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Smettere di fumare: fa bene anche dopo i 60 anni

Ce lo ripetono i figli, i nipoti, gli amici: è l’ora di smettere di fumare. Quelle scritte sui pacchetti, “il fumo uccide”, non sono solo un modo che le industrie del tabacco hanno adottato per scaricarsi la coscienza, ma un dato di fatto: il fumo uccide. Se prima potevamo far finta di niente e non…

Ce lo ripetono i figli, i nipoti, gli amici: è l’ora di smettere di fumare. Quelle scritte sui pacchetti, “il fumo uccide”, non sono solo un modo che le industrie del tabacco hanno adottato per scaricarsi la coscienza, ma un dato di fatto: il fumo uccide.

Se prima potevamo far finta di niente e non averne la certezza matematica, oggi sono centinaia gli studi che testimoniano l’incidenza tra il fumo di sigaretta e l’aumento del rischio di infarti, tumori, ictus e cardiopatie: un deterrente che da solo, se una persona ci tiene alla sua pellaccia, dovrebbe bastare a far cambiare strada.

Il motivo della nocività della sigaretta non risiede solo nella nicotina, ma anche nelle sostanze addizionanti usate per rendere la sigaretta più piacevole: il cioccolato, il polonio, l’arsenico, il cadmio, il butano, l’acido acetico e un buon mix dei pesticidi utilizzati nelle piantagioni di tabacco.

La buona notizia è che non c’è un’età giusta per smettere e si è in tempo a qualsiasi età. Uno studio tedesco condotto dal German Cancer Research Center ha, infatti, ridato speranza a tutti quelli che dopo molti anni di dipendenza dalle sigarette hanno deciso di smettere: la possibilità di recuperare tre anni della propria vita.

I risultati studiati dal German Cancer Research Center hanno confrontato i risultati di 25 studi effettuati su oltre mezzo milione di partecipanti over 60, tentando di valutare l’impatto del fumo e dell’abbandono delle sigarette in una popolazione matura.

I primi risultati hanno confermato quello che si sapeva già: il fumo è dannosissimo per la salute e i fumatori muoiono per cause cardiovascolari nel doppio dei casi rispetto a chi non ha mai fumato, con una maggiore incidenza dipendente dal numero di sigarette fumate nel corso della vita.

La notizia positiva della ricerca è che il rischio diminuisce notevolmente se si smette di fumare: dopo cinque anni dall’ultima sigaretta, indipendentemente dall’età, la possibilità di incorrere in problemi cardiovascolari è pressappoco la stessa di un non-fumatore.

 «Anche in chi abbandona il fumo dopo i 60 anni l’effetto benefico è rilevabile e consistente – spiega Mons, del centro di ricerca tedesco – Significa che non è mai troppo tardi per smettere: perfino i più anziani traggono vantaggi dall’addio alla sigaretta. Moltissimi infarti e ictus potrebbero essere prevenuti semplicemente incentivando tutti i fumatori, di qualsiasi età, a smettere di fumare».

 Non resta che prendere in mano l’ultima sigaretta e…buttarla via.

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