Era il 1982 quando uscì quella storica cassetta VHS dal titolo Il Workout di Jane Fonda, in cui l’attrice americana insegnava a fare aerobica nel proprio salotto di casa, riscuotendo un successo planetario e rivoluzionando il fitness casalingo. Iconica la sua collezione di body in spandex Rainbow Brite e gli scaldamuscoli di maglia: “Un outfit per l’esercizio aiuta perché distingue questo momento dal resto della giornata e lo rende più importante!”, scriveva Fonda nell’omonimo libro di fitness.
La collaborazione con H&M
Da allora, l’attrice premio Oscar, attivista e produttrice cinematografica non ha mai smesso di fare movimento: “Ogni giorno, quando scendo dall’auto, ringrazio le divinità femminili di avere cosce forti”. Jane Fonda, che compirà 85 anni a Dicembre, lavora ancora sodo per mantenersi agile e si impegna con passione per democratizzare il fitness in modo che tutti possano fruirne.
Ha recentemente collaborato con H&M Move, il nuovo brand sportivo del colosso svedese di fast fashion, per la creazione di una linea di abbigliamento da allenamento alla moda, funzionale e tecnicamente innovativa denominata “movewear”.
Che cos’è il “movewear”?
“Mi piace la filosofia di movewear di H&M rispetto al concetto più riduttivo di sportswear, perché non si tratta di sport o di essere atletici”, spiega Fonda, protagonista della campagna insieme al coreografo JaQuel Knight, “la questione è fare movimento in modo da mantenere il corpo sano e forte”.
Questo progetto rappresenta per l’attrice un’ulteriore opportunità per spingere i senior a cambiare atteggiamento nei confronti dell’attività fisica. Come ha dichiarato una volta, “si può essere molto vecchi a 60 anni, e si può essere molto giovani a 85” – e lei ne è la prova vivente.
Relativamente alle critiche che vengono spesso mosse nei confronti della dubbia sostenibilità della fast fashion, l’attrice ha assicurato: “ho accettato di collaborare con H&M perché il brand si sta davvero impegnando per diventare sostenibile. Lavorano per avere un impatto positivo sul pianeta con l’intera catena di fornitura, che va dal design alla produzione, dall’innovazione dei materiali all’imballaggio, alle spedizioni.Bisogna tenerli sotto controllo. Il loro obiettivo è che il cento per cento dei loro materiali sia riciclato o reperito in modo sostenibile entro il 2030 e che siano a impatto zero entro il 2040. Penso che questa sia un’ottima cosa.”











