è’ maggiormente a rischio osteoporosi con il calo degli estrogeni. Questi inoltre esercitano attività cardioprotettiva, esattamente come il testosterone nell’uomo, oltre ad avere recettori encefalici. Con la menopausa aumenta il rischio di cardiopatie e depressione.

Sul versante cutaneo, gli estrogeni regolano l’azione delle metalloproteinasi, enzimi proteolitici deputati al rinnovamento di collagene ed elastina. Con il calo estrogenico menopausale, si attua una degradazione più veloce di queste fondamentali proteine, oltre ad un’aumento della trans epidermal water loss, con conseguente disidratazione, ipoelasticita’ e comparsa di rughe. La diminuzione concomitante  di GH, ormone anabolico per eccellenza, aggrava questo stato con quadro estetico facciale caratterizzato da viso a forma triangolare a base inferiore per caduta delle gote ( dermatocalasia ) , caduta del sopracciglio, borse sottoculari, profonde pliche nasogeniene, rughe peri oculari ed assottigliamento delle labbra. Il deficit di melanina età correlato e’ causa di discromie cutanee.

In sintesi, durante la menopausa:

Cessa la produzione di estrogeni e progesterone, mentre aumentano LH e FSH

Diminuisce la produzione di Pregnenolone, DHEA, GH, melatonina

Tendono a diminuire gli ormoni tiroidei T3 e T4

Tende ad aumentare TSH e autoanticorpi tiroidei

Tendono ad aumentare insulina e cortisolo

Come contrastare e rallentare l’invecchiamento condizionandolo affinché non sia deleterio e degenerativo, ma di successo?

La Medicina Rigenerativa “antiaging”, preventiva e predittiva, rigenerativa e potenziativa, suggerisce a entrambi i sessi le strategie migliori per affrontare la fisiologica endocrinosenescenza, sì da addolcire il corredo sintomatico ed acquisire un’etá biologica più giovane.

Questi i sette pilastri basilari:

1) alimentazione secondo natura

2) attività fisica costante e duratura, non a livello agonistico, ma protratta per tutta la vita.

3) gestione dello stress cronico anche con allenamenti all’adattamento in condizioni avverse.

4) rispetto dei ritmi circadiani di produzione ormonale

5) eliminazione, ove possibile, degli inquinanti ambientali e degli interferenti endocrini

6) integrazione biotipizzata e personalizzata

7) trattamenti estetici per la cura del viso e del corpo

Lungi dal voler trattare ora compiutamente i sette  pilastri, ci è caro però offrire questi suggerimenti:

1) mangia cibo specie specifico secondo natura e non secondo le mode, evitando soprattutto cibo industriale (riducendo latte e latticini), zucchero raffinato ed alcuni edulcoranti artificiali come il fruttosio, sale, carni e pesci da allevamenti intensivi, insaccati, legumi e cereali con glutine. Sì a carne da allevamento a pascolo libero con erba e fieno, sì a pesce pescato di taglia piccola, sì a frutta di stagione e di regione, sì soprattutto a verdure con predilezione per le crucifere ricche di sostanze antitumorali. Tra i cereali da prediligere il riso, se proprio non potete farne a meno. L’attuale demonizzazione della carne deriva dal fatto che tutti gli studi sono stati compiuti basandosi sul consumo di carni trattate e processate, che in ogni caso andrebbero bandite.

2) L’attività fisica, aerobica e anaerobica, con pesi e a corpo libero, è in grado di contrastare efficacemente il calo ormonale anabolico, preservando dall’osteoporosi e dalla sarcopenia, ovvero il calo di massa e forza muscolare, che si osserva nelle donne già in epoca premenopausale: quanti bifosfonati con i loro pesanti effetti collaterali potrebbero essere evitati se venissero prescritti esercizi fisici con pesi leggeri a tutte le donne in menopausa!

3) Lo stress è il fattore che maggiormente determina un invecchiamento accelerato e deleterio. Occorre quindi attuare tutte le metodiche per contrastarlo o gestirlo, utilizzando sia la respirazione, sia la mantra e musico terapia, sia la cromo che l’aromaterapia, senza dimenticare l’importantissimo ausilio delle piante cosiddette “adattogene”.

4) il rispetto dei ritmi fisiologici di produzione ormonale è essenziale per combattere il decadimento multifunzionale età dipendente. Non a caso sono stati attribuiti recentemente premi Nobel a ricercatori in questo campo. Oggi purtroppo si violentano tali ritmi, anche con l’uso e l’abuso di dispositivi elettronici che interferiscono con la produzione ormonale. Basti pensare alla luce blu in grado di ridurre sensibilmente la secrezione di melatonina, alle onde elettromagnetiche e agli orari di lavoro e di assunzione dei pasti che non rispettano assolutamente il nostro assetto ormonale

5) Il tema degli inquinanti ambientali è di estrema attualità, poiché viviamo in un universo di sostanze tossiche cosiddette xenobiotiche, cioè esterne alla vita. Purtroppo non è sempre facile evitarle, ma molto possiamo fare con le nostre scelte. Ad esempio cercare di non usare per i cibi contenitori di plastica ma solo di vetro. Non utilizzare pellicole trasparenti contenenti ftalati, non comprare frutta e verdura trattate con glifosato, non utilizzare creme cosmetiche contenenti siliconi e parabeni, non cucinare su padelle antiaderenti con PFOA, non utilizzare stoviglie e caffettiere in alluminio. La lista è veramente lunga, ma almeno qualcosa possiamo e dobbiamo fare.

6) Molto importante l’aspetto integrativo nella premenopausa, ovvero quando si iniziano ad avvertire i primi segnali, dovuti al calo del progesterone prima ancora degli estrogeni. Ma è bene conoscere nel dettaglio gli ormoni sessuali femminili.

Proprio di ormoni femminili parleremo nel prossimo approfondimento.

di Francesco Balducci e Danilo Dodero

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