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Divorziare a 60 anni: un corso gratuito per evitarlo

divorziare 60 anniDivorziare a 60 anni è ormai sempre più frequente. Per gestire i conflitti all’interno della famiglia è necessario uno sguardo ampio che sappia individuare le problematiche all’interno delle coppie in crisi e provare a superarle. L’Associazione Aiuto Famiglia Onlus da anni è vicina alle persone che vivono situazioni complicate in ambito familiare. Ne abbiamo parlato con Aldo Delfino, Presidente di AAF – Associazione Aiuto Famiglia Onlus.

Da quanto è attiva la vostra Associazione e di cosa si occupa prevalentemente?

L’Associazione Aiuto Famiglia ha iniziato la sua attività il 7 luglio del 2003 (abbiamo da poco festeggiato i nostri primi 10 anni di attività), quando abbiamo costituito su internet un sito spartano che offriva un aiuto fraterno e disinteressato a chiunque  stesse attraversando un momento di difficoltà in famiglia. Il sito riceve tuttora le richieste di chi cerca in rete un appiglio per uscire da un periodo buio nelle proprie relazioni coniugali o familiari. Passarono però parecchi mesi prima che il sito iniziasse concretamente la sua attività; infatti la prima richiesta d’aiuto ci giunse nel febbraio 2004.

Dal 2008 promuoviamo in ottobre e novembre una campagna per la promozione dell’unità familiare e per la prevenzione della crisi di coppia. Nel gennaio 2010 è nato a Genova il primo gruppo  con lo scopo di prevenire, affrontare e superare la crisi di coppia o migliorare la relazione con il partner. La nostra associazione è formata da giovani, fidanzati, coppie sposate con o senza figli, separati, divorziati e vedove ed aiutiamo tutti i componenti della famiglia che hanno difficoltà relazionali o che vogliono per quanto possibile prevenirle. Per il nostro statuto la famiglia continua ad esistere anche se fra i suoi componenti si verificano lacerazioni, difficoltà, separazioni o lutti.  Il nostro obiettivo è aiutare attraverso la condivisione di esperienze. Tutti trovano in noi volontari calore umano, sincera partecipazione, parole di speranza e l’aiuto disinteressato che deriva da chi ha già attraversato esperienze simili.

Quante sono le famiglie che vi chiedono aiuto?

Negli ultimi due anni abbiamo aiutato 253 famiglie, con il 54% delle richieste provenienti da coppie mature, il 26% da coppie giovani o fidanzati,  l’8% da già separati, il 7% da genitori, il 4% da figli o giovani e l’1% da vedove/i.  Le maggiori richieste riguardano la crisi di coppia, seguono le problematiche emergenti nell’ambito della relazione tra fidanzati, quelle conseguenti alla separazione,  quelle relative alla solitudine, depressione ed emarginazione, quelle relative alla relazione con i figli ed infine quelle relative alla relazione con i genitori. Quest’ultime sono nel recente periodo in aumento, forse perché i figli hanno più tempo libero per la pausa dagli studi.

Sono molte le coppie in crisi a 60anni?

Le coppie in crisi oltre i 60 anni sono in continuo aumento. Secondo l’ultimo rapporto ISTAT nell’ultimo decennio le separazioni che riguardano uomini oltre i 60anni sono passati da 4.247 a 9.923 (dal 5,9% all’11,2% del totale delle separazioni). Per le donne over60 nello stesso periodo si va dalle 2.555 alle 6.998 (dal 3,6% al 6,4%). Conseguentemente registriamo di anno in anno un aumento delle richieste di aiuto di coppie sempre più in là con gli anni.  I motivi di questo innalzamento di età secondo me sono diversi. Si va dall’allungamento della vita, dal fatto che ci si sposa sempre più tardi anche per cause economiche, alla mancanza di vera comunicazione all’interno della coppia.  La relazione subisce degli shock nei momenti di cambiamento,  come ad esempio quando i figli diventano indipendenti e nel momento che un coniuge va in pensione. In queste fasi della vita in cui c’è la riorganizzazione del proprio tempo, se nella coppia non c’è il dialogo è facile che uno dei due prenda altre strade. I modelli televisivi poi non aiutano, le fiction americane ma anche ora quelle italiane, spesso presentano uomini avanti con gli anni che si attorniamo di belle ragazze nella speranza forse di ritrovare la giovinezza perduta. I dati dimostrano sempre di più che la coppia non può stare insieme con gioia basandosi solo delle proprie forze.

Ci parli del corso per coppie in crisi: quando inizierà e quali sono i temi che verranno affrontati?

Il primo corso nazionale per volontari facilitatori di gruppi per coppie in crisi o che vogliono prevenirla (per trasformare le complessità in possibilità) si terrà a Milano l’ultimo fine settimana di settembre. La nostra associazione ha la sede a Genova dove sono già attivi tre gruppi che seguono con soddisfazione dei partecipanti il nostro metodo. Primari psichiatri, psicologi e pedagogisti ne hanno confermato l’efficacia. Abbiamo scelto Milano come sede del corso perché è facilmente raggiungibile da ogni parte d’Italia. Il nostro metodo si basa sull’auto mutuo aiuto, secondo cui ogni persona possiede risorse per migliorarsi e che può mettere a disposizione di altri. Il corso è strutturato in modo da sperimentare sin da subito in maniera pratica il metodo. Dopo un inizio di ogni giornata che sarà teorico,  il resto del tempo sarà dedicato a simulazioni in gruppo per applicare quanto ascoltato ad inizio mattinata e dal confronto fra i partecipanti su quanto è emerso nella dinamiche del gruppo. L’obiettivo è che chi partecipa, voglia poi condurre nella propria città un gruppo che non è rivolto solo alle coppie in crisi, ma anche alle coppie che vogliono confrontarsi con le altre in un modo nuovo e costruttivo per migliorare la loro relazione.

Chi volesse prendere parte a questo corso, cosa deve fare?

Per partecipare a questo corso bisogna compilare la scheda che si trova in fondo alla pagina http://www.aiutofamiglia.it/corso_di_formazione.htm, dove tra l’altro ci sono tutte le informazioni necessarie e poi inviarla via mail a pce@aiutofamiglia.it o via fax  allo 0108932970. Anche se il 27 e 28 settembre sembrano lontani,  bisogna prenotarsi quanto prima sia per permetterci di organizzare al meglio questi due giorni sia per esigenze della struttura che ci ospita.  Il corso è gratuito, è richiesta solo una partecipazione alle spese di vitto ed alloggio per chi ne usufruisce. Sono a disposizione dei lettori di Altraetà per rispondere a tutte le loro domande sul corso.

c.p.

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