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“Maria Viani e le ombre del ‘68”, intervista all’autrice

Maria Viani
In libreria l'ottavo libro di Maria Teresa Valle, "Maria Viani e le ombre del '68", edito da Fratelli Frilli Editore. Maria Teresa Valle torna in libreria per concludere la trilogia di romanzi noir che ha per protagonista Maria Viani (alterego dell'autrice) alle prese con misteri e casi irrisolti. L'ultimo libro, "Maria Viani e le ombre del '68",…

In libreria l’ottavo libro di Maria Teresa Valle, “Maria Viani e le ombre del ’68”, edito da Fratelli Frilli Editore.

Maria Teresa Valle torna in libreria per concludere la trilogia di romanzi noir che ha per protagonista Maria Viani (alterego dell’autrice) alle prese con misteri e casi irrisolti. L’ultimo libro, “Maria Viani e le ombre del ’68”, edito da Fratelli Frizzi Editore, vede Maria alle prese con un nuovo caso.

È il 1968 e sullo sfondo dei tumulti delle giovani generazioni dell’epoca, la giovane Maria Viani, universitaria fuori sede, si trova a vivere un incubo. La sua coinquilina, la bellissima Elisabetta, scompare misteriosamente e a Maria non resta che tentare di trovarla. Aiutata dall’ispettore di polizia Sergio Cantini e dal fratello, Maria si muoverà in un ambiente percorso da tensioni interne, mentre sulla scena si aggrovigliano le vicende dei grandi scioperi operai, della contestazione studentesca, degli scontri con la polizia e delle prima azioni terroristiche.

L’autrice, Maria Teresa Valle

Maria Teresa Valle è nata a Varazze e vive a Genova. Sposata, con due figli e due nipoti, una volta arrivata l’età della pensione e dismessi i panni di Dirigente Biologa all’ospedale San Martino di Genova, ha dedicato il suo tempo alla sua principale passione: la scrittura.

D: Da “scienziata” a scrittrice: com’è avvenuto il passaggio e in cosa si somigliano questi due mondi apparentemente così diversi?

R: Il passaggio da un mondo all’altro è dovuto semplicemente al fatto che dopo 35 anni di onorato servizio è arrivato il momento della pensione. Contrariamente a quanto si può pensare ne sono stata ben felice, non perché il mio lavoro non mi piacesse, tutt’altro, ma perché finalmente avrei avuto tutto il mio tempo a disposizione. Sedermi davanti al computer e cominciare a scrivere è stata la mossa immediatamente successiva.

La mia formazione scientifica e la mia professione mi hanno abituato al rigore logico. Proprio questo, che applicavo nel lavoro, prima, mi è utile ora nella scrittura, per la costruzione della storia,  per la tessitura delle sequenze che devono risultare coerenti, credibili e in cui non ci debbono essere lacune o dettagli in contrasto gli uni con gli altri. Quello che c’è di diverso rispetto a prima, è che ora posso lasciare campo libero alla fantasia ed è una sensazione impagabile di libertà.

D: Sulla sua pagina facebook si definisce: biologa, moglie, madre, nonna, scrittrice, contadina, salsera e sportiva. Come trova il tempo di conciliare questi lati così diversi della sua vita?

R: Detesto annoiarmi, e mi piace alternare gli esercizi mentali con quelli fisici. Poi è noto che le donne sono multitasking, in questo non mi differenzio molto da tutte le altre donne che possono guardare la TV, stirare, badare ai figli, girare il ragù e buttar giù la lista della spesa contemporaneamente.

D: Questo è il suo 8° romanzo, cos’è cambiato in lei da quando ha scritto il primo, nel 2008? C’è ancora la stessa attesa prima della pubblicazione?

R: Molto è cambiato. Io sono cambiata. La mia scrittura è cambiata. Durante la prima intervista che ho rilasciato in occasione dell’uscita del mio primo libro (La morte torna a settembre) alla domanda se scrivessi per me o per i lettori risposi con sincera convinzione che avevo scritto per me! Che inconsapevole bugia! Col tempo e incontrando i miei lettori alle successive presentazioni mi sono resa conto che avevo e avrei scritto per “noi”. Per me, ma anche per loro, perché quando il libro esce non è più tuo. E’ dei lettori. Ora ho questa consapevolezza. Inoltre nel tempo ho cercato, e spero si colga, di migliorare la scrittura. Per quanto riguarda l’emozione che si prova all’uscita del libro e la stessa identica emozione della prima volta.

D: Al di là del noir, c’è qualcosa di autobiografico nei suoi romanzi?

R: Sicuramente Maria Viani nasce a mia immagine e somiglianza. Pare che il primo romanzo che si scrive sia inevitabilmente molto autobiografico. Io non ho fatto eccezione. Con il procedere dei romanzi, però, Maria ha acquisito una sua profondità e autonomia, conservando tuttavia i tratti del mio carattere. Così finiamo spesso per litigare furiosamente e il più delle volte devo lasciarla fare di testa sua, anche perché mostra più intuito di me.

È comunque una situazione scabrosa perché alle volte si comporta in maniera molto imbarazzante, basti pensare a come tratta quel povero marito… Alle volte mi pento di aver creato un tale mostro, un doppio con cui devo convivere e di cui ho perso il controllo. Per fortuna piace ai lettori..

D: Come mai la scelta del noir come genere?

R: Non sono io che ho scelto, è il noir che ha scelto me.

D: Quanti altri romanzi ha in programma di scrivere?

R: Spero tanti!

Barbara Cosimo

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