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Demenza senile: ricerca e stato dell’arte

Ogni 3 secondi nel mondo una persona sviluppa una forma di demenza e nel 2018 questa malattia "vale" mille miliardi di dollari. Si tratta della settima causa di morte in tutto il mondo e non esiste ancora una cura. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Mondiale Alzheimer 2018 intitolato “Lo stato dell’arte della…

Ogni 3 secondi nel mondo una persona sviluppa una forma di demenza e nel 2018 questa malattia “vale” mille miliardi di dollari. Si tratta della settima causa di morte in tutto il mondo e non esiste ancora una cura.

Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Mondiale Alzheimer 2018 intitolato “Lo stato dell’arte della ricerca sulla demenza”, presentato da Alzheimer’s Disease International, in occasione della XXV Giornata Mondiale dell’Alzheimer. Si tratta di una panoramica della situazione attuale della ricerca nel campo delle demenze, indagando quali siano le effettive azioni intraprese, le speranze, gli ostacoli.

ADI sostiene che la demenza sia una delle crisi globali a livello sanitario e sociale più significative del XXI secolo e per questo l’1% del costo sociale della demenza dovrebbe essere destinato al finanziamento della ricerca sulla demenza stessa: molti Paesi non sono ancora dotati di strumenti diagnostici adeguati, di facile accesso agli studi clinici, di medici e ricercatori specializzati. Come già rivelava il Rapporto Mondiale Alzheimer 2016, la maggior parte delle persone con demenza nel mondo deve ancora ricevere una diagnosi, oltre a un’assistenza sanitaria completa e continua.

«Il Rapporto esamina nuovi e interessanti lavori nel campo delle demenze, nuove frontiere nella ricerca e sottolinea la nostra richiesta fondamentale di aumentare i fondi per la ricerca − spiega Paola Barbarino, ceo di Adi − Senza investimenti significativi nella ricerca non siamo in grado di superare nuove frontiere. È sorprendente in questo senso il rapporto tra demenza e cancro rispetto al numero di pubblicazioni: 1:12. Inoltre non ci sono abbastanza persone coinvolte nella ricerca sulla demenza: questo deve cambiare. Ci auguriamo che la diffusione di questo Rapporto aumenti la consapevolezza della malattia di Alzheimer e della demenza, e accenda un dibattito per portare il maggior numero possibile di governi e aziende a dedicare fondi e attenzione alle persone con demenza e alle loro famiglie affinché possano ottenere una migliore qualità di vita».

Per Gabriella Salvini Porro, presidente Federazione Alzheimer Italia, «Un mondo in cui le persone con demenza e i loro familiari possano vivere bene e ottengano la cura e il sostegno necessari per mantenere dignità, rispetto, autonomia e uguaglianza,  è l’auspicio con cui l’Oms ha adottato lo scorso anno Il Piano Globale sulla Demenza. Noi della Federazione Alzheimer Italia condividiamo lo stesso grande obiettivo. Per questo ci facciamo portavoce delle persone con demenza nel nostro Paese, sottolineando ancora una volta la necessità che il Piano Nazionale Demenze riceva gli adeguati finanziamenti mirati a promuovere interventi appropriati nella gestione integrata della demenza».

A livello globale la demenza colpisce 47 milioni di persone. In Italia si stimano 1.241.000 casi. Il Rapporto completo è consultabile nel sito: www.alz.co.uk/worldreport2018.

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