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Albania, la meraviglia di un pezzo d’Oriente nel cuore d’Europa

oriente albania

L’Oriente è vicino

Una morfologia al contempo inaccessibile e dolce, un popolo agguerrito e fiero ma ospitale, una lunga dominazione ottomana, 40 anni di isolamento comunista, una storia unica e complessa, che molti in Occidente non conoscono, sono responsabili del miscuglio di sconosciuto e famigliare, di architettura unica e di paesaggi naturali incontaminati, che rendono quello in Albania un ‘vero’ viaggio. Con un po’ di consapevolezza, infatti, sarà chiaro che il Paese delle Aquile offre molto di più del suo ormai celebre mare, ovvero cultura, esotismo, arte… In sostanza: la meraviglia di un pezzo di Oriente nel cuore d’Europa.

Un ‘vero viaggio’

Che soggiorniate nella capitale o in uno sperduto paese fra i monti, in un perfetto borgo ottomano o di fronte a un mare turchese, sarà il canto del muezzin a farvi da sveglia. Poi probabilmente sentirete il suono delle campane delle chiese, quelle cattoliche e quelle ortodosse. L’Albania ti sveglia così: ubriacandoti di stimoli. Il sovrapporsi delle religioni solo in parte spiega la storia complessa del paese che fu terra degli Illiri, provincia romana, poi territorio di conquista ottomana – nell’entroterra – e luogo di porti e di scambi, soprattutto con i veneziani e le altre potenze mediterranee – sulla costa.

Città in fermento e ricche di musei come Durazzo, Scutari e Tirana, la capitale moderna, sono il punto di partenza verso paesi di inaspettato splendore dell’entroterra. L’architettura ottomana in Albania è declinata in modi unici e specifici. Così Berat è un presepe di mille finestrelle bianche sovrapposte in mezzo al quale si nascondono capolavori della pittura medievale; a Gjirokaster imponenti case fortezza, con sistemi di approvvigionamento idrico settecenteschi ancora funzionanti incombono sui minareti e sul quadrivio del suk; a Korce invece sono le icone ortodosse del museo, una sorta di Uffizi della pittura bizantina, e le chiese affrescate dei dintorni a lasciare ammutoliti.

Attorno ai paesi e alle città, e in alcuni casi all’interno del perimetro urbano come a Durazzo, si trovano poi siti archeologici greci e romani. Butrinto, Apollonia, Byllis si stagliano su paesaggi naturali selvaggi e ancora poco antropizzati, come mai ci si aspetterebbe nel vecchio continente. L’aspetto naturalistico è un altro dei punti di forza dell’Albania ed è al contempo responsabile di una varietà gastronomica unica e di alto livello.

Caleidoscopio di paesaggi, enciclopedia di sapori

Inoltrandosi nel paese oltre le città e superati i borghi, una natura rigogliosa si impossessa del paesaggio, che diviene montuoso e maestoso. Gli ultimi minareti spuntano oltre le chiome degli alberi e tumultuosi fiumi selvaggi, cascate fragorose, laghi cristallini divengono i protagonisti di un idillio. Nelle montagne l’uomo vive invisibile, in piccoli borghi di pietra e case isolate, oppure ai piedi di ponti ottomani che spuntano d’improvviso come oggetti alieni.

Un’autenticità che ancora vive nella cucina tradizionale, oggetto di un virtuoso recupero in questi ultimi anni che ne ha saputo mettere in evidenza i punti di forza. Tavë, fergese, zgare, paçe, gliko sono i nomi misteriosi di altrettanto uniche preparazioni: stufati di carne, sformati di verdure, genuine grigliate, zuppe, dolcissime conserve di frutta valorizzano le materie prime ancora incredibilmente genuine del paese. Sulla costa invece, il pesce freschissimo viene preparato con semplicità, mentre si sentono le influenze della Grecia e dell’Italia, che fanno sì che si possa mangiare una buona pizza o un piatto di pasta fatto come si deve. Persino il caffè, che nell’entroterra è facile trovare ‘alla turca’, sulla costa è buon espresso all’italiana. D’altronde i rapporti, nel bene e nel male, tra i due paesi sono sempre stati stretti.

Quanti tipi di blu esistono?

Rapporti che continuano oggi anche sul fronte del turismo. Gli italiani hanno imparato ad amare il mare albanese dove centri balneari completamente attrezzati lasciano spazio a calette splendide (Glipe beach). Ovunque riluce un’acqua dai colori inimmaginabili, che regge il confronto non solo con le più note località del Mediterraneo, ma persino coi Caraibi.

Scegliendo bene la stagione sul mare albanese c’è spazio per tutti e per tutti i gusti, da chi cerca la spiaggia isolata e irraggiungibile a chi sogna il resort all-inclusive, da chi vuole le rocce che rendono l’acqua un campionario infinito di blu e azzurri sul mare Ionio, a chi preferisce la sabbia dell’Adriatico per stendervi il lettino.

Un viaggio in Albania è insomma molto di più di quanti ci si aspetti, se ci si fa guidare alla sua scoperta da un popolo accogliente, che non vede l’ora di svelare la bellezza del suo paese.

   

Piero Pasini

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