In Italia la casa continua a essere il luogo in cui le donne corrono il maggior rischio di subire violenze. È quanto emerge dalla quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis–Verisure, presentato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e realizzato con il contributo del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno.
Secondo il report, nel 2024 i casi di maltrattamenti contro familiari e conviventi sono stati quasi 29.000, con un incremento del 14,4% rispetto al 2023. Nell’81% dei casi le vittime sono donne, un dato che conferma la persistenza e la gravità del fenomeno.
Violenze in famiglia e atti persecutori: numeri in aumento
Oltre ai maltrattamenti, l’Osservatorio registra 154 omicidi in ambito familiare o affettivo, il 65% dei quali con vittime femminili. Nel 2024 in 72 casi l’autore è stato il partner o l’ex partner: la percentuale di donne uccise in questo tipo di scenario sale all’86%.
Crescono anche gli atti persecutori: oltre 20.000 episodi di stalking sono stati denunciati nell’ultimo anno, +3,8% sul 2023. Anche qui, le vittime sono prevalentemente donne (74%). Aumentano inoltre le violenze sessuali denunciate, 6.831 nel 2024 (+9,6% sull’anno precedente).
La violenza domestica: un fenomeno sommerso
Il luogo più pericoloso continua a essere la casa. Il 79,4% delle chiamate valide al numero antiviolenza 1522 riguarda episodi avvenuti tra le mura domestiche.
Nel dettaglio:
nel 31,1% dei casi l’autore è il coniuge,
nel 13,5% il convivente,
nel 5,1% un figlio,
nel 4,5% un genitore.
Rapporti affettivi, dipendenza economica e paura di ritorsioni rendono molto difficile chiedere aiuto. Secondo l’Osservatorio, i dati ufficiali rappresentano solo una parte del fenomeno: molti episodi non vengono denunciati.
La risposta dei territori e il ruolo delle aziende
Per contrastare la violenza di genere serve una rete solida che coinvolga istituzioni, associazioni, servizi pubblici e anche imprese private. L’Osservatorio sottolinea come la collaborazione tra diversi attori possa rendere più efficace la capacità di intercettare i segnali di pericolo e supportare le vittime.
Un esempio è il lavoro portato avanti da Verisure in collaborazione con l’associazione Differenza Donna. Dal 2022, l’azienda ha introdotto percorsi di formazione specifica per il personale della Centrale Operativa — circa 340 professionisti — con l’obiettivo di riconoscere le situazioni di rischio e attivare tempestivamente le procedure di emergenza.
Tra il 2023 e luglio 2025, la Centrale ha gestito 38 richieste di aiuto provenienti da donne che hanno utilizzato il pulsante SOS del sistema d’allarme. In ogni caso è stato attivato un protocollo dedicato, con allerta immediata alle Forze dell’Ordine e contatto con la rete di assistenza specializzata, nel pieno rispetto dell’anonimato e della sicurezza della vittima.











