I cosmetici possono essere causa di allergie e irritazioni della cute e dell’occhio, polverizzandosi sul margine delle palpebre o nell’occhio stesso: potrebbero aumentare l’infiammazione cronica causata dalla secchezza oculare, contribuendo, inoltre, a occludere gli sbocchi di alcune ghiandole, che producono il film lacrimale, contribuendo ad aumentarne l’infiammazione, il mal funzionamento e infine la degenerazione delle stesse, complicando ulteriormente il circolo vizioso infiammatorio che persiste in un occhio secco.
A dirlo è Romina Fasciani, dell’Unità operativa complessa di Oculistica della Fondazione Policlinico universitario Irccs Gemelli di Roma e membro del consiglio direttivo dell’Associazione italiana dei medici oculisti (Aimo).
«Molti interventi di chirurgia estetica, inoltre, soprattutto iniezioni di tossina botulinica o interventi estremi di blefaroplastica – prosegue Fasciani – possono contribuire a danneggiare sia il sistema di innervazione della superficie oculare, fondamentale per il buon funzionamento della stessa e la produzione del film lacrimale, sia le ghiandole stesse che producono il film lacrimale. Questo può contribuire, a volte, a esser causa stessa dell’instaurarsi della sindrome da occhio secco».
La presenza di numerosi recettori per gli ormoni sessuali, soprattutto androgeni, sulle cellule presenti nella superficie oculare e soprattutto nelle ghiandole che producono le varie componenti del film lacrimale rende ragione della maggior frequenza di tale patologia nelle donne o in quelle condizioni di alterazione della produzione di ormoni sessuali, come l’uso di estroprogestinici o la presenza di disturbi del ciclo quali l’amenorrea, e dell’aumento delle manifestazioni da occhio secco sempre più frequenti con l’avanzare dell’età, soprattutto nelle donne a causa delle carenze ormonali in menopausa.
Le regole da seguire
– Fare attenzione a non applicare il trucco all’interno della palpebra per non irritare l’occhio;
– Rimuovere accuratamente il trucco prima di andare a letto utilizzando un sapone delicato o uno struccante senza conservanti a base di acido paraminobenzoico;
– Utilizzare un umidificatore a casa e, se possibile, sul posto di lavoro per ridurre la secchezza dell’aria;
– Fare delle pause, quando si utilizzano a lungo i videoterminali, aprendo e chiudendo gli occhi un po’ di volte per stimolare la lacrimazione;
– Curare l’alimentazione evitando i cibi che possono infiammare l’intestino ed alterarne il Microbiota intestinale, cioè l’insieme dei microrganismi ‘buoni’ che sintetizzano vitamine ed ostacolano l’attacco dei patogeni;
– Bere molta acqua per mantenere il corpo e gli occhi ben idratati;
– Indossare occhiali da sole quando ci si trova all’aria aperta per proteggersi dalla luce e dal vento;
– Valutare sempre con il proprio medico di base gli effetti collaterali a cui si può incorrere quando si inizia una terapia.











