PAINKILLER, LA MINISERIE SULLE DIPENDENZE
Netflix propone una miniserie sulla nascita e la diffusione dell’OxyContin, la pillola del dolore che ha scatenato un’epidemia di dipendenza e morte negli Stati Uniti.
Painkiller, la nuova miniserie divisa in sei episodi, realizzata dagli stessi creatori di Narcos, racconta le origini della drammatica crisi degli oppioidi che ha colpito gli USA negli anni ’90 provocando tantissime morti per overdose e dipendenza dal pericoloso farmaco, simile alla morfina, venduto come “pillola miracolosa per alleviare il dolore”.
Basata sul libro omonimo di Barry Meier, la serie si concentra sulle vicende dell’azienda farmaceutica Purdue Pharma, produttrice dell’Oxycontin, fatto prescrivere dai medici spinti da mazzette della stessa azienda, pur sapendo che avrebbe creato dipendenza. I malati quindi per alleviare il dolore sono diventati dei veri e propri drogati, spinti a cercare continuamente il farmaco nel mercato nero e a sostituirlo perfino con l’eroina, meno costosa e rischiando così la morte per overdose.
Ogni puntata della serie si apre con la testimonianza di un parente delle numerosissime vittime dell’avidità capitalistica della Purdue, circa 500.000 nel corso degli anni, sostenendo l’impianto di finto docu-drama che si muove tra realtà e ricostruzione per mostrare da un lato l’aspetto più malvagio del consumismo e dall’altra la corsa disperata verso la cancellazione del dolore dalla nostra società.
“OXYCONTIN”, L’EPIDEMIA DI OPPIOIDI NEGLI USA
OxyContin è il nome commerciale di un farmaco che contiene come principio attivo l’ossicodone, un oppioide sintetico, un tipo di analgesico molto potente utilizzato per il trattamento del dolore moderato-severo, in particolare per il dolore cronico. OxyContin è noto per rilasciare lentamente l’ossicodone nel corpo nel corso di molte ore, il che lo rende adatto per il trattamento del dolore a lungo termine.
L’epidemia da oppioidi negli Stati Uniti è stata una grave crisi sanitaria che ha avuto inizio negli anni ’90 e si è intensificata nel corso degli anni. Questa epidemia è stata caratterizzata da un aumento significativo dell’uso e dell’abuso di farmaci oppioidi, inclusi farmaci con prescrizione medica come l’ossicodone e il fentanil, nonché da un aumento delle overdose da oppioidi.
Negli anni ’90 e nei primi anni 2000, c’è stato un aumento significativo delle prescrizioni di farmaci oppioidi per il trattamento del dolore cronico e acuto e questo ha contribuito a una maggiore esposizione agli oppioidi da parte del pubblico. Molte persone hanno iniziato a utilizzare farmaci oppioidi in modo non conforme alle prescrizioni mediche, cercando sensazioni di euforia o alleviando sintomi di disagio emotivo.
A partire dal 2010, gli Stati Uniti hanno implementato una serie di misure per affrontare la crisi degli oppioidi, che comprendono restrizioni sulla prescrizione, l’espansione dell’accesso al naloxone (un farmaco che può invertire gli effetti di un’overdose da oppioidi) e la promozione di terapie di sostituzione come la metadone o la buprenorfina per il trattamento della dipendenza. Nonostante questo, la questione continua a essere una preoccupazione importante per la salute pubblica d’oltreoceano.











