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Medici di medicina generale ancora soli nella quarta ondata

Esempio di visita dal dottore per andropausa: paziente con medico in studio

Ancora una volta soli, noi medici di Medicina Generale dobbiamo gestire centinaia di casi Covid che si susseguono ogni giorno in questa ennesima ondata.

I media nuovamente parlano di ricoveri, terapie intensive e ospedali che riconvertono la propria attività, mentre la medicina generale, troppo spesso ingiustamente definita “la grande assente della pandemia”, affronta l’ondata del territorio lavorando nel silenzio, 7 giorni su 7.

Dove rimane il tempo per visitare pazienti in studio o a domicilio, se ogni giorno siamo centralini telefonici per informazioni e svolgiamo compiti che sarebbero di impiegati Asl o dei Servizi di Igiene pubblica di cui invece non vi è traccia?

Lo troviamo passando in studio 12 ore o più al giorno, rendendoci reperibili anche nei weekend e festivi, sottraendo tempo alle nostre famiglie e sperando di non ammalarci (siamo tutti tripli vaccinati, ma come sappiamo non è impossibile contrarre le nuove varianti, anche se in modo asintomatico) per non dover cercare inutilmente un collega che ci sostituisca.

Tantissimi di noi, diventati recentemente positivi, stanno lavorando da casa da remoto, con i propri figli, spesso febbrili, in braccio, pur di non abbandonare le persone. Ognuno di noi riceve almeno 50-60 telefonate al giorno, 50-60 messaggi, 20-30 mail, gestisce decine di segnalazioni Covid, produce decine di certificati di guarigione e conseguente green pass agli aventi diritto, svolge per la maggior parte compiti burocratici che non gli competerebbero, se altri servizi funzionassero o se le procedure venissero semplificate.

E in tutto questo garantisce il tempo per l’attività ordinaria di studio e al domicilio. Ognuno di noi riceve giornalmente almeno una revoca o una minaccia di denuncia da parte di pazienti o loro avvocati perché ha giustamente negato un green pass non dovuto o rifiuta giustamente di rilasciare un’esenzione da vaccino anti Covid. Da due anni scopriamo sempre prima dai media le novità rispetto a procedure che ci coinvolgeranno, come tutti gli altri cittadini, anzi sono quasi sempre loro a informarci che per esempio: “da domani mi dovrà fare una richiesta per andare a fare il tampone in farmacia”.

Chiediamo urgenti interlocuzioni istituzionali per definire in maniera più precisa il ruolo della medicina generale e degli altri servizi nella gestione della pandemia, per semplificare le procedure in modo da non dover sprecare tempo per soli compiti burocratici, per evitare ritmi che sono a oggi non più sostenibili.

Vorremmo poter avere con le istituzioni un rapporto diverso, essere considerati parte della soluzione, ascoltati realmente e non vivere in un perenne rapporto di trattativa. Vorremmo smettere una volta per tutte di essere indegnamente denigrati dai media e invitare chi lo fa a passare una sola giornata lavorativa con noi. Ma soprattutto chiediamo ai nostri pazienti di comprendere le nostre difficoltà ad assolvere a tutte le loro richieste non urgenti nei tempi consueti, ma siamo esseri umani e stiamo esaurendo le energie, perché stiamo davvero facendo l’impossibile.

Dott.ssa Ilaria Ferrari

Ilaria Ferrari, medico di famiglia, risponde ai dubbi sul vaccino anti-Covid19Ilaria Ferrari, laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Genova nel 2006. Negli anni 2003-04 ha svolto attività volontaria presso i reparti di Medicina, Chirurgia d’urgenza e Pronto Soccorso dell’Ospedale San Martino di Genova. Ha svolto dal 2006 attività di medico sostituto di Medicina Generale presso numerosi studi medici di Genova. È stata medico di Continuità Assistenziale convenzionato presso l’ASL3 di Genova dal 2006 al 2018. Consigliere dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Genova triennio 2015-2017. Dal 2017 è Medico di Medicina Generale convenzionato per l’Assistenza Primaria presso ASL3 Genovese. È Consigliere dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Genova dal 2015.

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