Il prezzo del gas scende sotto i cinquanta euro per megawattora. Questo non accadeva dal 2021, più precisamente da diciassette mesi a questa parte: periodo di inizio della guerra in Ucraina.
Al mercato finanziario di Amsterdam, neanche una settimana fa, proprio in fase di apertura di seduta il prezzo del gas ha toccato – per l’esattezza – i 49,5 euro al megawattora. Questo significa che il prezioso elemento naturale, con una flessione netta e decisa del 4 per cento, è ritornato ai livelli di metà dicembre 2021. Andando a consultare con maggiore attenzione l’andamento complessivo, il gas, dall’inizio dell’anno ha fatto segnare quotazioni che hanno registrato una flessione sul lungo periodo del 34,7 per cento.
Il fatto che i prezzi siano crollati di oltre l’ottanta per cento rispetto al picco di agosto – in quel periodo i tagli al gas proveniente dalla Russia gonfiarono il prezzo fino alla quota record di 343 euro al megawattora – è sicuramente un’ottima notizia, soprattutto per il portafoglio degli italiani che, finalmente, può tornare a respirare dopo le sofferenze derivanti dalla guerra in Ucraina.
Ma quali sono i motivi e soprattutto le cause che spiegano un calo così drastico del prezzo del gas?
Sicuramente in tutta Europa i cambiamenti climatici stanno svolgendo un ruolo chiave e determinante: le temperature più miti contrastano la crescita del prezzo del gas, facendo ridurre il consumo di energia all’interno delle abitazioni private. Inoltre, gli accordi con gli stati del Nord Africa – vedi l’Algeria – e i forti afflussi di gas naturale liquefatto e stoccato proveniente dagli Stati Uniti stanno, senza dubbio, tirando verso il basso i costi.
La crisi energetica in Europa sta, dunque, volgendo al termine? Secondo molti esperti sì. Tuttavia, gli analisti si aspettano comunque un possibile aumento del prezzo. Questo potrebbe accadere alla fine del prossimo autunno o, ancora peggio, con un eventuale prolungamento dell’inverno tutt’ora in corso. Il timore dei mercati è giustificato dalle minacce russe di interruzione dell’approvvigionamento. Anche l’approdo della Cina sta portando qualche terremoto tra le borse mondiali. La concorrenza con l’Asia per il gas liquido naturale potrebbe portare un reale rischio di rialzo al mercato di Amsterdam.
Al momento lo stoccaggio sta garantendo all’Europa quella tranquillità e quella che serenità necessaria a mantenere basso il costo di questa fondamentale materia prima.











