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Le indicazioni per una sana alimentazione per la terza età

Il principale problema alimentare nell’anziano è la malnutrizione, spesso dovuta a una riduzione dell’introito alimentare, alla perdita di motivazione all’assunzione di cibo ma anche a questioni economiche.

Secondo le ultime stime della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), nel nostro Paese sono circa un milione gli anziani a rischio malnutrizione per colpa di un’alimentazione insufficiente o inadeguata, causa a volte anche della crisi economica vigente.

Un’ alimentazione varia ed equilibrata e l’attività fisica regolare, seppur non intensa, sono i due fattori implicati nel processo di prevenzione e promozione della salute. Incentivare sane abitudini alimentari risulta essere l’approccio fondamentale in ogni fase della vita, soprattutto nella terza età dove l’organismo subisce considerevoli modificazioni a livello della composizione corporea ed in particolare nel tessuto adiposo, a livello muscolare e nel comparto idrico.

Da non dimenticare

Nella terza età, occorre invece fare particolarmente attenzione all’assunzione

  • di calorie: né troppe per contrastare l’aumento della massa grassa, né troppo poche per prevenire una eccessiva magrezza;
  • di proteine (soprattutto vegetali): un adeguato apporto contrasta la perdita di massa muscolare, responsabile di disabilità e aumento del rischio di fratture;
  • di fibre: per favorire una corretta funzione intestinale e contribuire alla prevenzione di obesità e diabete;
  • di acqua: da bere durante l’arco della giornata (non solo ai pasti) e prima di sentire sete;
  • di antiossidanti e vitamina E: per prevenire il deterioramento cognitivo, le malattie cardiovascolari ed i tumori;
  • di calcio: il cui introito in età geriatrica è spesso insufficiente, mentre l’assunzione raccomandata in persone di oltre 70 anni è di 1000 mg/die per evitare o ridurre, specie nelle donne, l’insorgenza o la progressione dell’osteoporosi;

Nel caso di vita sedentaria, invece, al ridotto metabolismo che accompagna i processi dell’invecchiamento e che richiede, quindi, un minore fabbisogno energetico, deve corrispondere una riduzione dell’introito alimentare per evitare l’incremento di peso.

La soluzione ottimale è certamente quella di condurre una vita attiva. Così facendo si può seguire un’alimentazione bilanciata e variata senza dover rinunciare ai piaceri della tavola.

Da evitare

È buona norma, anche in età geriatrica, mantenere un peso costante. In relazione al ridotto movimento e attività fisica, gli esperti raccomandano di evitare pasti abbondanti e preparazioni elaborate, piatti freddi, precucinati o riscaldati. Sono poco indicati alimenti ricchi di sale, da usare con moderazione anche nella preparazione delle pietanze. Infine, è bene ridurre gli zuccheri semplici (dolci, caramelle e bibite) e l’apporto di grassi di origine animale.

La dieta mediterranea

Un modello nutrizionale cui far riferimento, anche in età geriatrica, è sicuramente quello della dieta mediterranea.

Alla base della piramide alimentare troviamo l’acqua, elemento essenziale che riveste numerose funzioni all’interno del nostro organismo.

Subito sopra l’acqua, ritroviamo gli alimenti che fanno parte del gruppo alimentare dei cereali (pane, pasta, riso, farro, orzo…) e della frutta e verdura. Si consiglia di prediligere cereali integrali che, conservando la fibra dietetica, facilitano la digestione ed evitano un eccesso di zuccheri nel sangue. Per quanto riguarda la scelta della frutta e della verdura, deve ricadere preferibilmente sui prodotti di stagione, ancor meglio se biologici ed a Km 0.

Nella parte alta della piramide invece sono collocate le fonti proteiche, sia di origine animale come la carne, il pesce e le uova, sia di origine vegetale come i legumi. Il consiglio è quello di variare le scelte nel piatto e prediligere la scelta di prodotti freschi, non conservati o già precedentemente lavorati e di effettuare cotture semplici per facilitare la digestione e l’assorbimento dei nutrienti.

Al vertice della piramide sono posti gli zuccheri semplici ed i grassi non salutari che ritroviamo nei dolci e nei prodotti da forno. Il loro uso deve essere molto limitato.

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