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Montallegro svela i 5 segreti per un cuore sano e giovane

Montallegro svela i 5 segreti per un cuore sano e giovane
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Febbraio è il mese del cuore: abbiamo chiesto ai professionisti di Villa Montallegro, i cardiologi GianPaolo Bezante ed Elisa Modonesi e allo specialista in scienza dell’alimentazione, Luca Spigno, di raccontarci come difendere il cuore dai suoi nemici e quali accorgimenti si possono adottare per mantenerlo in salute.

Il nemico principale è lo stress

Lo stress è sempre stato un elemento imprescindibile nella nostra evoluzione. «Si è passati dalla reazione attacco-fuga della preistoria all’ansia da prestazione compagna invisibile dei nostri tempi – sostiene Bezante – In medicina, lo stress è inteso come una risposta del nostro corpo a uno stimolo di qualsivoglia natura e origine che si presenti in modi e termini eccessivi. Di per sé lo stress non deve essere ritenuto una malattia ma come l’elemento portante dei meccanismi di adattamento ai diversi cambiamenti dell’ambiente che ci circonda».

Lo stress, dunque, non deve intendersi sempre come un elemento sfavorevole: «In alcune condizioni – osserva il cardiologo – il nostro adattamento a uno stimolo che non sia eccessivo e di breve durata può aiutarci nel gestire meglio la quotidianità e addirittura, in casi particolari, può portarci a ottenere performance al di sopra delle aspettative, altrimenti non ottenibili in condizioni standard. Gli esempi variano dai record olimpici ai risultati ottenuti in situazioni eccezionali di pericolo, in cui l’uomo supera le proprie potenzialità grazie alla sua capacità di interpretare ed elaborare gli importanti stimoli in senso positivo, controbilanciando e dominando le negatività: paura, istinto di fuga, tremori, palpitazioni, ipertensione etc».

Secondo Bezante, «l’interpretazione ed elaborazione di tali stimoli da parte dell’organismo, varia da persona a persona, determinando delle risposte molto variabili che vengono definite genericamente come sindrome generale di adattamento. Se lo stimolo persiste nel tempo, determina l’esaurimento della capacità di adattamento che predispone o determina la malattia. È ben nota l’esistenza di un definito meccanismo tra stimolo stressante persistente e diverse patologie quali l’ulcera da stress, le colonpatie funzionali, la psoriasi, la sindrome ansioso-depressiva, la cefalea e l’immunodepressione».

Il nostro cuore si stressa?

«L’esposizione a uno stress acuto e cronico – spiega Bezante – determina l’aumento di sostanze neuroendocrine che a livello cardiaco determinano un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca promuovendo una spiccata reflessività vasale favorendo gli spasmi arteriosi. Vengono poi attivati i mediatori procoagulativi e dell’infiammazione alterando l’equilibrio glicometabolico, promuovendo l’insulino-resistenza e la produzione di colesterolo proaterogeno a bassa densità. Il cardiopalmo è il sintomo cardiaco più comune, espressione spesso di aritmie semplici e benigne quali le extrasistoli, cioè i fastidiosi battiti anticipati, fino ad aritmie più complesse quali le tachicardie e la fibrillazione atriale. Cefalea, epistassi e ronzi auricolari possono indicare uno stato ipertensivo, dovuto all’incremento della pressione diastolica per aumento delle resistenze periferiche. In condizioni estreme di risposta eccessiva a uno stress improvviso, si può arrivare a una forma a sé di infarto miocardico acuto, la sindrome di Tako-Tsubo. In tale condizione il cuore subisce un grave danno contrattile, in genere di tipo reversibile pur in assenza di ostruzioni organiche (placche aterosclerotiche) della circolazione coronarica».

Difendere il cuore dallo stress: 5 segreti per mantenerlo in salute

L’era moderna ha trasformato gli stimoli stressanti in una forma diversa rispetto al passato, ma non per questo meno aggressiva e insidiosa. «È quasi impossibile cercare una cura per lo stress, si deve trovare al contrario la capacità di gestirlo al meglio – sostiene il cardiologo – I noti fattori di rischio per lo sviluppo della cardiopatia ischemica in grado di produrre danni organici diretti dell’apparato cardiovascolare sono una serie di risposte comportamentali trascinate, come abitudine al fumo, alimentazione eccessiva e sregolata, sedentarietà, insonnia e altre ancora». Alcuni consigli? « Tenere un atteggiamento positivo verso lo stress trovando un equilibrio tra elemento stressante negativo e capacità di adattamento positiva. Lo sviluppo di tali abilità renderanno routine lo stimolo inizialmente stressante. E ancora, riappropriarsi della gestione del nostro tempo, ritagliando dei momenti per la cura della propria persona e dei nostri interessi. Curare anche l’alimentazione e il rapporto con il proprio corpo, svolgere attività fisica regolare non endurance. E infine, non dimenticate di chiedere aiuto medico senza alcun timore».

Alimentazione corretta

Avere cura del proprio corpo e mantenere un’alimentazione corretta, significa seguire alcuni importanti accorgimenti: «Evitare il fumo – ricorda Modenesi – mantenere un peso adeguato, con un indice di massa corporea inferiore a 25, fare esercizio fisico aerobico almeno due o tre volte a settimana». Alla base di un cuore sano c’è una dieta equilibrata, come quella mediterranea. «Non lo diciamo noi, ma i medici anglosassoni che hanno studiato più di 13 mila individui sottoponendoli a un regime alimentare differenziato – spiega Spigno – una parte ha seguito una dieta mediterranea, una parte quella nordica. Quindi, da un lato, alimentazione a base di vegetali, pesce azzurro, grassi polinsaturi come olio di oliva e frutta secca; dall’altra carne, burro e grassi animali. Ebbene nei soggetti che hanno fatto dieta mediterranea si sono verificati il 10% in meno di eventi cardiovascolari».

Nell’ambito della dieta, «sono da abolire anche le bevande zuccherate e occorre mantenere bassi i livelli di colesterolo “cattivo”, inferiore a 115 mg/dL, e di glicemia, a digiuno inferiore a 100 mg/dL – sottolinea ancora Modenesi – Occhio poi alla pressione arteriosa: i valori ottimali sono 120/80 mmHg».

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