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Come scegliere la badante ideale

Come scegliere la badante ideale

Chi ha genitori anziani lo sa, cercare una badante (o un badante) non è sempre facile. Un po’ perché non è semplice affidare i propri cari a una persona che non si conosce, un po’ perché agli assistenti familiari si chiedono orari impegnativi (che non tutti possono gestire). Quando, però, un genitore diventa molto anziano o ha una limitazione dell’autonomia importante è chiaro che bisogna pensare a un piano B, magari proprio tramite assistenza familiare. Ma come fare per cercare la figura ideale? Un aiuto arriva dalla startup Badacare, portale nato nel 2019 con l’obiettivo di mettere in contatto assistenti familiari qualificati con famiglie che necessitano di supporto.

Ecco, quindi, i nove consigli di Badacare per rendere più semplice, e produttiva, la ricerca della badante ideale:

Analizzare i bisogni della persona fragile

Prima di scegliere, occorre avere chiari in mente i bisogni di assistenza della persona fragile che si intende far assistere. I principali bisogni sono di natura fisica e psicologica e un valido supporto, per identificarli al meglio, può essere fornito dal proprio medico di famiglia.

Identificare quali sono le mansioni che la badante dovrà svolgere

Nel lavoro di assistenza familiare sono previste diverse mansioni che l’assistente familiare deve garantire. Tra queste: seguire l’igiene personale dell’anziano (fargli il bagno, portarlo alla toilette), aiutarlo a vestirsi e a spostarsi, preparargli i pasti, ricordargli l’assunzione dei farmaci, andare a fare la spesa, pulire gli ambienti ma anche fornirgli una compagnia attraverso il dialogo ed eventualmente (se il badante è provvisto di patente) portalo in giro in macchina.

La famiglia, nel limite delle mansioni che può richiedere, durante il colloquio preliminare è importante che indichi all’assistente le mansioni richieste, per evitare incomprensioni durante il rapporto di assistenza.

Evidenziare patologie particolari che necessitano di assistenza

Se la persona da assistere ha delle patologie particolari, come quelle neurodegenerative come l’Alzheimer, è bene comunicare l’esigenza particolare al badante in modo che sia consapevole del lavoro da svolgere e sicuro di avere l’esperienza necessaria per far fronte ad un’assistenza su misura. È sempre meglio trovare un badante che abbia già assistito in passato una persona con quella patologia specifica.

Prestare attenzione all’aspetto economico per sostenere le spese di assistenza

Per una famiglia avere una figura per l’assistenza del proprio caro rappresenta una scelta ponderata, soprattutto dal punto di vista economico. Per retribuire l’assistente familiare secondo il ccnl del lavoro domestico, occorre far affidamento sulla pensione della persona da assistere, dell’indennità di accompagnamento se la persona è non autosufficiente e, molto spesso, dei risparmi di una vita. Occorre, quindi, gestire in maniera oculata le risorse economiche con l’obiettivo di erodere il meno possibile i risparmi familiari. Tuttavia, retribuire in modo congruo l’assistente familiare aiuta a irrobustire la giusta fiducia tra le parti ed è indice di una relazione di assistenza duratura.

Chiedere alla badante quali sono le sue esigenze

Fondamentale è tenere sempre in considerazione anche quali sono le esigenze degli assistenti familiari. Spesso gli assistenti, prima di accettare un posto di lavoro richiedono che vengano rispettate alcune condizioni, tra queste: l’avere a disposizione una stanza propria all’interno del domicilio della persona da assistere; almeno due ore di riposo giornaliero e 36 ore di riposo continuato (un giorno e mezzo) durante la settimana, solitamente parte del sabato e la domenica.

Valutare la zona geografica che spesso incide sulla presenza della badante

Le famiglie, spesso, quando ricercano dei badanti incontrano una fase di smarrimento, chiedendosi “E adesso, come trovo una badante nella mia zona che sia affidabile?” Quindi, la zona geografica in cui si vive determina la disponibilità di badanti. Se si vive in un paesino di provincia, la disponibilità di assistenti familiari è molto ridotta rispetto ai grandi centri urbani in cui la presenza è capillare. Quindi, gli abitanti di aree non densamente abitate devono mettere in conto che trovare una persona potrà richiedere più tempo.

Colloquio di selezione: bisogna indagare anche le competenze relazionali

Una volta reperito il contatto di un’assistente familiare, occorre preparare il colloquio di selezione al meglio. Questo deve avvenire nel domicilio della persona fragile in modo da offrire tutti gli elementi all’assistente familiare. Inoltre, tutte le analisi svolte dalla famiglia in merito ai bisogni, le mansioni, gli aspetti economici e le condizioni inerenti il vitto e l’alloggio devono essere comunicate all’assistente familiare.

Se questi elementi sono soddisfacenti per le esigenze del badante, si passa allora alla fase in cui la famiglia sonda le competenze relazionali dell’assistente, attraverso domande che possano aiutare a capire i gradi di affidabilità e di empatia, elementi imprescindibili per un’assistenza di valore.

Preparare dettagliatamente il contratto o la lettera di assunzione

Adesso è il momento della stesura dettagliata del contratto o lettera di assunzione. All’interno di questa è fondamentale evidenziare la descrizione del lavoro, gli atteggiamenti non ammessi, le ore lavorative, la modalità del versamento e l’importo della retribuzione e le informazioni sulla risoluzione del contratto (che deve essere datato e firmato dal lavoratore e dal datore di lavoro).

Anche dopo l’assunzione è importante monitorare lo stato psico-fisico dell’anziano

È fondamentale per i figli, o più in generale per i parenti, andare spesso a visitare l’anziano e parlate con la badante. Il ruolo del caregiver familiare è importante per l’armonia che si instaura tra la badante e la famiglia. Infatti, il suo ruolo è quello di controllare che tutto funzioni per il meglio. Molte famiglie commettono l’errore di scaricare tutto sulla badante, e così facendo si possono generare casi di burnout sfavorevoli per una piacevole convivenza.

«Abbiamo visto che cercare un’assistente familiare non è affatto semplice, e io lo so bene – spiega Stefano Pepe, founder e ceo di Badacare – Ho dato vita a Badacare per un problema personale vissuto in primis dalla mia famiglia, nonostante tantissimi sforzi, siti internet e agenzie consultate, non riuscivamo a trovare una figura adatta a seguire mia nonna Maria che soffriva di Alzheimer. Sia le famiglie sia le badanti che si affidano a noi si trovano molto bene, tanto è vero che se più di una famiglia su 2 cambia la propria badante ogni 12 mesi (per un turnover annuo del 65%), in soli quattro anni Badacare ha fatto crollare la percentuale al 15%. Le badanti presenti sul portale mantengono il proprio incarico per almeno 36 mesi, diventando dei veri e propri punti di riferimento per le famiglie».

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