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Badacare, la startup online che semplifica la ricerca di assistenti familiari

Badacare è una startup innovativa a vocazione sociale, sviluppata all’interno dell’incubatore dell'Università di Torino 2i3t

Cresce il numero di richieste di colf e badanti per l’assistenza di nonni e genitori anziani. Ma è anche sempre più difficile trovare una persona affidabile, che abbia referenze ed esperienza lavorativa verificate. Per questo è nata Badacare, startup innovativa a vocazione sociale, sviluppata all’interno dell’incubatore dell’Università di Torino 2i3t. Grazie a una piattaforma proprietaria, Badacare permette alle famiglie di tutta Italia di incontrare assistenti familiari qualificate: a oggi sono quasi 6 mila le badanti iscritte al portale, per un totale di oltre 5 mila famiglie aiutate. E le prospettive di crescita sono ambiziose: l’obiettivo della startup è inserire sul portale almeno 100 mila assistenti familiari e 30 mila famiglie servite entro il 2024.

Così nasce Badacare

Come spesso accade, molte idee imprenditoriali nascono da un’esperienza di vissuto personale. È il caso di Stefano Pepe, ceo e founder della startup, che, con la sua famiglia, ha dovuto far fronte all’inefficienza di agenzie di badanti nel trovare figure affidabili e qualificate che potessero assistere la nonna Maria, affetta da Alzheimer. «Per più di dieci anni – ricorda Pepe, classe 1990, laureato in Management con una specializzazione all’Università Bocconi di Milano – ho assistito alle difficoltà che la mia famiglia ha dovuto affrontare tra lavoro e impegni personali per assistere il proprio genitore. Più volte ci siamo rivolti ad agenzie di badanti riscontrando, a nostre spese, che l’intero processo era inefficiente e costoso. Queste sono le ragioni per cui nel 2019 ho deciso di fondare Badacare, con l’intento di aiutare le famiglie a trovare assistenza competente e affidabile online per anziani, malati e disabili».

Con alle spalle oltre cinque anni di esperienza nell’area sales all’interno di importanti aziende, e come account manager per clienti enterprise, Pepe ha deciso di fondare Badacare anche per contrastare il problema del turnover del settore dell’assistenza familiare: più di una famiglia su due cambia la propria badante ogni 12 mesi (per un turnover annuo del 65%, vedi qui). In tre anni di attività, Badacare ha fatto crollare la percentuale al 15%: le badanti presenti sul portale mantengono il proprio incarico per almeno 36 mesi, divenendo dei veri e propri punti di riferimento per le famiglie.

Il processo di selezione di Badacare

Il punto forte di Badacare è il suo network unicamente composto da assistenti familiari qualificati e affidabili e per fare questo è necessario testare le capacità pratiche, relazionali e di affidabilità di ogni candidato attraverso colloqui e prove. In un primo contatto con la badante vengono verificate le referenze, richiesti certificati e corsi abilitanti per la professione, verificata la reattività e la reale predisposizione alle mansioni attraverso delle esercitazioni pratiche. Dopo essere state sottoposte a un secondo step, che prevede il superamento di test di empatia e affidabilità, i candidati che hanno positivamente superato tutte le fasi di selezione vengono quindi inseriti all’interno del network di Badacare per essere assunti a servizio di famiglie e anziani.

Da parte delle famiglie non vi è alcun vincolo al servizio e totale libertà di scelta di assistenti familiari in base alle proprie esigenze: dal luogo in cui si ha bisogno dell’assistenza, alla tipologia di mansioni richieste. Ad affiancare le famiglie nella scelta non interviene solo la sofisticata piattaforma: ci sono anche figure professioniste che aiutano e semplificano il processo di selezione, i care manager.

«In Italia esistono diverse realtà che si occupano di assistenza domiciliare – spiega Pepe – Tuttavia, il modello di business tipico con cui i nostri competitor operano è quello del franchising, attraverso una strategia di prossimità con il cliente che però non offre particolari vantaggi per le famiglie: spesso i loro servizi sono molto costosi e vincolano i badanti a percepire una retribuzione inferiore rispetto agli standard del ccnl del lavoro domestico, incidendo in modo negativo sui livelli di turnover. Comunque, nonostante alcuni aspetti negativi, il modello del franchising ha certamente motivo di esistere. Il nostro approccio è differente: il nostro business model è l’online e stiamo costruendo per la prima volta in Italia un network profilato, selezionato e affidabile di badanti. Entrando sul portale badacare.com è possibile visionare i cv digitali dei nostri assistenti familiari in qualsiasi città italiana. Quindi, il nostro network di assistenti funziona come un vero e proprio albo nazionale di badanti. Inoltre, oltre a offrire alle famiglie la possibilità di entrare in contatto con assistenti referenziati e competenti, comprende anche la gestione tutta la parte contabile e amministrativa come contratto, buste paga, calcolo contributi, tfr, etc… Il tutto a un costo per le famiglie di almeno il 50% in meno rispetto alle agenzie tradizionali».

Stefano Pepe, ceo e co-founder

L’ingresso di Jointly e le prospettive future

Lo scorso febbraio Badacare ha compiuto un passo in più: nel capitale sociale è entrata Jointly, piattaforma di welfare aziendale people caring che gestisce importanti brand come Eni, Enel, Fastweb, Trenord, Unicredit. «L’ingresso di Jointly indubbiamente determina la possibilità di estendere le nostre aree di business in cui operiamo – commenta Pepe – In particolare siamo in grado di raggiungere clienti business in maniera scalabile grazie ai rapporti di Jointly con le principali aziende italiane. L’investimento di Jointly in Badacare è stato vitale perché ci ha consentito di realizzare una strategia di marketing adeguata al posizionamento che volevamo avere sul mercato. Infine, entro pochi mesi sarà pronta una nuova piattaforma digitale la quale prevede tecnologie come l’intelligenza artificiale in grado di migliorare i tempi di risposta alle famiglie, garantendo il servizio entro 30 minuti contro le 48 ore attuali. Insomma, gli obiettivi sono ambiziosi e non escludiamo un’espansione del nostro business a livello europeo».

La crescita riguarda anche i livelli occupazionali: «Al momento siamo in 11 – spiega il ceo di Badacare – ma prevediamo di raggiungere i 20 dipendenti entro la fine del 2022». Non sono previste invece aperture di sedi fisiche commerciali fisse, «ma flessibili, come dei temporary store in punti nevralgici, in cui prevediamo una significativa affluenza. Intendiamo adottare questo approccio in tutta Italia, soprattutto nelle principali città», precisa Pepe.

Paola Pedemonte

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