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Festa dei lavoratori: perché si festeggia l’1 maggio

Festa dei lavoratori: perché si festeggia l’1 maggio

In Italia, così come in Cina, a Cuba, in Messico, Turchia e in diversi Stati dell’Unione Europea, l’1 maggio si celebra ufficialmente la Festa dei Lavoratori. Negli Usa si festeggia il Labor Day la prima domenica di settembre, ma proprio in questo Paese, a Chicago, si svolsero i fatti che portarono, nella seconda metà dell’Ottocento all’origine della data simbolica di questa ricorrenza.

Il Labor Day

La festività ebbe origine in Canada, per ricordare il Nine-Hour Movement (movimento delle nove ore), rivendicazioni che si svolsero ad Hamilton e poi a Toronto negli anni Settanta del XIX secolo. Nel 1872 fu stipulato il Trade Union Act, per la legalizzazione e la tutela dell’attività sindacale in Canada. Nel 1882, il 5 settembre, il sindacalista statunitense Peter J. McGuire decise di organizzare a New York il primo Labor Day. Nel 1894 la festività venne ufficializzata dal Congresso.

La festa dei lavoratori

La data della festa dei lavoratori, l’1 maggio, venne ratificata a Parigi il 20 luglio nel 1889, in occasione del congresso della Seconda Internazionale socialista. Tre anni prima, l’1 maggio del 1886, a Chicago, i sindacati organizzarono uno sciopero generale per rivendicare condizioni di lavoro più umane per gli operai, a partire dalla riduzione delle ore di lavoro: a quei tempi la giornata lavorativa durava dalle 12 alle 16 ore, la sicurezza era inesistente e non venivano conteggiate le morti sul lavoro.

L’1 maggio 1886 era un sabato, allora giornata lavorativa. Quel giorno 12 mila fabbriche degli Stati Uniti e 400 mila lavoratori scioperarono: solo a Chicago parteciparono al grande corteo in 80 mila. Inizialmente tutto si svolse pacificamente, ma nei giorni seguenti la tensione crebbe, fino a culminare in un attacco da parte della polizia, che provocò 4 morti e diversi feriti tra i manifestanti. Il giorno successivo, una nuova manifestazione a Haymarket Square sfociò in nuovi momenti di tensione e lotta, innescati da un piccolo ordigno lanciato sugli agenti di polizia. Persero la vita altre 11 persone, tra cui anche diversi poliziotti.

Furono arrestate sette persone collegate alle proteste: sebbene non ci fossero prove che tra gli arrestati vi fosse la persona che aveva lanciato il primo ordigno che aveva scatenato il secondo attacco della polizia, la giuria emise verdetti di colpevolezza per tutti gli imputati, condannandoli a morte per impiccagione (successivamente per due di loro la pena fu commutata in ergastolo).

La tragedia di quei giorni e l’esito del processo ebbero una però risonanza che superò di molto i confini statunitensi: l’indignazione si diffuse tra gli operai di tutto il mondo e i condannati diventarono i Martiri di Chicago. Da quel momento l’attenzione di molti Paesi del mondo iniziò a concentrarsi anche sui diritti e la tutela dei lavoratori e nel 1889, a Parigi, l’1 maggio fu scelta come data simbolo del lavoro in Europa. La prima celebrazione avvenne l’1 maggio dell’anno successivo.

In Italia la Festa del lavoro fu ratificata nel 1891.

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