Siamo giunti al mese di dicembre e questo Natale sarà il secondo di un tremendo periodo, ormai troppo lungo, funestato dalla pandemia di Covid-19.
Il Natale, momento di festa e gioia, lo sappiamo, assume un significato profondo per i bambini, certo a loro deve essere dedicato. Ma lo assume anche per tutti quei luoghi che racchiudono in sé bisogni, speranze e sofferenze, senza distinzione di età. Penso quindi al mio luogo professionale, quello delle rsa.
Ogni anno, accingendoci al fatidico giorno, i preparativi all’interno delle strutture fervono nell’immaginario organizzativo degli addetti ai lavori, dei reparti di assistenza, di ogni suo componente e in particolare del reparto animazione.
Addobbi, luci, alberi, decorazioni di ogni genere, musica, attività dedicate, accessori per l’abbigliamento degli operatori sanitari e non, come dimenticare di menzionare i cappellini natalizi, spesso presenti, magari con stelle luminose tutte intorno. Insomma, tutto comincia a ruotare intorno a questa stupenda festa che per qualche momento, mette da parte le età anagrafiche di tutti e ci porta una ventata di spensieratezza e gioia da trasmettere anche ai nostri cari ospiti, che bambini anche loro per certi versi lo sono tornati ormai da tempo, nella necessità di un accudimento continuo.
Ma questo Natale sarà il secondo a doversi confrontare con le naturali restrizioni anti Covid che questa pandemia ormai da tempo seppur in modo altalenante a seconda dei dati statistici e monitoraggio continuo sui contagi ci è solita proporre. Oggi siamo ben alla quarta ondata annunciata e da gestire nuovamente.
Le rsa, strutture per anziani non autosufficienti, ma in generale tutte le strutture che offrono setting assistenziali sanitari, ormai da tempo non vivono più quella quotidianità lavorativa alla quale da sempre erano abituate. Le rsa, comunità, solite a vivere un contesto assistenziale delle persone anziane e fragili costruito sull’alleanza terapeutica con i familiari del ricoverato, vissuta e portata avanti da parte loro tramite il contatto continuo con gli addetti ai lavori e il loro caro. Una presenza diretta, in prima persona, tangibile e costante nel tempo, a volte anche giornaliera all’interno delle strutture, spezzata e preclusa da ormai troppo tempo.
Sarà l’ultimo Natale così? Noi tutti ce lo auguriamo di cuore. Nel frattempo, se sempre ci siamo spesi come addetti ai lavori per rendere questa giornata simbolica e attiva la più bella possibile, mettiamoci come operatori del settore oggi più che mai in assenza ancora una volta dei familiari che non potranno di persona essere partecipi e coinvolti come sempre è stato fatto, qualcosa di più per il loro caro. Più sorrisi, più tempo per soffermarci con il nostro ospite a scambiare due parole, una stretta di mano per un secondo in più, uno sguardo amico e vicino che comprenda e rassereni, insomma mettiamocela tutta ancora una volta come abbiamo fatto sempre in questo tragico periodo di pandemia. E se tu, caro Babbo Natale che ci ascolti, tu che sei immune, che non puoi contagiare nessuno, potessi per una volta entrare nella struttura e farti vedere, sederti nel salone con i nostri nonni, fargli una carezza, passare ad abbracciare chi in stanza purtroppo non può uscire, vedrai come i nostri ospiti rimarranno stupiti, ti guarderanno con occhi di speranza, avvicinandoti allungheranno le loro mani segnate dal tempo per accarezzare la tua folta barba lunga, chiederanno la tua mano per sentire calore. Sarebbe sì un Natale fantastico, del quale tutti, ma proprio tutti, abbiamo bisogno. Buon Natale.
Andrea Benelli
Andrea Benelli nasce a Genova il 14 marzo 1977. Sposato, un figlio, entra per caso nel mondo delle rsa nel 2007. Ha quasi trent’anni e il titolare di una struttura genovese cerca un ragazzo che gli dia una mano a gestirla. Così, dopo diverse esperienze lavorative, inizia il suo percorso nel mondo del socio-sanitario, allora completamente sconosciuto. Dal 2007, diversi incarichi professionali si susseguono e uniscono insieme ai diversi cambi di proprietà, diventa responsabile del personale, responsabile amministrativo, degli acquisti, qualità e sicurezza. Dal 2017 ricopre incarichi di direttore gestionale per rsa.












