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In pensione senza debiti: gli accorgimenti per evitare brutte sorprese

Donna calcola pensione di vecchiaia

Godersi pienamente il periodo della pensione significa arrivarci in salute, soprattutto, ma anche in una situazione economica ottimale. Non sempre però è così. Secondo l’analisi di KRUK, realtà specializzata da vent’anni in piani di rientro e gestione del debito, quasi il 23% dei suoi clienti ha più di 67 anni compiuti, in aumento del 7% rispetto al 2020. Inoltre, i clienti che risultano già in pensione sono circa il 7% del totale dei clienti KRUK, un dato che è cresciuto di molto con la situazione pandemica, registrando un aumento del 17% rispetto all’anno precedente. Numeri che preoccupano, se si pensa anche alla minore capacità di poter uscire da una situazione economica difficile quando l’entrata principale può essere unicamente la pensione. Contro gli stereotipi che vedono nelle donne una minore abilità nel maneggiare le questioni finanziarie, il 62,5% dei clienti KRUK appartiene invece al sesso maschile.

Perché in pensione ci si indebita

Per valutare quali sono le principali cause dell’indebitamento di un pensionato, bisogna tener presente che nel momento in cui un lavoratore va in pensione subisce una rilevante diminuzione delle proprie entrate e spesso non è più possibile mantenere il tenore di vita avuto fino ad allora. «Erroneamente spesso si pensa che anche i “bisogni” diminuiscano con la pensione, ma non sempre è così – spiega Simona Scarpa, district manager Italy Field Structure di KRUK – I pensionati viaggiano, molti dei finanziamenti sono fatti per coronare il sogno di un viaggio che non si è potuto fare prima. In un sistema economico in cui l’ingresso dei giovani al mondo del lavoro è sempre più tardivo, i pensionati diventano la parte economicamente più solida e di sostegno delle famiglie: sostengono il mantenimento dei nipoti, contribuiscono alle spese del matrimonio dei figli, contribuiscono in tutto o in parte anche ai primi investimenti in attività che potrebbero garantire un futuro lavorativo ai propri cari. Molto spesso sono garanti di finanziamenti fatti da figli o nipoti come mutui acquisto casa, prestiti auto o per spese di ristrutturazione».

Simona Scarpa

Come gestire un debito

Quando si riceve il sollecito del pagamento di un debito, è fondamentale iniziare subito una trattativa sul piano di rientro in modo da poter rateizzare l’importo dovuto, negoziando i termini di pagamento in base alle proprie possibilità, invece di rischiare di arrivare al pignoramento. Meglio quindi prendere in mano la situazione per poter condurre la trattativa: una delle cause per cui si arriva indebitati alla pensione è proprio quella di aver ignorato a lungo una situazione debitoria. «Non pagare un debito – ricorda Scarpa – costituisce sempre un problema, non solo a causa dell’aggravarsi delle spese, tra interessi di mora, spese legali, o altro, ma anche per lo stress psicologico di dover gestire il “pressing” dei nostri creditori. Quando non paghiamo un debito contratto con una banca o con una finanziaria la prima problematica in cui incorriamo è il rischio di segnalazione del nostro nominativo alle banche dati dei “cattivi pagatori”. L’iscrizione in queste banche dati inibisce l’accesso ad altri finanziamenti. Successivamente, il nostro debito potrà essere ceduto a società di recupero come KRUK Italia, specializzata nel recupero stragiudiziale di crediti insoluti (non performing loan), dopo un primo tentativo di risoluzione “bonaria” il nostro debito passerà alla gestione legale con ulteriore aggravio di costi. Arrivare alla fase legale, in particolare per la categoria dei pensionati, è molto rischioso in quanto, essendo la pensione pignorabile fino a un quinto, con molta probabilità, in un tempo relativamente breve, ci si ritroverà con una decurtazione della pensione».

Prepararsi per tempo per evitare situazioni di debito

Non è mai troppo presto per aderire a un fondo pensione: la parola “pensione” sembra molto lontana, soprattutto per chi ha appena cominciato a lavorare. Iniziare, però, ad accumulare una pensione integrativa, significa pensare già al proprio futuro e garantirsi una serenità maggiore quando si arriverà all’anelato traguardo. Ci sono varie modalità per aderire a un fondo pensione, dalla destinazione del tfr, in caso di lavoratore dipendente, a versamenti volontari su base mensile, trimestrale, annuale. «Oltre al fondo pensione uno strumento di risparmio integrativo è il Pip, Piano individuale pensionistico di tipo assicurativo – aggiunge Scarpa – Il Pip è una forma di previdenza complementare privata istituita da imprese di assicurazione. L’adesione a un piano di questo tipo permette di destinare parte dei risparmi per integrare la pensione di base e ricevere una pensione complementare, anche reversibile, in favore del coniuge o di altri beneficiari designati. Oppure di affrontare eventuali difficoltà personali esempio, spese sanitarie per se o il coniuge, ristrutturazione della propria casa o dei figli. Molto importanti, per guardare al futuro con serenità, sono inoltre le assicurazioni sanitarie utili a non dover attingere ai propri risparmi in caso di spese mediche impreviste».

Il segreto di una pensione serena è la pianificazione

Che si abbia intenzione di acquistare casa o di adottare un micio, è fondamentale fare una stima delle spese che questa decisione comporterà non soltanto nel breve termine. «In linea generale – osserva Scarpa – prima di accedere a un finanziamento e impegnarsi con una rata mensile è sempre bene avere chiare le nostre entrate e le nostre uscite mensili ed è importante considerare il fattore “tempo”, ossia la durata del finanziamento. Un metodo semplice, utile a tenere sotto controllo le proprie entrate e uscite e capire se abbiamo effettivamente margine per una rata di un finanziamento è quello del 20/30/50: considerando la pensione netta mensile dovremo dividere le nostre spese in 3 macro categorie: 50% spese essenziali, cioè cibo, casa, utenze; 30% spese superflue per tempo libero, viaggi ed extra; 20% risparmio. La rata del nostro finanziamento dovrà impattare il 20% della quota risparmiata».

Avere consapevolezza delle conseguenze

Spesso si fanno acquisti con leggerezza e si ignorano i debiti che ne derivano, che possono diventare un problema. Per prima cosa, è raccomandabile avere un metodo semplice per sapere quanti soldi abbiamo a disposizione, prima di fare nuovi acquisti. Quanto gli acquisti diventano debiti, bisogna essere consapevoli che vanno onorati e che ci sono varie opzioni per pagarli, anche quando è una società di recupero crediti a contattarci.

Purtroppo, i debiti non spariscono e, per arrivare a un buen retiro, bisogna essere consapevoli di quali siano i rischi derivanti dal non prendere la situazione in mano, come il dover sostenere costi legali o lasciare ai propri figli i debiti in eredità, ma anche far indebitare qualcun altro in famiglia. Talvolta sono sufficienti piccole accortezze per poter uscire da una situazione debitoria, ma sottovalutare e ignorare il problema può farlo diventare davvero molto importante.

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