fbpx

ASCOLTA IL NUOVO PODCAST
DI ALTRAETA!

Alice Rohrwacher e “La Chimera”: dal Festival di Cannes al cinema

Alice Rohrwacher e “La Chimera”: dal Festival di Cannes al cinema
La Chimera

LA CHIMERA, IL NUOVO FILM DI ALICE ROHRWACHER

Alla sua quarta regia, Alice Rohrwacher porta sul grande schermo, il 23 novembre, il terzo e ultimo capitolo di una trilogia iniziata nel 2014 con Le meraviglie e proseguita nel 2018 con Lazzaro felice. Questa volta i protagonisti del film sono i tombaroli, un gruppo di trafugatori di reperti etruschi, di cui la regista ha sentito parlare spesso nella sua vita: “Dove sono cresciuta era comune ascoltare storie di ritrovamenti segreti, scavi clandestini e avventure misteriose. Bastava restare al bar fino a notte fonda o fermarsi in un’osteria di campagna per sentire di tal dei tali che con il suo trattore aveva scoperto una tomba villanoviana».

Se Le meraviglie sorprendeva per una delicata, vorace e lirica rappresentazione del mondo rurale che richiamava tanto Fellini quanto De Sica, e Lazzaro felice si presentava come una sorta di leggenda anonima sulla bontà, che richiamava in tutta la sua sincera crudezza Pasolini, questa volta si potrebbe dire che Rohrwacher ambisca più in alto, senza rinunciare a ogni suo dubbio, incertezza e persino errore. Il risultato è un film instabile, vibrante, unico, sfuggente, profondamente originale ed essenzialmente caldo perché riconoscibile, perché abita quel luogo dove le storie finiscono per essere la memoria di tutti.

Nel cast del film, tra gli altri, Josh O’Connor (The Crown e God’s own country), Isabella Rossellini, Carol Duarte, e l’immancabile sorella Alba.

LA LIBERTÁ ARCAICA E POST-MODERNA DI UNA GRANDE REGISTA ITALIANA

Se c’è qualcuno che in questo momento è il perfetto depositario di una tradizione del cinema italiano che ha a che fare con la trasformazione del fango della vita quotidiana in mito, persino in sacro, è Alice Rohrwacher. Il suo cinema è mitico in quanto restituisce alla narrazione il suo significato più denso, addirittura primordiale. In un mondo pieno di storie servite in streaming, la cineasta si impone il compito di dare un senso a qualcosa di elementare come la parola fatta storia, il verbo convertito in azione comune. Ci riferiamo a un cinema che salva dall’anonimato personaggi come Pier Paolo Pasolini regista, Ermanno Olmi o i fratelli Taviani.

Tutti loro, neorealisti (post-neorealisti) a modo loro, si sono proposti di dare dignità al presunto indegno, all’invisibile, e in questo gesto, insieme politico e quasi suicida, hanno fondato un mondo. Alice Rohrwacher, a sua volta, sta costruendo un immaginario sempre più riconoscibile e al contempo sempre più ricco, al quale lo spettatore resta affezionato nel corso degli anni, ma anche sorpreso, stupefatto dalla magica e perturbante immaginazione della regista.

Giuseppe Pipino

L'articolo ti è piaciuto? Condividilo sui social!

Iscriviti alla newsletter

Se ti è piaciuto questo contenuto iscriviti alla Newsletter ed entra a far parte della Community di Altraetà: una volta alla settimana riceverai sulla tua mail una selezione delle migliori notizie sul mondo over 50.

Più letti

Potrebbe interessarti anche

Iscriviti alla newsletter e rimani sempre aggiornato sul mondo over 50

Utente registrato correttamente!

Resetta la tua password

Inserisci il tuo indirizzo email o nome utente. Riceverai un link per creare una nuova password via e-mail.