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Gruppo Korian, nuovo centro contro l’Alzheimer

Gruppo Korian, nuovo centro contro l’Alzheimer
Un centro dedicato alle ultime e innovative terapie non farmacologiche per i disturbi del comportamento associati alla demenza. Nasce a Brescia, nella Residenza Vittoria del Gruppo Korian, azienda leader nell’offerta di servizi per la terza e quarta età. Si tratta di uno spazio terapeutico di eccellenza, nel quale applicare terapie innovative per curare una malattia…

Un centro dedicato alle ultime e innovative terapie non farmacologiche per i disturbi del comportamento associati alla demenza. Nasce a Brescia, nella Residenza Vittoria del Gruppo Korian, azienda leader nell’offerta di servizi per la terza e quarta età. Si tratta di uno spazio terapeutico di eccellenza, nel quale applicare terapie innovative per curare una malattia neurodegenerativa, come la demenza, che in oltre la metà dei casi è rappresentata dal morbo di Alzheimer. Ma è anche un ambiente di confronto e di condivisione per le famiglie dei pazienti.

«Abbiamo deciso di creare questo spazio terapeutico – spiega Aladar Bruno Ianes, direttore medico di Korian Italia – per offrire ai pazienti affetti da demenza con disturbi del comportamento, come nel morbo di Alzheimer, e alle loro famiglie un ambiente di cura specifico, e al tempo stesso, sereno e accogliente. Ecco perché abbiamo scelto oggetti e arredi in grado di stimolare e di rilassare gli ospiti, ricreando l’atmosfera familiare della loro casa, contenitore di affetti e ricordi».

All’interno del nuovo spazio nel cuore di Brescia, spiccano alcune delle più innovative terapie non farmacologiche per la cura dei pazienti. Tra queste, la Sensory Room, una stanza multisensoriale per la stimolazione cognitiva, ideata per attivare dinamiche di rilassamento grazie al music-bed, il letto sensoriale che, collegato a un impianto stereo, vibra con la musica trasmessa attivando un massaggio rilassante. C’è la Doll Therapy, per favorire la stimolazione della memoria, contribuendo alla riduzione dei disturbi comportamentali: una bambola con peso e dimensioni appositamente studiate, empatica nell’abbraccio, diventa il bambino da accudire, curare, guardare, stringere, rievocando la maternità o paternità del paziente. Esiste anche la Terapia occupazionale, per la quale si intende un processo riabilitativo che utilizza come mezzo privilegiato l’affaccendamento terapeutico per coinvolgere, stimolare, e migliorare le abilità residue del paziente.

Nel centro si trova anche la Musicoterapia Ambientale e Recettiva, una serie di percorsi per scandire i tempi della giornata aiutando il paziente a orientarsi a livello temporale e facilitando il ritmo delle delicate fasi di risveglio e addormentamento. Inoltre, grazie alla musicoterapia recettiva, la stimolazione musicale in cuffia aiuta il paziente al rilassamento. Per stimolare la creatività del paziente, consentendogli di sperimentare diversi materiali per esprimere il talento artistico ed esprimere sentimenti, pensieri, ricordi, c’è l’Arteterapia. E ancora, il Camuffamento degli spazi abitativi e architettonici, per nascondere le vie di uscita allo sguardo dei malati (per esempio con raffigurazioni che facciano sembrare le porte delle librerie o degli armadi e con pareti allestite con quadri che rievocano la stagione che gli ospiti stanno vivendo).

Oggi in Italia i malati di Alzheimer sono circa 600 mila, destinati ad aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione: è l’Italia il Paese più longevo d’Europa, con 13,4 milioni di ultrasessantenni (il 22% della popolazione). Nel mondo le persone affette da Alzheimer sono circa 46 milioni e sono destinate a raggiungere i 131, 5 milioni entro il 2050: solo nel corso del 2015 si sono verificati più di 9,9 milioni di nuovi casi di demenza a livello mondiale, cioè un nuovo caso ogni 3,2 secondi. Oggi il costo della malattia è di 818 miliardi, un valore di mercato superiore a quello di colossi del calibro di Apple (742 miliardi) e Google (368 miliardi).

(Paola Pedemonte)

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