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Club-50plus: divorzio grigio, separarsi in età avanzata

Club-50plus: divorzio grigio, separarsi in età avanzata
divorzio grigio

Il termine “divorzio grigio” si riferisce alla rottura di matrimoni a lungo termine o separazioni di persone sulla cinquantina e oltre. La maggior parte di noi si aspetta che una volta che una coppia ha superato le discussioni quotidiane, legate ad esempio a budget limitati o al caos dell’educazione dei bambini piccoli, il resto vada a gonfie vele. Tuttavia, la realtà si rivela differente. 

Dietro ai divorzi grigi c’è soprattutto un profondo cambiamento culturale e sociale. Nei decenni precedenti, infatti, le coppie resistevano anche quando non c’era più un rapporto. Aveva sopravvento la paura dei giudizi altrui, in un mondo dove separarsi era visto come un peccato mortale. Nella società attuale, invece, le persone stanno prendendo consapevolezza di sé e del proprio coraggio, portandole a mettere al primo posto sé stessi e il proprio bene.

Approfondiamo il tema con il Dott. Stefan Woinoff, esperto di relazioni, psicoterapeuta e autore di bestseller, riportando un estratto dell’intervista pubblicata da Club-50plus, sito di incontri e nuove amicizie per gli over 50.

Dottor Woinoff, perché così tante persone divorziano in età avanzata?

«Dagli anni ’90, il tasso di divorzio dopo 25 anni di matrimonio è quasi raddoppiato, l’età media del divorzio è aumentata di 8 anni, fino a 44 anni per le donne e 47 anni per gli uomini (Statist. Bundesamt). Le ragioni sono molteplici.

Anche per le persone più avanti con gli anni, il divorzio non rappresenta più un tabù e, dato che anche l’aspettativa di vita si è allungata, superati i 50 anni le persone hanno ancora diversi decenni da vivere, anni che vorrebbero trascorrere il più felicemente possibile. In quest’ottica, un divorzio in età avanzata costituisce uno strumento utile e necessario quando non si sta più bene con il proprio partner di lunga data.

La crisi di mezza età si trasforma quindi in una “seconda adolescenza” in cui la ricerca del meglio può arrivare a far mettere in discussione e riorientare il concetto di rapporto sentimentale. Inoltre, il divorzio non è più necessariamente sinonimo di declino o rovina finanziaria per uno o entrambi i partner; sempre più coppie anziane possono permettersi il divorzio senza essere costretti a cambiare il proprio tenore di vita.

Spesso, dopo che i figli sono usciti di casa, molte coppie iniziano a porre in discussione la loro relazione. I criteri originari di selezione dei partner, che avrebbero dovuto rendere possibile la creazione di una famiglia, hanno raggiunto il loro scopo e ora non sono più in primo piano. Così, le qualità di capofamiglia dell’uomo e la fertilità e la maternità della donna perdono di priorità, e in età avanzata cedono volentieri il passo al bisogno di avere accanto un’anima gemella, di vicinanza emotiva, ma anche al desiderio di giovinezza, di spirito di avventura e apertura intellettuale. Ho notato questo cambiamento nei criteri che vengono posti al partner desiderato molto più fortemente nelle donne, mentre agli uomini piace fermarsi al criterio dell’attrattività fisica, che è ciò che probabilmente non vedono più soddisfatto nella propria moglie.

Secondo la mia esperienza di terapeuta, anche l’età e la percepita gioca un ruolo importante. Le persone si sentono ancora attraenti e sexy, e le industrie della bellezza e farmaceutiche le aiutano in questo senso, e quindi vogliono essere ancora protagoniste del gioco della seduzione, godere dell’attrazione erotica, rivivere l’innamoramento e l’amore anche in età avanzata. Questo può condurre a fughe erotiche dalla vita matrimoniale, ma anche alla separazione e a una nuova fase di vita da single o con un nuovo partner».

Gli studi hanno dimostrato che la solitudine aumenta la probabilità di numerose malattie. La solitudine fa ammalare?

«Sì. La solitudine è addirittura il killer numero uno: statisticamente, la solitudine è più pericolosa di tutti gli altri fattori di rischio. Secondo uno studio condotto su 3,4 milioni di persone, la solitudine è il principale fattore di rischio nel calcolo della probabilità di morire.

Varie malattie come l’ipertensione, le malattie cardiache, le malattie polmonari, la depressione, i disturbi del sonno e un più rapido declino cognitivo in età avanzata possono essere conseguenze della solitudine. Chi si sente solo soffre di stress cronico con tutte le sue conseguenze dannose. Un rapporto arriva addirittura a dire che la solitudine fa ammalare quanto fumare 15 sigarette al giorno».

Quando si cerca un nuovo partner, quanto tempo deve passare tra la relazione nuova e la precedente?

«Non si può rispondere in modo generico, dipende molto dalla situazione emotiva specifica. Non credo che sia necessario mantenere un’adeguata distanza psico-igienica dalla relazione passata, di solito mesi, prima di potersi o poter innamorare di nuovo. A volte le relazioni si fondono direttamente l’una nell’altra, a volte si sovrappongono, a volte ci vuole davvero un periodo di elaborazione e di recupero adeguato prima che il cuore possa aprirsi di nuovo a una nuova persona.

Ognuno deve decidere per sé stesso. In nessun caso si devono sopprimere i sentimenti d’amore per una nuova persona solo perché sono sorti “troppo presto” dopo la fine di una relazione. Il cuore è un muscolo dinamico e può anche adattarsi rapidamente a nuove situazioni».

 

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