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Sanità digitale senior: quanto è inclusiva?

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Grazie ai fondi messi a disposizione dal PNRR la sanità sta diventando sempre più digitale. Ma quanto sono inclusive le nuove tecnologie che dovrebbero rendere il nostro sistema sanitario sempre più efficiente? Quanto sono utili gli strumenti online per accedere ai servizi sanitari se i cittadini senior non hanno le giuste competenze digitali?

Capirlo è fondamentale per costruire servizi accessibili a tutti e supportare una transizione digitale che non lasci indietro nessuno.
Dal 27 giugno al 9 luglio, i ricercatori di Engineering hanno accolto i cittadini “over 65″ con un punto informativo all’interno di alcuni dei maggiori ospedali della Toscana, per rilevare l’usabilità e la soddisfazione d’uso dei servizi online. Questo “tour” fa parte di “Competenze Digitali – Senior eHealth”, iniziativa interamente realizzata e finanziata da Engineering all’interno di “Repubblica Digitale”, progetto nazionale che ha l’obiettivo di combattere il divario digitale culturale presente nella popolazione italiana.

L’attività di ricerca del gruppo Engineering nelle strutture ospedaliere si sviluppa tramite due metodologie: gli utenti over 65 presso gli sportelli svolgono, in modalità digitale e in autonomia, la stessa richiesta del servizio di prenotazione appena conclusa in modalità fisica con l’aiuto degli operatori.

I risultati della ricerca

Da qui si osservano: conoscenza, intesa come la capacità di comprendere le componenti dell’interfaccia digitale, abilità, intesa come capacità di utilizzarle, e attitudine, intesa come volontà all’uso dei servizi digitali. Sulla base di queste valutazioni vengono pensati piani formativi ad hoc per migliorare le competenze digitali dei cittadini “senior”.

In generale, si nota come con l’alzarsi dell’età diminuisca la propensione delle persone a utilizzare dispositivi digitali e, parallelamente, la loro disponibilità a farsi coinvolgere nel test che ne prevede l’uso. La mancanza di esperienza, e quindi le scarse o assenti competenze digitali di partenza, sono talvolta dichiarate dai “senior” con fermezza e orgoglio, quasi a scopo difensivo, mentre altre volte sono confessate con imbarazzo e timore. In entrambi i casi, però, influiscono negativamente sull’attitudine a imparare, sperimentare e mettersi in gioco.

Il più delle volte il timore e la paura di sbagliare sono legate anche alla natura del servizio stesso. Le conseguenze di un errore nel contesto di un servizio sanitario, infatti, ha un impatto decisamente superiore rispetto ai servizi di minor “importanza”, verso i quali c’è un approccio giocoso, quasi ludico.

Già questi primi risultati devono spingere tutti i professionisti della Sanità a pensare i sistemi digitali in termini sempre più aperti e rassicuranti. La popolazione senior deve avere la possibilità di usufruire delle innovazioni dei servizi del Sistema Sanitario Regionale in piena autonomia.

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