Sono già 180 mila le dosi Janssen distribuite in Italia, a pochi giorni dal via libera alla Johnson & Johnson per la somministrazione del proprio vaccino anti-Covid.
Meccanismo di azione ed efficacia
Si tratta di un vaccino simile a quello di AstraZeneca per quanto riguarda il meccanismo di azione. Anche questo è un vaccino a vettore virale. Ciò significa che utilizza un virus (generalmente incompetente per la replicazione) per portare all’interno della cellula la sequenza del codice genetico che codifica la proteina Spike. Cioè la proteina a cui il coronavirus si aggancia per farsi largo all’interno delle cellule dei polmoni e non solo.
Grazie al vaccino, il sistema immunitario si attiva contro la proteina e produce degli anticorpi che, qualora il soggetto entrasse a contatto con il virus, lo proteggeranno dall’infezione.
A differenza dell’AstraZeneca, il vaccino di Johnson & Johnson viene somministrato in un’unica dose.
Per quello che riguarda l’efficacia dello Janssen, dai dati di uno studio che ha coinvolto oltre 44 mila persone dai 18 anni in su negli Stati Uniti, in Sudafrica e nei Paesi dell’America Latina, emerge una prevenzione dalle forme gravi pari al 76% dopo 14 giorni dalla somministrazione e all’85,4% dopo 28 giorni.
Molto raro il rischio trombosi
Come già accaduto nel caso di AstraZeneca, l’Ema ha confermato la plausibilità del nesso causale tra la somministrazione del vaccino e l’insorgere di episodi trombotici. Considerando comunque la rarità dei casi registrati (8 su oltre sette milioni di iniezioni effettuate negli Stati Uniti), l’Agenzia ha rammentato l’importanza della vaccinazione per superare le criticità della pandemia. Anche le istituzioni italiane si sono pronunciate in proposito: “Preso atto di questo parere (quello dell’Ema, ndr) che ribadisce l’estrema rarità degli eventi di trombosi associata a trombocitopenia a seguito della vaccinazione contro Covid-19 effettuata con Johnson & Johnson, e considerato che tale vaccino si è dimostrato efficace nel ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte, si raccomandano le condizioni di utilizzo del vaccino”.
Johnson & Johnson per gli over 60
In Italia il Johnson & Johnson sarà somministrato in maniera preferenziale a persone di età superiore ai 60 anni. Questo il parere dei vertici del Consiglio Superiore di Sanità, dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del ministero della Salute. Si tratta di una fascia d’età che, avendo un rischio elevato di malattia grave e letale, va protette in via prioritaria.











