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L’hamburger è un piatto sano? Da oggi sì, basta seguire 5 regole

L’hamburger è uno dei piatti tipici della cucina americana ma ha origini tedesche, il suo nome deriva infatti dalla città di Amburgo. E dopo essere stato snobbato per decenni come esempio tipico di cibo spazzatura da fast food, oggi vive una nuova primavera. Entrando nei menu dei ristoranti più blasonati e meritandosi anche locali dedicati,…

L’hamburger è uno dei piatti tipici della cucina americana ma ha origini tedesche, il suo nome deriva infatti dalla città di Amburgo. E dopo essere stato snobbato per decenni come esempio tipico di cibo spazzatura da fast food, oggi vive una nuova primavera. Entrando nei menu dei ristoranti più blasonati e meritandosi anche locali dedicati, che aprono a decine in ogni città e utilizzano carni locali certificate, di razza piemontese o chianina, e ingredienti comprimari di qualità.

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Secondo Ernest Hemingway, celebre scrittore statunitense, il vero hamburger doveva essere speziato, cotto al sangue e accompagnato da molti ingredienti, fra cui un uovo sbattuto, capperi, cipolla e aglio. Lo leggiamo in una lettera recentemente resa nota dalla John Fitzgeral Kennedy Library di Boston. “Non c’è alcuna ragione per cui un hamburger debba risultare unto, sottile come un foglio di carta, grigio e senza sapore. Puoi aggiungere ogni sorta di ingrediente alla carne, per insaporirla” scriveva.

La ricetta perfetta naturalmente non esiste, ognuno la personalizza come vuole, ma gli esperti dicono che:

1) la macinata migliore, deve essere almeno 200 grammi, mescola scamone e punta di petto

2) l’insalata più consigliata è la iceberg

3) il formaggio non c’entra nulla, non stiamo parlando di un cheeseburger.

4) Fette di pomodoro e anelli di cipolla non devono mai mancare, così come le patatine fritte al momento di contorno.

5) La salsa è a piacere: senape, maionese e ketchup sono le più diffuse, ma le possibilità sono praticamente infinite.

Cosa bere insieme all’hamburger? Dimentichiamo le bevande gassate e zuccherate, naturalmente. Per il resto, gli appassionati si dividono. Vino per alcuni, pinot nero o addirittura champagne. Birra per altri, una “pils” o una lager ambrata, per contrastare la dolcezza e l’untuosità del panino.

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Gli hamburger, poi, non si limitano alla carne: possono essere anche di pesce, light, vegani o vegetariani. Persino senza glutine, confezionato nel pane per celiaci. Vi invitiamo a provarne due.

Di salmone: con un trito di salmone e pane condito con senape e aneto, passato nel pane macinato insaporito con mandorle e scorza di limone.

Vegetariano: con un trito di lenticchie, pomodori secchi, olive nere, capperi, pangrattato e timo, cotto al forno e accompagnato da insalata e scalogno tritato.

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E per finire, una curiosità. Pochi mesi fa lo chef londinese Chris Large, nel suo ristorante Honky Tonk di Chelsea, ha servito l’hamburger più caro del mondo: il Glamburger. Con un trito di aragosta canadese e manzo di Kobe, formaggio al tartufo nero, zafferano iraniano e caviale beluga, in un panino con sfoglia d’oro. Il prezzo? 1.100 sterline, ovvero 1.400 euro.

Lucia Compagnino

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