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Estate e allergie: dove sono e come affrontarle

Si parla tanto di allergie primaverili, ma sono ancora pochi quelli che conoscono quelle estive che possono guastare le meritate vacanze.
“E’ davvero il caso di dirlo: le allergie non vanno in vacanza perché nei mesi più caldi in media riguardano 1 italiano su 4. Oltre alle più diffuse allergie cutanee come l’orticaria o le allergie da contatto – precisa Gian Luigi MARSEGLIA, Presidente della Società Italiana di Allergologia Pediatrica (SIAIP) e Direttore della Clinica Pediatrica della Università degli Studi di Pavia, Policlinico San Matteo – non vanno sottovalutate neppure quelle alimentari o da punture di insetti o da meduse. Inoltre, i cambiamenti climatici stanno modificato il periodo della pollinazione che ormai non è più limitato alla primavera”.

ESTATE E ALLERGIE SULLA PELLE: PROTEZIONE, LAVAGGI E TESSUTI DI COTONE 

La dermatite atopica rappresenta la più frequente malattia infiammatoria cronica della cute in età pediatrica, con una prevalenza stimata tra il 16 e il 20%.
La buona notizia è che migliora generalmente per azione dei raggi ultravioletti (circa l’80% delle persone affette) esercitando un’azione battericida e riducendo lo stato infiammatorio cutaneo, sommati ai benefici dall’acqua di mare per la presenza di minerali quali cloro, bromo, calcio, magnesio e iodio.
“Per massimizzare i risultati si consiglia di protrarre l’esposizione solare per almeno tre settimane, prediligendo località dal clima secco per limitare l’eccessiva sudorazione. Il sudore, la salsedine e l’esposizione solare potrebbero infatti peggiorare le lesioni cutanee, favorendo l’insorgenza e il mantenimento di uno stato infiammatorio. È fondamentale la protezione della cute dagli effetti nocivi dei raggi UVprosegue MARSEGLIA – a partire dai cappelli e dalle magliette, soprattutto per i bambini sotto ai 2 anni dove è consigliabile un’esposizione nelle ore più fresche della giornata meglio ancora se la protezione solare viene spalmata almeno mezz’ora prima”.

ESTATE E ALLERGIE DA PUNTURE: 5 MILIONI ADULTI E 500MILA PICCOLI

Si stima che in Italia gli imenotteri pungano oltre 5.000.000 di persone ogni anno e che circa il 5% sviluppi una reazione allergica sistemica. Le punture di questi insetti riguardano più di 500.000 bambini e adolescenti di cui circa il 5% ha una reazione allergica. Inoltre, le spiagge, le coste e il mare, espongono i piccoli pazienti al morso di meduse il cui contatto induce una reazione irritativa nella zona lesa, caratterizzata da sintomatologia molto dolorosa.
“Non tutte le reazioni irritative hanno come rischio quello di una possibile risposta anafilattica, che fortunatamente resta un evento raro soprattutto in età pediatrica. Nel caso di manifestazione moderata-severa si rende necessario l’accesso al più vicino Pronto Soccorso per la risoluzione dell’episodio acuto e una successiva presa in carico da un centro allergologico specialistico”.

ESTATE E ALLERGIE RESPIRATORIE: AMBROSIA, ACARI E MUFFE IN AGGUATO 

Grazie all’esposizione solare e al mare, le patologie allergiche quali rinite e asma migliorano proprio nei mesi estivi poiché le alte temperature riducono la concentrazione di allergeni. Il soggiorno nelle località marine dal clima temperato rappresenta un innegabile vantaggio per tutti quei pazienti affetti da malattie respiratorie croniche, che risultano estremamente sensibili agli sbalzi termici.
“I cambiamenti climatici hanno inevitabilmente influenzato il calendario pollinico, inducendo un prolungamento della stagione pollinica anche nei mesi estivi, come per le graminacee. Nei mesi di luglio-settembre, sono particolarmente diffusi i pollini delle composite, come ad esempio l’ambrosia, l’assenzio e l’artemisia che possono causare riacutizzazione della sintomatologia. Il clima caldo-umido – conclude MIRAGLIA DEL GIUDICE Prof. Associato di Pediatria, Università degli Studi della Campania – facilita la proliferazione degli acari della polvere, soprattutto negli ambienti interni delle case di villeggiatura. Anche le muffe rappresentano un potenziale pericolo in vacanza perché crescono soprattutto in condizioni di elevata umidità, sia all’interno che all’esterno delle abitazioni. È bene limitare il tempo all’aperto durante le giornate molto ventose, soggiornando in locali climatizzati da un deumidificatore”.

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