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Al via EcHo-M: una strategia basata sull’ascolto dei bisogni delle persone con tumori metastatici

Al via EcHo-M: una strategia basata sull’ascolto dei bisogni delle persone con tumori metastatici

Il mondo dell’oncologia sta attraversando una trasformazione profonda che modifica non solo le terapie, ma anche l’intero percorso assistenziale dei pazienti. Tra i cambiamenti più significativi emerge una crescente attenzione verso la malattia metastatica, oggi sempre più simile a una condizione di lunga durata grazie al progresso scientifico.
In questo scenario, Daiichi Sankyo presenta EcHo-M, una strategia che pone al centro l’ascolto dei pazienti e l’integrazione tra clinici, istituzioni e associazioni. L’obiettivo: sviluppare modelli innovativi di presa in carico capaci di rispondere alle nuove esigenze delle persone che convivono con una diagnosi avanzata.

A stimolare questo nuovo approccio è l’aumento delle persone che vivono per anni con malattia metastatica, con bisogni assistenziali diversi rispetto al passato. “La comprensione profonda di ciò che serve davvero ai pazienti è oggi un fattore strategico quanto l’innovazione terapeutica”, afferma Mauro Vitali, Head of Oncology di Daiichi Sankyo.

La cura cambia volto: dall’approccio tradizionale alla centralità dei bisogni reali

In passato la malattia metastatica era considerata un percorso breve e quasi esclusivamente clinico. Oggi, grazie alle terapie innovative, la sopravvivenza si allunga e con essa emergono esigenze nuove: continuità assistenziale, meno burocrazia, percorsi personalizzati, qualità di vita, maggiore coordinamento tra specialisti.
EcHo-M nasce proprio per ripensare la presa in carico attraverso un ascolto strutturato dei pazienti e una collaborazione ampia tra professionisti e stakeholder del sistema salute.

L’iniziativa si fonda su un principio chiaro: migliorare la vita delle persone richiede non solo farmaci efficaci, ma anche percorsi più fluidi, organizzati e uniformi sul territorio.

Una risposta concreta per pazienti e stakeholder

Le analisi del settore mostrano una crescente necessità di creare percorsi dedicati alla malattia metastatica, che includano non solo la terapia, ma tutto ciò che riguarda il supporto quotidiano.
“Per le donne con tumore al seno metastatico è fondamentale sentirsi accompagnate da un sistema in grado di rispondere rapidamente e con continuità”, sottolinea Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia. “La qualità di vita è parte essenziale della cura tanto quanto le terapie”.

In quest’ottica si collocano i progetti MetaLAB ed EcHo-M Hospital:

  • MetaLAB coinvolge otto associazioni di pazienti per raccogliere bisogni e aspettative e trasformarli in proposte operative;
  • EcHo-M Hospital riunisce circa 20 esperti, tra clinici, rappresentanti regionali e associazioni, per ottimizzare il percorso ospedaliero delle pazienti con carcinoma mammario metastatico.

Due iniziative che segnano l’avvio di un percorso destinato a produrre risultati e raccomandazioni nei prossimi mesi.

Il fenomeno cresce e alimenta il dibattito clinico e istituzionale

Il tema della presa in carico delle persone con malattia metastatica è sempre più presente nei tavoli tecnici, nelle associazioni e nei contesti scientifici.
In Italia, ad esempio, si stima che oltre 37.000 donne vivano con tumore al seno in fase avanzata, e circa il 6-7% dei casi è diagnosticato già in forma metastatica. Una condizione che riguarda anche altre patologie oncologiche come polmone, colon-retto, prostata e melanoma.

A catalizzare l’attenzione sono in particolare:

  • la necessità di percorsi diagnostico-terapeutici (PDTA) dedicati
  • il bisogno di una presa in carico continuativa
  • il coordinamento tra professionisti e strutture
  • la semplificazione dei passaggi burocratici
  • un maggiore coinvolgimento delle associazioni di pazienti

Una nuova visione dell’assistenza oncologica

“L’aumento della sopravvivenza dei pazienti metastatici è una delle maggiori conquiste dell’oncologia moderna”, osserva Giuseppe Curigliano, Presidente eletto ESMO.
“Questo progresso è possibile solo grazie alla sinergia tra discipline e all’approccio multidisciplinare centrato sul paziente. Per continuare su questa strada, serve investire nella formazione, riorganizzare i servizi e consolidare un modello in cui cura e qualità di vita procedano insieme”.

L’evoluzione del setting metastatico richiede dunque un ripensamento dell’intero ecosistema salute, con percorsi strutturati e un uso razionale delle risorse disponibili.

Le priorità emergenti: la Top 5 dell’innovazione nel percorso metastatico

Ecco i temi e le esigenze che stanno generando maggiore interesse nel dibattito oncologico:

  1. Presa in carico multidisciplinare e coordinata
  2. Percorsi diagnostico-terapeutici dedicati alla malattia metastatica
  3. Coinvolgimento strutturato dei pazienti e delle associazioni
  4. Maggiore uniformità organizzativa tra regioni e strutture
  5. Integrazione tra innovazione terapeutica e qualità di vita

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