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Un Irccs dedicato all’invecchiamento: le ambizioni del Galliera

Un Irccs dedicato all'invecchiamento: le ambizioni del Galliera
Un centro ad alta specializzazione sull’invecchiamento, un istituto in cui creare nuovi modelli sanitari e assistenziali. Ecco il nuovo volto del Galliera, che punta a diventare Irccs già nel 2017.  «Partiamo da un dato, forse banale – commenta Adriano Lagostena, direttore generale dell’ospedale Galliera – La Liguria è la regione più vecchia del mondo e…

Un centro ad alta specializzazione sull’invecchiamento, un istituto in cui creare nuovi modelli sanitari e assistenziali. Ecco il nuovo volto del Galliera, che punta a diventare Irccs già nel 2017.  «Partiamo da un dato, forse banale – commenta Adriano Lagostena, direttore generale dell’ospedale Galliera – La Liguria è la regione più vecchia del mondo e Genova forse tra le città più vecchie del mondo, parlando in termini di tasso di anzianità. Si tratta di un dato rilevante, perché significa che il nostro universo di servizi di assistenza si dovrà rivolgere essenzialmente agli anziani. Ecco perché il Galliera punta a diventare un ospedale di genere, ma altamente specializzato». Il 55% dei ricoveri totali riguarda persone anziane e l’età media sta aumentando. Fenomeno su cui ha inciso il miglioramento della qualità della vita, così come la prevenzione, che porta i giovani ad ammalarsi meno, e i progressi della medicina.

Ma il paziente anziano è anche quello più fragile: «Per questo motivo l’ospedale non solo ha il compito di gestire la motivazione acuta che ha portato al ricovero, per esempio, una frattura al femore – spiega Lagostena – ma anche tutte le comorbilità presenti nela persona: scompensi, problemi respiratori, cardiaci o cognitivi». Si rende quindi necessario un modello assistenziale nuovo, integrato, in cui il tutoraggio dell’ospedale permetta di stabilizzare al meglio e il più in fretta possibile il paziente, in modo da rendere meno impattante l’intervento. È ciò che punta a diventare l’ospedale genovese: «Stiamo parlando di un modello assistenziale che non può essere solo empirico, ma che deve essere supportato da una profonda ricerca clinica che ne dimostri gli effetti – afferma il direttore – Da qui la necessità di un Irccs che si possa occupare non tanto di “aging”, quanto di “invecchiamento”, ma che diventi soprattutto un patrimonio di tutti, integrato con il sistema sanitario regionale e nazionale».

E non mancano le ambizioni: «Puntiamo a occuparci anche di ricerca avanzata – ricorda Lagostena – a questo proposito abbiamo in ballo diversi progetti, per esempio Mobi-Pro: si tratta dello studio di sistemi di rilevamento a distanza di parametri vitali e comportamentali di soggetti a rischio, in modo da capire come si comportano queste persone nella propria casa. Un modello predittivo, che converge verso la prevenzione del ricorso all’ospedale».

Il quadro è definito, ma per ora la creazione del nuovo Irccs viaggia a un livello informale: l’assessore regionale alla Sanità Sonia Viale si è mostrata favorevole, ma gli step ufficiali sono ancora da compiere: «Nei prossimi mesi contiamo di fornire alla Regione tutti gli elementi necessari per un’istruttoria solida, in modo che l’ente possa fare istanza al ministero». Solo dopo le opportune valutazioni e verifiche della commissione ministeriale, il Galliera potrà avere tutte le carte in regola per diventare un nuovo Irccs. L’obiettivo è il 2017.

Paola Pedemonte

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