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Obbligo vaccinale per gli over 50: cosa rischia chi non lo rispetta

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Una multa da 100 euro per gli over 50 che non si vaccinano entro l’1 febbraio. È quanto rischiano i senior italiani, dopo l’obbligo vaccinale introdotto dal nuovo decreto, approvato lo scorso 5 gennaio, che ha allargato ulteriormente la platea delle categorie di persone soggette alla vaccinazione obbligatoria contro il Covid-19.

Il dl ha imposto l’obbligo vaccinale a tutti i cittadini che hanno compiuto almeno 50 anni, oltre a tutto il personale delle università, che è stato equiparato a quello della scuola. Gli appartenenti a queste categorie avranno tempo fino al 31 gennaio 2022 per mettersi in regola.

Gli over 50 soggetti all’obbligo vaccinale

La norma introdotta dal governo Draghi prevede una sanzione amministrativa per gli inadempienti, del valore di 100 euro. Destinatari dell’avviso di pagamento dall’1 febbraio 2022 sono gli over 50 che:

  • non hanno iniziato il ciclo vaccinale primario
  • non hanno ricevuto la seconda dose
  • non hanno effettuato la dose di richiamo

L’addebito verrà inviato ai trasgressori dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Difficile sfuggire alla sanzione: l’ente si baserà sugli elenchi dei soggetti inadempienti fornito dal ministero della Salute, “anche acquisendo i dati resi disponibili dal Sistema Tessera Sanitaria sui soggetti assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale vaccinati per Covid-19”. A rischio penalità ci sono anche i lavoratori per il quale è stato già imposto l’obbligo vaccinale negli scorsi mesi, come il personale medico, della scuola e della difesa.

L’iter e il ricorso al giudice di pace

Prima di ricevere l’avviso di addebito, il ministero della Salute invierà ai trasgressori un avvertimento, che annuncerà l’inizio del procedimento sanzionatorio. Entro 10 giorni, i non vaccinati dovranno inviare all’Asl competente la certificazione che attesti il differimento o l’esenzione dall’obbligo vaccinale, “ovvero altra ragione di assoluta e oggettiva impossibilità”: come prevede il decreto 44/2021, gli unici cittadini che possono evitare la vaccinazione sono coloro per i quali viene accertato “un pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale dell’assistito o dal medico vaccinatore”.

Il differimento, invece, è previsto sia per chi ha necessità mediche, sia per chi è stato contagiato di recente dalla Covid-19. In questi casi, la somministrazione viene spostata “fino alla prima data utile prevista sulla base delle circolari del ministero della Salute”, cioè dopo 4 mesi dall’avvenuta guarigione.

Passato il termine, l’Asl invierà all’Agenzia delle Entrate-Riscossione l’eventuale attestazione che accerti l’impossibilità di sottoporsi al vaccino, o il differimento della somministrazione. Se l’Asl confermasse l’inesistenza dei presupposti per l’esenzione, le Entrate faranno partire, entro 180 giorni, gli avvisi di addebito agli over 50 non vaccinati.

Il decreto Covid ha previsto anche la possibilità di fare ricorso contro le penalità. Chi pensa dunque di aver ricevuto una sanzione ingiusta, può appellarsi al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla ricezione dell’ammenda: sarà l’Avvocatura di Stato a prendere le parti dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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