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Allarme “drinkoressia”: bere litri di alcolici per saziarsi

Bere senza mangiare per ottenere la snellezza ad ogni costo. Appare sempre più difficile fare i genitori o i nonni nella complessità della società che cambia e presenta ai giovani (in questo caso alle giovani) dei miti e dei parametri cui guardano, senza avvedersi che possono avere risvolti tragici.

Come la “drinkoressia”, l’uso cioè smodato da parte di giovani ragazze aspiranti belle a tutti i costi, o addirittura modelle o miss, dell’alcol. Berne a dismisura, ogni giorno, per sentirsi sazie e quindi non avere necessità di toccare cibo. Non si mangia, non si ingrassa ma si rischia la vita.

A lanciare un allarme molto serio è uno dei più prestigiosi epatologi italiani, il professor Gianni Testino, direttore di Alcologia presso l’ospedale San Martino di Genova, Vice Presidente della Nazionale Società Italiana di Alcologia e referente del Centro che collabora con l’Organizzazione Mondiale della Sanità sui meccanismi di cancerogenesi da alcol.

“Dati recenti in corso di pubblicazione Annals of Oncology – dice Testino, a proposito di quest’ultimo fatto – dimostrano come dosaggi anche inferiori a 12 grammi al giorno favoriscono il cancro del faringe, esofago e mammella. Circa il 10 per cento dei cancri maschili è da mettere in relazione all’alcol”.

Mentre a proposito del bere per non mangiare informa che, proprio di recente, ha dovuto intervenire su due casi arrivati al suo reparto, ma, assicura, “se ne sono registrati anche altri in Italia”. E, citando Benedetto XVI, il medico sottolinea come si debba intervenire su casi del genere educando: “Come ha detto il Santo Padre – afferma Testino – prima di risanare il debito economico dobbiamo risanare quello educativo”.

Da qui la riflessione che chi è padre o nonno debba controllare figli e nipoti per evitare drammatici abbagli o modelli sbagliati. Il bere è certamente uno di questi: “terzo fattore di rischio per morte e disabilita”, ammonisce il direttore di Alcologia, ricordando che nell’Eurozona si spendono oltre 450 miliardi di euro per i danni da alcol, mentre nel nostro Paese, nel 2011, per i danni causati da questo è stato speso il 4 per cento del Pil.

E Gianni Testino fornisce altri dati agghiaccianti: 19 mila i morti per alcol con una sottostima del 25 per cento, 90 mila i ricoveri ospedalieri (50% per cirrosi epatica, con alcol seconda causa di trapianto di fegato). “In Italia – conclude – ci sono un milione e mezzo di alcoldipendenti”. Ed ancora un monito ai genitori: “un caso su cinque di coma etilico riguarda ragazzi al di sotto dei 14 anni, mentre il fegato dei minori di 16 anni non è in grado di sopportare alcolici”.

Dino Frambati

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