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Stress da rientro e depressione post-part….enza: che fare

Stress da rientro e depressione post-partenza
Con l’Epifania possiamo dire un grosso bye bye alle vacanze di Natale che, per chi le ha fatte, dovrebbero essere state un idilliaco momento di gioia e serenità, oltre che di abbuffate fuori da ogni controllo. Una volta fatti i conti con la befana, però, è stato il momento di tornare alla realtà, con 8…

Con l’Epifania possiamo dire un grosso bye bye alle vacanze di Natale che, per chi le ha fatte, dovrebbero essere state un idilliaco momento di gioia e serenità, oltre che di abbuffate fuori da ogni controllo.

Una volta fatti i conti con la befana, però, è stato il momento di tornare alla realtà, con 8 panettoni in più intorno ai fianchi, la classica espressione da “fine della festa” e una stanchezza addosso che sembra persino essere cresciuta rispetto a prima delle vacanze.

Questa depressione post-part…enza, in realtà non è solo la strana sensazione del “ma è appena tornato!”, ma una vera e propria “patologia” che interessa un italiano su dieci. I sintomi? Calo dell’attenzione, mal di testa, cattiva digestione, dolori muscolari, senso di stordimento, raffreddore, mal di gola: tutti incredibilmente legati al temutissimo STRESS DA RIENTRO!

Le cause di questa agonia che ci trasforma in poche ore da festaioli incalliti e grandi giocatori di Mercante in Fiera a manichini senza alcuna “joie de vivre”, vanno riscontrate nel rapido cambiamento delle abitudini.

Se pensavate che le frasi motivazionali come “cambiare è bello” fossero positive e salutari, di fatto in realtà, vi sbagliavate. Il relax vacanziero fa a pugni con il rientro al lavoro come il pesce servito con il formaggio o la pastasciutta con il ketchup.

La vita degli over 50 è sempre più attiva e stressante. I figli che ancora portano a casa il bucato da lavare, i nipoti che vi vengono a trovare la sera e vogliono giocare come se voi foste appena usciti da una giornata di relax alle terme, l’impegno di dover guardare le partite di calcio e veder perdere la vostra squadra, le scartoffie da affrontare al lavoro che avevate così sapientemente posticipato a quel fantomatico momento “dopo le feste” e che ora è venuto il momento di affrontare, l’ansia di doversi veramente iscrivere in palestra e iniziare la dieta perché le feste sono finalmente e malauguratamente finite…

Questi impegni, un po’ allentati durante le feste, al rientro in ufficio si fanno più ingombranti che mai e possono spingere a una perturbazione nei delicati equilibri dell’organismo, finendo per provocare tutti i sintomi elencati sopra.

Una soluzione però c’è e no, non è quella di prendersi un’altra settimana di vacanza o farsi mettere sotto mutua per un periodo non meglio precisato, quanto seguire una serie di consigli forniti dagli esperti (sì, esiste qualcuno più esperto di voi in materia di stress da rientro).

  1. Per prima cosa, per sentire meno lo sbalzo nullafacenza-superimpegni, è consigliato programmare qualche giorno di assoluto e imperturbabile riposo dalla nullafacenza già qualche giorno prima del rientro.
  1. Andateci piano con la vita quotidiana. Sì, lo sappiamo che nel quotidiano non siete spie della CIA e non fate sport come la Formula 1, ma anche il sovraccarico di impegni di un semplice lavoratore può essere piuttosto stressante. Non fatevi prendere dal panico dalla mole di lavoro accumulatasi sulla vostra scrivania e se proprio non ci riuscite, sfogate il panico come fanno tutti: urlando fortissimo dentro un barattolo di latta per alimenti. Funziona meglio di tanti corsi di autocontrollo.
  1. Tornate al lavoro puntando su piccoli obiettivi essenziali, senza allagarvi a quei mega progetti che avrete tempo per affrontare tra qualche settimana. Per esempio, iniziate con l’annaffiare le piante, poi con il preparare il caffè nella pausa, e così via…
  1. Fate ogni giorno attività fisica per recuperare la vitalità e la forma perdute durante i gli interminabili pranzi di Natale con i parenti. Nuotate, camminate, sciate, andate in bicicletta… qualsiasi cosa vi faccia muovere e non sembri troppo faticoso.

Se nulla di tutto ciò sembra funzionare non disperate: gli inglesi a questa sensazione hanno anche dato appositamente un nome. Dal termine “blue” (tristezza, depressione) è infatti stato coniato il Post-Vacation Blues, con un forte legame alla musica Blues, espressione di tristezza, dolore e angoscia quotidiana e diffusa tra le comunità nere in schiavitù.

Come a dire… se proprio non vi passa, scriveteci una canzone.

Barbara Cosimo

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