“SEMPRE APERTO TEATRO”: LA VITA DI PATRIZIA CAVALLI
Nata a Todi nel 1947, Patrizia Cavalli arriva a Roma nel 1968 per frequentare la facoltà di filosofia. Qui conosce subito Elsa Morante, con la quale stringe una profonda amicizia. È proprio lei a battezzarla, ricorda spesso la stessa Cavalli in varie interviste: «Patrizia, sei una poeta», le disse l’autrice de L’isola di Arturo.
E, da quel momento, la sua voce poetica divenne una delle più importanti del Novecento.
La sua prima raccolta di versi, Le mie poesie non cambieranno il mondo, nasce proprio dalla frequentazione con la scrittrice e saggista, alla quale aveva chiesto un parere. Escono per Einaudi nel 1974 e sono dedicate proprio a lei, come poi altre raccolte.
La sua lunga battaglia contro il cancro è terminata un anno fa, nel giugno del 2022. La poeta è scomparsa all’età di 75 anni, lasciando un’immensa eredità artistica, seppur con l’umiltà che la contraddistingueva e la semplicità del suo linguaggio, la sua parola quotidiana, diretta, senza manierismi, virtuosismi.
LE OPERE DELL’ULTIMA POETA ITALIANA
La grandezza della poesia di Patrizia Cavalli sta proprio nell’aver saputo coniugare la profondità e la leggerezza, il dolore e l’ironia, con una metrica precisa su cui lasciava scorrere un linguaggio quotidiano, il più possibile vicino al parlato, come se fosse più interessata a mostrare la vita tra le parole e non a elevare le parole al pari della vita.
La poeta, come si faceva chiamare, è stata universale, pop per certi versi, perché è riuscita a unire il favore del pubblico al plauso della critica, affrontando tematiche lesbiche che superavano ogni sorta di confine, di genere, di orientamento, per arrivare dritta al cuore di tutti, riempiendo i teatri e gli istituti di cultura italiana in tutta Europa.
Dopo il suo esordio, dedicato a Elsa Morante, ha pubblicato per Einaudi: Il cielo (1981), L’io singolare proprio mio (1992). Queste tre sillogi verranno riunite nel volume Poesie (1974-1992). E poi Sempre aperto teatro (1999), Pigre divinità e pigra sorte (2006), Datura (2013) e Vita meravigliosa (2020).
Per celebrarla e ricordarla, di seguito una delle sue poesie più conosciute e amate:











