Il mare, con la sua vastità e il suo fascino misterioso, ha ispirato poeti e poetesse di ogni epoca. Le onde che si infrangono sulla riva, il profumo salmastro dell’aria e l’infinita distesa d’acqua sono una fonte inesauribile di ispirazione. In questo articolo, vi presentiamo cinque poesie che celebrano la meraviglia del mare, da leggere ammirandone la bellezza seduti sugli scogli, o dovunque vogliate, per ritrovare la pace che lo scrosciare delle onde trasmette al nostro cuore.
Il mare è tutto
Il mare è tutto azzurro.
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo di gioia.
E tutto è calmo.
(Sandro Penna)
Maestrale
S’è rifatta la calma
nell’aria: tra gli scogli parlotta la maretta.
Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
a pena svetta.
Una carezza disfiora
la linea del mare e la scompiglia
un attimo, soffio lieve che vi s’infrange e ancora
il cammino ripiglia.
Lameggia nella chiarìa
la vasta distesa, s’increspa, indi si spiana beata
e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
vita turbata.
O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto co’ tuoi raccolti diti
protesi in alto, guarda:
sotto l’azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai: ché tutte le cose pare sia scritto:
“più in là”.
(Eugenio Montale)
Il mare
Ho bisogno del mare perché m’insegna:
non so se imparo musica o coscienza:
non so se è onda sola o essere profondo
o sola roca voce o abbacinante
supposizione di pesci e di navigli.
Il fatto è che anche quando sono addormentato
circolo in qualche modo magnetico
nell’università delle acque.
Non sono solo le conchiglie triturate
come se qualche pianeta tremante
partecipasse lenta morte,
no, dal frammento ricostruisco il giorno,
da una raffica di sale le stalattiti
e da una cucchiaiata il dio immenso.
Ciò che m’insegnò prima lo custodisco! È aria,
vento incessante, acqua e arena.
Sembra poca cosa per l’uomo giovane
che giunse a vivere qui con i suoi incendi,
e tuttavia il battito che saliva
e scendeva al suo abisso,
il freddo dell’azzurro che crepitava,
lo sgretolamento della stella,
il tenero dispiegarsi dell’onda
sperperando neve con schiuma,
il potere quieto, lì, determinato
come un trono di pietra nel profondo,
sostituì il recinto in cui crescevano
ostinata tristezza, oblio accumulato,
e bruscamente cambiò la mia esistenza:
diedi la mia adesione al puro movimento.
(Pablo Neruda)
Mare assoluto
La solidità della terra, monotona,
ci sembra debole illusione.
Vogliamo la grande illusione del mare,
moltiplicata nella sua sequela di pericoli.
Il mare è solo il mare, sprovvisto di legami,
si annulla e si ricompone,
per diventare dopo la pura ombra di se stesso
vinto da se medesimo. È il suo grande esercizio.
Non vuole trascinarmi come i miei avi di un tempo,
né condurmi pian piano,
come i miei padri, dai sereni occhi scuri.
Mi accetta solo convertita nella sua natura:
plastica, fluida, disponibile,
identica a lui, in costante soliloquio,
senza esigenze di principio e fine,
indipendente da terra e cielo.
(Cecília Meireles)
L’onda che si ritira e si allontana
dalla riva
dove alzandosi e crollando
ha fatto la sua uscita
non sapendo delle altre
che la precedevano e che la seguivano
e che erano il suo avanzare e il suo cedere,
ha perduto la superficie e rientrando
nelle acque profonde si è confusa
nel suo proprio corpo
dove prepara attraverso i millenni
la sua prossima identica uscita
il suo prossimo identico crollo.
(Patrizia Cavalli)
Queste poesie ci invitano a contemplare la bellezza e la grandezza del mare, spingendoci a riflettere sulla nostra connessione con esso. Il mare ci offre una via di fuga dalla frenesia della vita quotidiana e ci ricorda la meraviglia del mondo naturale.
Che sia un’ode alla sua immensità o un richiamo per esplorare le sue profondità, il mare continua ad affascinare e ispirare poeti di ogni generazione. Le sue onde ci incantano e ci fanno sentire parte di qualcosa di più grande di noi stessi.
La prossima volta che vi trovate sulla riva del mare, prendetevi un momento per ascoltare il suono delle onde e per ammirare la sua bellezza: è nella magia di un gesto così semplice, di fronte a una bellezza così sconfinata, che possiamo ritrovare la vera meraviglia.











