fbpx

Gianni Testino (Sia): “Alcolismo in aumento tra gli over”

Modesta riduzione del consumo di alcol nella popolazione adulta della Liguria, nel corso del 2016, e nessun aumento del tasso di ospedalizzazione correlato a problemi di alcol. È questo il quadro mostrato dagli ultimi dati dell’Istituto superiore di Sanità e dell’Istat. Ma ci sono altri numeri che fanno riflettere e che mostrano una fotografia per…

Modesta riduzione del consumo di alcol nella popolazione adulta della Liguria, nel corso del 2016, e nessun aumento del tasso di ospedalizzazione correlato a problemi di alcol. È questo il quadro mostrato dagli ultimi dati dell’Istituto superiore di Sanità e dell’Istat. Ma ci sono altri numeri che fanno riflettere e che mostrano una fotografia per nulla rosea: sono le percentuali del consumo di alcool a maggior rischio, il 10% tra le donne e il 25% tra gli uomini. Ne parliamo con Gianni Testino, epatologo dell’Ospedale San Martino di Genova e direttore del Centro alcologico regionale, oltre che vicepresidente Sia, Società italiana di alcologia.

Ci aiuti a definire i limiti del consumo di alcol

Parlando di un soggetto adulto e sano, la comunità scientifica ha definito a basso rischio il consumo di una unità di alcol giornaliera per la donna e di due unità per l’uomo: per unità, intendiamo un bicchiere di vino o birra. Nel momento in cui si superano questi limiti giornalieri, il medico deve essere severo, perché il rischio aumenta e con esso la possibilità che si crei dipendenza. Nel caso in cui ci troviamo di fronte una persona affetta da altre patologie, l’alcol va assolutamente azzerato, perché aggrava qualsiasi tipo di malattia.

Il consumo di alcol è causa di molte malattie epatiche. Qual è il quadro in Liguria?

I numeri parlano chiaro: nell’80% dei casi la mortalità per malattie del fegato è dovuta all’alcol. Il 50% delle cirrosi epatiche sono dovute all’alcol. La seconda causa di trapianto di fegato è l’alcol, così come quella di tumore.

E la popolazione over?

Purtroppo per le persone anziane e sole l’alcol rappresenta spesso un forte antidepressivo e, nella nostra regione, ne rileviamo un aumento di consumo proprio in questa fascia d’età. È innegabile che un bevitore d’età superiore ai 70 anni, magari già affetto da problematiche legate all’età o patologie che comportano l’assunzione di farmaci, sarà ancor più soggetto a rischi.

Altraetà si rivolge principalmente agli over 50, ma non possiamo dimenticarci dei giovani, che del resto saranno gli “over” di domani. Il consumo di alcol tra i più piccoli è in aumento?

Purtroppo sì ed è un aumento significativo, soprattutto al di sotto dei 25 e dei 18 anni. Ed è molto grave il fatto che il 15% di loro consumi alcol allo scopo di ubriacarsi.

Esiste in modo evidente un problema di sottovalutazione dei danni arrecati dall’alcol. Perché?

Quando chiedo: Lei beve? Quasi tutti rispondono di no. Il personale consumo di alcol è spesso giudicato “moderato”. A differenza delle droghe e del fumo, l’alcol non è valutato come un rischio. È soprattutto un problema di percezione: l’alcol è pubblicizzato, è associato allo sport, troppo spesso alla salute. Vino e birra sono erroneamente confusi con l’alimentazione, ma non sono “alimenti”. Un bicchiere di vino al giorno non fa bene, non è salutare: è nel limite del tollerabile. Rappresenta un basso rischio per una persona adulta e sana.

(Paola Pedemonte)

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social!

Iscriviti alla newsletter

Se ti è piaciuto questo contenuto iscriviti alla Newsletter ed entra a far parte della Community di Altraetà: una volta alla settimana riceverai sulla tua mail una selezione delle migliori notizie sul mondo over 50.

Più letti

Potrebbe interessarti anche

Iscriviti alla newsletter e rimani sempre aggiornato sul mondo over 50

Utente registrato correttamente!

Resetta la tua password

Inserisci il tuo indirizzo email o nome utente. Riceverai un link per creare una nuova password via e-mail.