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Alla scoperta delle antiche vestigia dei Faraoni Neri

Misterioso e selvaggio, il Sudan offre innumerevoli luoghi di straordinario interesse archeologico e splendidi paesaggi, ancora poco conosciuti. In questa terra antica, la cultura africana e quella araba si incontrano e lungo la valle del fiume Nilo, che fiero attraversa il deserto del Sahara, la civiltà egizia e quella meroitica hanno scritto superbe pagine di storia. Sapevi che ci sono più piramidi in Sudan che in Egitto!?

Il viaggio nell’antico regno dei Faraoni Neri conduce in un tempo sospeso, attraverso piramidi, templi e basiliche che affiorano dal deserto, e regala qualcosa di veramente raro: emozioni mai provate prima. Dinnanzi alle rovine di antiche città e necropoli ti senti un esploratore dell’800.

Ma chi erano i Faraoni Neri? Un regno che passa nella totale indifferenza dei manuali scolastici, e che raramente compare nei libri di archeologia. Il motivo non lo so, forse perché nei libri di storia si parla sempre dei vincitori e mai dei vinti, ma c’è stato un tempo in cui la XXV dinastia, i Faraoni Neri, hanno spinto la loro conquista territoriale fino a Tebe (in Egitto), incoronando Kashta re delle due terre, l’Alta e la Bassa Nubia.

La Nubia sudanese attualmente custodisce molteplici vestigia della misteriosa civiltà faraonica; i principali resti si trovano a Napata (UNESCO), antica capitale che copre un’area molto estesa e si contraddistingue per l’ottimo stato di conservazione dei suoi resti, difficilmente immaginabile per un Paese come il Sudan.

 

Jebel Barkal, la montagna pura
Un rilievo che giace su una delle larghe anse del Nilo, a ridosso della quarta cateratta. Rappresenta storicamente il limite massimo della penetrazione egizia verso il sud, nel territorio della Nubia. Intorno al 1450 a.C. il Faraone egiziano Thutmose III qui fondò la città di Napata che, circa 300 anni dopo, divenne captale del Regno indipendente dei Faraoni Neri.

 

Nuri, un luogo incredibile, tra i più suggestivi del Sudan

La necropoli imperiale di Nuri, visitata in totale solitudine, è un’enorme distesa di grandi piramidi, la quale ospita il Black Pharaoh più celebre: Taharqa. Nonostante esse siano del periodo di Napata (fra il VIII e il VII secolo a.C.), sono state costruite con metodi in uso nell’Antico Regno. Si può quindi parlare di questo sito come di un esempio di “Rinascimento egizio”. Quando dovettero affermare e rinforzare il proprio potere, i Faraoni Neri tornarono a costruire in forme classiche, allo stesso modo in cui Napoleone eresse edifici con le forme dei templi romani, per richiamare la grandezza dell’Impero.

 

I dipinti di El Kurru, una sorpresa sotteranea
Nella necropoli di El Kurru sono sepolti tutti i Faraoni Neri, tra cui Piankhy e i suoi amati cavalli, ad eccezione del faraone più conosciuto, Taharqa (690-664 a.C.). Qui è possibile visitare le tombe scavate nella roccia sotto le piramidi, e totalmente decorate con immagini dei faraoni e degli dei, e iscrizioni geroglifiche multicolori.

 

Sudan, la nuova frontiera del turismo culturale.

Valentina Rubbi

Per ulteriori informazioni: https://www.shiruqviaggi.com/sudan/

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