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Genova – Buenos Aires, sola andata

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Il viaggio della famiglia Bergoglio e altre storie di emigrazione Si apre giovedì 29 settembre al Museo della Lanterna di Genova la mostra «Genova-Buenos Aires, sola andata – Il viaggio della famiglia Bergoglio e altre storie di emigrazione». Curatore della mostra è Massimo Minella, giornalista e scrittore, autore anche del libro-catalogo con prefazione di Massimo…

Il viaggio della famiglia Bergoglio e altre storie di emigrazione

Si apre giovedì 29 settembre al Museo della Lanterna di Genova la mostra «Genova-Buenos Aires, sola andata – Il viaggio della famiglia Bergoglio e altre storie di emigrazione». Curatore della mostra è Massimo Minella, giornalista e scrittore, autore anche del libro-catalogo con prefazione di Massimo Giletti (edito da De Ferrari) che verrà presentato in contemporanea. La presentazione della mostra avverrà alle 18 in Compagnia Unica, in piazzale San Benigno 1, con le parole di Minella e la fisarmonica di Franco Piccolo. Poi, attraverso il percorso pedonale, ci si sposterà al Museo della Lanterna per il via ufficiale all’iniziativa.

La mostra, che resterà aperta fino a domenica 13 novembre nei fine settimana, nelle festività e su prenotazione anche nei giorni feriali (info su lanternadigenova.it), si compone di una serie di pannelli ricchi di immagini, ma anche di parole e di grafici per sintetizzare una storia che lega due Paesi, Italia e Argentina, e che continua anche oggi attraverso un dialogo che attinge nella memoria e guarda al futuro.

A sintetizzare il racconto, un viaggio particolare, quello che dal porto di Genova, nel febbraio del 1929, fece la famiglia Bergoglio, partita per l’Argentina in cerca di una nuova occasione di vita e di lavoro. Il viaggio dei Bergoglio (Mario, padre di Papa Francesco e i nonni paterni Giovanni e Rosa) è il filo conduttore di questo lavoro condiviso con i più importanti centri di documentazione italiani e argentini. La sua riflessione di fondo è un invito a non dimenticare di quando anche gli italiani sono stati «migranti» in cerca di fortuna in terre lontane, desiderosi di riscatto, alla ricerca di una nuova occasione, in fuga dalla disperazione.

Ognuno, dalla seconda metà dell’Ottocento fino alla prima metà del secolo successivo, aveva un motivo sufficiente per lasciare l’Italia. Molti sono tornati, moltissimi hanno sfruttato quel viaggio verso «la Merica» soltanto nella tratta di andata. Come appunto la famiglia Bergoglio che da Asti si trasferì in Argentina e non fece più ritorno.

I Bergoglio arrivarono a Buenos Aires dopo aver navigato per due settimane sul piroscafo “Giulio Cesare” e da qui raggiunsero i loro familiari a Paranà, tappa iniziale di un viaggio che qualche anno più tardi li portò nella capitale. Ma la storia della famiglia Bergoglio diventa anche il paradigma di un Paese che cerca altrove il suo riscatto e che trova, spesso ma non sempre, risposte dall’Argentina. Un viaggio nella storia che ancora ci sorprende e ci spinge a indagare sul nostro passato, trovando chiavi di lettura utili a leggere anche il nostro futuro.

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