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Korian: nel poliambulatorio Sanem Somalia la tecnologia è al servizio della riabilitazione

Tre innovazioni tecnologiche importanti e due nuovi metodi di approccio alla riabilitazione fisica e al trattamento dei pazienti. Tutto ciò consente al nuovo Poliambulatorio Sanem Somalia di Roma, struttura privata del Gruppo Korian, di diventare un punto di riferimento importante nel Lazio per la diagnosi e la cura di determinate patologie.
All’interno del centro il progresso tecnologico è al servizio della riabilitazione fisica: dotato di ogni hardware, software e strumenti all’avanguardia necessari ad affiancare e supportare il professionista nel suo lavoro quotidiano, il poliambulatorio si è specializzato su un nuovo metodo di lavoro, in cui diagnostica e terapia sfruttano tutte le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Apparecchiature avanzate, ma non solo: la nuova struttura del Gruppo Korian si avvale anche di un gruppo di professionisti altamente specializzati nella diagnostica per immagini e nella medicina fisica e di riabilitazione.

La risonanza magnetica in piedi con G-SCAN

La tradizionale risonanza magnetica prevede che il paziente rimanga disteso in un tunnel chiuso. Nel Poliambulatorio Sanem Somalia, invece, troviamo il G-SCAN, un apparecchio per la risonanza magnetica aperta sotto carico. Lo strumento, dalle ottime performance, consente lo studio delle articolazioni e della colonna vertebrale con il paziente in posizione eretta, quella che abitualmente si assume nel corso della giornata. Questo tipo di postura, la più naturale possibile, consente di visualizzare più efficacemente le compressioni vertebrali e le patologie delle articolazioni, evidenziando i rapporti tra le varie strutture muscolari, cartilaginee, ossee e legamentose, quando sottoposte al peso del corpo. G-SCAN permette anche di diagnosticare tutte quelle patologie che presentano sintomi o dolori che si riducono (o talvolta addirittura scompaiono) nel momento in cui ci si sdraia. E dal punto di vista delle immagini, la qualità è eccellente. Lo strumento non solo è di ausilio per i professionisti del settore, migliorando l’attività diagnostica, ma è anche un vantaggio per i pazienti stessi: proprio per la sua particolare caratteristica, è più adatto ai soggetti claustrofobici, non più costretti a infilarsi nel tradizionale tunnel.

I robot di Hunova per la fisioterapia

Le nuove tecnologie del Sanem Somalia non finiscono qui: nel campo della fisioterapia troviamo il sistema per la riabilitazione robotica Hunova, un vero e proprio robot-fisioterapista in grado di assistere il professionista (adeguatamente formato per il suo utilizzo) e il paziente nel trattamento. Particolarmente indicato in ortopedia, riabilitazione sportiva, neurologia e geriatria, il robot si compone di una piattaforma per l’esecuzione degli esercizi, una seduta mobile, un corrimano e un comodo touch screen. Il sistema permette di svolgere, in linea teorica, oltre 150 esercizi differenti, di tipo passivo e attivo, oltre a tarare gli stessi esercizi sulla base delle misure eseguite dai sensori, da calibrare a seconda della patologia e delle necessità del paziente. Una tecnologia “su misura”, perché consente di personalizzare il trattamento sulla base del piano terapeutico stabilito dal medico. Durante il trattamento, il fisioterapista automatizza il processo riabilitativo e valuta i progressi dei pazienti in tempo reale grazie ai parametri restituiti dal robot.

Quando la riabilitazione avviene in acqua

La struttura del gruppo Korian si avvale anche di una piscina dedicata alla riabilitazione in acqua: è la cosiddetta idrochinesiterapia, un’altra recente terapia innovativa che si è dimostrata un valido aiuto nel recupero fisico dei pazienti, perché favorisce i processi di apprendimento delle fibre motorie. L’idrochinesiterapia sfrutta innanzitutto l’effetto antidolorifico e decontratturante dell’acqua calda in termini di rilassamento muscolare e di miglioramento dell’irrorazione sanguigna. A ciò si aggiunge anche un altro grande vantaggio: in acqua i movimenti sono più semplici, perché il corpo pesa per il 90% in meno su articolazioni e colonna vertebrale, contribuendo così a diminuire lo stress sulle zone interessate.
Questa terapia ha dato i migliori risultati non solo nel recupero post-chirurgico (è il caso di innesto protesi, fratture, distorsioni e lussazioni), ma anche in casi di ernia del disco, sciatalgie e lombalgie, mal di schiena, osteoporosi avanzate, emiplegie, paraplegie e tetraplegie, fino a ottenere effetti positivi anche in soggetti affetti da sclerosi multipla e morbo di Parkinson.

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