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Accettare il proprio corpo: le lezioni dei Silver

Accettare il proprio corpo: le lezioni dei Silver
maturità

I senior di oggi offrono l’immagine di una generazione di persone attive, indipendenti, ancora capaci di innamorarsi, desiderosi di viaggiare e di fare nuove esperienze. La maturità comporta poi una maggior consapevolezza di sé stessi, delle proprie capacità e dei propri limiti.

Se il giovane tendenzialmente cerca di ottenere il massimo, quando non addirittura la perfezione, nel lavoro, nelle relazioni e nell’estetica, la persona più matura si rende conto di essere più serena quando smette di ossessionarsi.

Guardarsi allo specchio

Avere un immagine positiva di sé stessi è molto importante poiché influisce direttamente sulla qualità della nostra vita.

Il rifiuto del proprio corpo o ha una causa endogena, ma molto spesso è influenzata da pressioni sociali, che inneggiano a modelli ideali e innaturali di bellezza.

Proprio per contrastare questi modelli estetici e per rivendicare la dignità di ogni tipo di corpo, indipendentemente dal peso, dalla forma e dalle sue caratteristiche, è nato tra il 2010 e il 2011 un movimento sui social media diffuso dall’hashtag #BodyPositivity. 

Che cos’è la body positivity?

La body positivity nasceva quindi dalla necessità delle persone emarginate di sentirsi incluse. Queste rivendicavano il diritto di ”esistere” e di vivere in pace con il proprio corpo, nonostante l’immaginario collettivo le spingesse a rinnegare il proprio look.

Diffondendo l’idea che ogni corpo è apprezzabile nella sua unicità e differenza, la body positivity  ha avuto il grande merito di aver contribuito a contrastare un fenomeno molto diffuso che è quello del body shaming, cioè il denigrare una persona per il suo aspetto fisico.

Dalla body positivity alla body neutrality

Intorno al 2015 nasce il movimento della body neutrality, sostituendo all’idea di positività corporea quella di neutralità, invitando ad accettare il proprio corpo così com’è senza sentirsi in obbligo di amarlo: un approccio, in cui si accettano le proprie imperfezioni, non esclude la possibilità di poterle cambiare.

La body neutrality ha avuto il grande merito di veicolare il concetto che il benessere e l’appagamento di sé consistono nel preoccuparsi meno della propria fisicità, per concentrarsi invece su altre qualità più importanti.

Una Silver Age più serena

Il vero nodo della questione non sono i corpi in sé ma il rapporto che ognuno di noi ha con il proprio. Forse è un questione di saggezza o di maturità?

Da una recente indagine del Censis risulta che ben l’87,6% degli anziani si dichiara soddisfatto della propria vita, contro il 59,6% del totale della popolazione.

L’alta percentuale di anziani soddisfatti fa pensare che abbiano ritrovato la gioia di vivere il tempo libero e la maturità di guardare il proprio corpo con affetto.

Indubbiamente  il mutato clima culturale, favorito dalla body positivity prima e dalla body neutrality dopo, ha aiutato il silver di oggi ad avere un miglior rapporto con se stesso, a partire dall’accettazione di un corpo inevitabilmente acciaccato dai primi segni dell’invecchiamento.

Ci sono infatti evidenze scientifiche, da cui emerge che da un punto di vista “cerebrale” la riduzione di neuroni e sinapsi nell’invecchiamento porti a conservare quelle cellule e quei circuiti neurologici che più contano, permettendo così di focalizzarsi su ciò che è veramente importante. Contrariamente al passato oggi infatti abbiamo la consapevolezza che il cervello conserva la sua plasticità anche in età avanzata.

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