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I costi delle rsa: davvero troppo alti?

I costi delle rsa: davvero troppo alti?

Lo sappiamo tutti e quindi possiamo anche dircelo subito: spendere poco e avere tanto in servizi, in senso lato, specie se prolungati nel tempo, è un’utopia. Nella quotidianità cerchiamo il buon acquisto, l’affare del momento, se possibile, a volte ci riusciamo pure. Ma in linea generale, se un bene o servizio finale costa poco, un motivo deve esserci. Le rsa, offerta assistenziale territoriale di servizi per persone non autosufficienti, Residenze sanitarie assistenziali con un servizio operativo attivo H24 per almeno alcune delle figure professionali presenti, hanno oggettivamente, per la parte utenza, costi di accesso anche impegnativi. Dal punto di vista aziendale, costi operativi gestionali sanitari e di mantenimento funzionale dello stabile, indubbiamente molto alti.

Più nello specifico, la tipologia di servizio erogato nella sua complessità, il numero dei dipendenti e collaboratori sanitari e non, il materiale di consumo generico e sanitario specifico, il servizio interno alberghiero, dalla ristorazione alla lavanderia, la gestione dell’edificio con la sua manutenzione, ivi in esso gli impianti di sicurezza e molto altro. Tutto ciò porta a costi fissi aziendali in esercizio annuale davvero elevati.

Per queste motivazioni, a un prezzo richiesto per degenza in formula giornaliera/mensile – basso, o ancor di più molto basso, difficilmente (oserei dire in modo impossibile) potrà essere offerto un servizio elevato, se non anche, solo standard.

Senza quindi addentrarci a parlare nello specifico delle tariffe e della loro forbice prezzo, che in tal senso potrete apprendere con l’inizio della ricerca di informazioni sul vostro territorio, la cosa veramente importante sarà essere in grado di dare un valore a quel prezzo proposto, che sia esso per ricoveri in forma privata o convenzionata, cercando quindi di capire come quel prezzo si posizioni sul mercato dei medesimi servizi offerti. E soprattutto, di riuscire a dargli un valore giusto e che sia giusto per voi in relazione a quanto prima proposto, e poi nel tempo effettivamente offerto.

Insomma, la cosa importante laddove vi sia possibilità finanziaria è fare quella scelta che più vi si addica per prezzo, qualità, diversità dei servizi erogati e reali aspettative, nella consapevolezza e conoscenza territoriale di quelli offerti e delle loro diversità, economiche e organizzative.

Ma questi servizi assistenziali offerti dalle rsa sono davvero costosi?

Sento la necessità di aggiungere alcune mie considerazioni sulla spesa che una famiglia deve affrontare per la gestione della degenza, che in molti casi, salvo pensioni ragguardevoli, già oggi miraggio futuro per molti, o accumuli di risparmi, raggiunge cifre mensili sempre più difficili da sostenere specie se per periodi degenza lunghi.

Le tariffe posti letto in regime di convenzione con il sistema sanitario regionale sono certamente più abbordabili trattandosi di esborsi in compartecipazione, ma l’attesa per l’accesso può rivelarsi lunga, in alcuni casi anche anni.

D’altra parte, quelle totalmente a carico dell’utenza come accesso diretto privato, inevitabilmente più onerose (a volte però non di molto), assicurano posti letto spesso disponibili da subito: l’urgenza come sempre può fare la differenza.

I costi sembrano quindi alti?

Sì, ma nella realtà se ci soffermiamo un secondo a pensare a quanto viene offerto a livello assistenziale continuativo da queste strutture, alle attività in esse presenti di socializzazione e specializzazione terapeutica sul singolo, al servizio alberghiero, in realtà, quanto pagato giornalmente a conti fatti non è o non è poi così tanto.

Un rapido confronto su quanto potrebbe costare l’alternativa assistenza continuativa a domicilio con l’apporto costante di più e diverse per specializzazione figure sanitarie e professionali, ne renderebbe subito l’idea.

Il fatto quindi che le rsa possano essere o sembrare costose non è un problema di prezzo/qualità/servizio. È un problema – se vogliamo – molto più complesso e che riguarda il nostro sistema economico Paese e con esso le capacità economiche famigliari e dei singoli, messe ormai da tempo sempre più alla prova.

Ma questo è tutto un altro tema.

Andrea Benelli

Andrea Benelli nasce a Genova il 14 marzo 1977. Sposato, un figlio, entra per caso nel mondo delle rsa nel 2007. Ha quasi trent’anni e il titolare di una struttura genovese cerca un ragazzo che gli dia una mano a gestirla. Così, dopo diverse esperienze lavorative, inizia il suo percorso nel mondo del socio-sanitario, allora completamente sconosciuto. Dal 2007, diversi incarichi professionali si susseguono e uniscono insieme ai diversi cambi di proprietà, diventa responsabile del personale, responsabile amministrativo, degli acquisti, qualità e sicurezza. Dal 2017 ricopre incarichi di direttore gestionale per rsa.

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