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Invecchiare bene si può. Iannoccari (Assomensana): «Ecco come contenere i danni del tempo»

I consigli di Assomensana in occasione della Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale

Si può invecchiare bene mentalmente? Molte persone pensano che l’invecchiamento fisiologico porti con sé, inesorabilmente, problemi di memoria, attenzione, concentrazione, ragionamento, linguaggio, eccetera.

In realtà si può invecchiare bene contenendo i danni del tempo, come spiega il presidente dell’Associazione no profit Assomensana e autore del libro “I 10 pilastri per un cervello efficiente (Franco Angeli), Giuseppe Alfredo Iannoccari: «Le nostre ricerche indicano che si può rallentare il decadimento cognitivo a tutte le età e con la Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale (Spim) vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema, spiegando che prevenire il declino cognitivo si può».

Giunta alla sua 14esima edizione, dal 20 al 25 settembre la Spim, organizzata da Assomensana mette a disposizione centinaia di psicologi, neurologi e neuropsicologi che in più di 100 città offrono una valutazione gratuita delle condizioni mentali a tutti i cittadini che ne faranno richiesta.

«Come ogni anno la Spim anticipa e include la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, questa terribile pandemia che colpisce più di 800 mila italiani all’anno e che compromette la qualità di vita del singolo, dei familiari e comporta elevati costi sociali (un malato di Alzheimer costa alla sanità pubblica mediamente 50 mila euro all’anno)».

Dal 2004 Assomensana opera per trovare strategie per ritardare il più a lungo possibile l’esordio della malattia. «Se una persona è proprio destinata ad ammalarsi, seguendo opportuni stili di vita può spostare in avanti nel tempo, di mesi o anni, l’esordio della malattia» spiega Iannoccari.

Quando si inizia a invecchiare?

«Già dai 28-30 anni iniziamo a perdere circa 100 mila neuroni al giorno (ne abbiamo circa 100 miliardi) e ogni anno ciò determina la perdita di efficienza dell’1% circa determinando, già a 50 anni, la perdita del 20% di lucidità che sale al 50% a 80 anni (greenager esclusi)» riferisce il presidente.

Quindi, cosa fare?

«Innanzitutto, è importante conoscere e monitorare il proprio stato di salute mentale. Ed è proprio l’obiettivo che si propone Assomensana tramite la Spim. Effettuare ogni anno un check-up aiuta a capire come si sta invecchiamento e cosa fare per mantenere mente e cervello lucidi ed efficienti a dispetto del tempo che passa».

Chiunque, senza limiti di età o di livello culturale, potrà avere il check-up gratuito della mente, una valutazione sul proprio stato intellettivo secondo un metodo clinico valido ed efficace.

Per partecipare occorre visitare il sito www.assomensana.it, nella pagina dedicata alla Spim, dove si trovano tutti gli indirizzi degli specialisti distinti per regione e città. Si contatta l’esperto più vicino per fissare un appuntamento tra il 20 e il 25 settembre poi, nelle sedi prefissate, gli interessati saranno sottoposti al test con modalità ‘carta e matita’ che, in circa 40 minuti, fornirà il profilo neuropsicologico della persona.

Alla fine della prova, sulla base dei risultati lo specialista potrà dare indicazioni e suggerimenti su come mantenere attive le aree del cervello che funzionano bene e stimolare le abilità cognitive che iniziano a cedere alle lusinghe del tempo.

«In questo modo sarà possibile conoscere lo stato di salute delle funzioni mentali e intervenire per tempo per mantenere in buona forma mente e cervello. D’altronde, si governa ciò che si sa», spiega Iannoccari.

La Spim di Assomensana è sostenuta con il patrocinio degli enti nazionali scientifici e sociali più importanti come AIP, Anaste, Ancescao, Arad, Auser, Confartigianato, Fondazione Zoè, Osservatorio Senior, S.I.G.G., Sigot, S.I.P.I., S.I.Ne.G e grazie alla “joint venture” con Privatassistenza, main sponsor storico della SPIM.

Tutte le notizie e gli indirizzi degli specialisti che aderiscono alla Spim si trovano sul sito di Assomensana.

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