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Covid, che Natale sarà? Il punto sulla pandemia e il super green pass

Casi Covid in aumento, circa mille ricoveri in più nel giro di una settimana, crescono di circa il 25% le terapie intensive, così come le persone in isolamento. Gli ultimi dati del monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe mostrano come la pandemia sia tutt’altro che finita. Ed evidenziano anche l’importanza della terza dose, alla luce della riduzione dell’efficacia del vaccino a sei mesi dall’ultima somministrazione (dati Iss).

«Per contenere la quarta ondata nel nostro Paese – osserva Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – sul fronte vaccini è indiscutibile la necessità di raggiungere il maggior numero possibile di persone non ancora vaccinate, sia accelerare con la somministrazione delle terze dosi, in particolare negli over 60 e nei fragili. Senza entrare nel merito della “composizione” del pacchetto delle nuove misure, è bene tenere a mente le lezioni imparate in 20 mesi di pandemia. Innanzitutto, così come l’allentamento delle misure restrittive deve essere graduale, la loro re-introduzione deve essere tempestiva, per neutralizzare il vantaggio temporale, di almeno 15 giorni, di cui gode il virus. In secondo luogo, è opportuno che le misure entrino in vigore in tutte le Regioni perché le soglie di occupazione in area medica e in terapia intensiva per arrivare in zona arancione, o addirittura rossa, sono talmente elevate che rischiano di paralizzare l’assistenza ospedaliera per i malati non Covid e di aumentare la mortalità per quelli Covid».

La circolazione del Covid-19 nell’ultima settimana

Nella settimana 17-23 novembre, rispetto alla precedente, Gimbe registra un aumento di nuovi casi (69.060 vs 54.370) e decessi (437 vs 402). In aumento anche i casi attualmente positivi (154.510 vs 123.396), le persone in isolamento domiciliare (149.353 vs 118.945), i ricoveri con sintomi (4.597 vs 3.970) e le terapie intensive (560 vs 481).

In tutte le regioni, tranne la Basilicata, si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, con variazioni che vanno dal 1,3% della regione Toscana al 124,3% della Valle D’Aosta. In 92 Province si registra un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto tutte le Province superano tale soglia. In 18 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti. In aumento anche i decessi: 437 negli ultimi 7 giorni (di cui 25 riferiti a periodi precedenti), con una media di 62 al giorno rispetto ai 57 della settimana precedente.

«Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – si registra un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +15,8% in area medica e +16,4% in terapia intensiva». In termini assoluti, il numero di pazienti Covid in area medica è passato da 2.371 del 16 ottobre a 4.597 del 23 novembre 2021 (+93,9%) e quello nelle terapie intensive da 338 del 25 ottobre a 560 del 23 novembre 2021 (+65,7%).

I vaccini

Nelle ultime 2 settimane il numero dei nuovi vaccinati si è stabilizzato intorno a 127 mila. Un numero che, seppure esiguo, dimostra che esiste ancora la possibilità di convincere gli indecisi. Degli oltre 7 milioni di persone non vaccinate, tuttavia, si “muovono” troppo lentamente due fasce che preoccupano: da un lato 2,62 milioni di over 50 a elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione, dall’altro 1,2 milioni nella fascia 12-19 che influiscono negativamente sulla sicurezza delle scuole.

Al 24 novembre sono state somministrate 4.673.047 terze dosi di cui 763.960 dosi aggiuntive e 3.909.087 di dosi booster, con una media mobile a 7 giorni che sfiora 170 mila somministrazioni al giorno.

Le nuove misure del governo e il Super green pass

Per arginare la quarta ondata e “salvare” il Natale degli italiani, ieri il governo, nell’ultima seduta del consiglio dei ministri, ha varato le nuove misure anti Covid, con una stretta sul green pass. Il nuovo decreto sarà valido dal 6 dicembre al 15 gennaio, ma le misure potranno essere poi prorogate.

«Sono stati presi importanti provvedimenti in tema di controllo della pandemia – ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa dopo il via libera al decreto – Ve lo ricordate il Natale l’anno scorso? Vogliamo conservarci un Natale diverso. Vogliamo prevenire per conservare. Vogliamo essere molto prudenti per riuscire a conservare quello che gli italiani si sono conquistati nel corso di quest’anno».

Tra le principali misure del nuovo decreto, viene introdotto dal 6 dicembre il green pass “rafforzato”: il cosiddetto “super green pass” si ottiene solo con la vaccinazione o la guarigione. La sua validità scende da 12 a 9 mesi.

Dal 6 dicembre al 15 gennaio valgono le nuove regole transitorie per le zone colorate.

Il green pass “base” sarà obbligatorio dal 6 dicembre anche per alberghi, spogliatoi per l’attività sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale. L’accesso a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche sarà consentito in zona bianca e gialla solo ai possessori di “green pass rafforzato”. Ulteriori limitazioni della zona arancione saranno valide solo per chi non possiede il “green pass rafforzato”.

La vaccinazione obbligatoria è estesa a personale amministrativo, sanità, docenti e personale amministrativo scuola, militari, forze di polizia, soccorso pubblico dal 15 dicembre. Richiamo obbligatorio per professioni sanitarie dal 15 dicembre.

Verrà inoltre rafforzato il sistema dei controlli: entro 3 giorni dall’entrata in vigore del dl, i prefetti sentono il Comitato provinciale ordine e sicurezza, entro 5 giorni adottano il nuovo piano di controlli coinvolgendo tutte le forze di polizia, relazionando periodicamente.

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