Anche in tempi di Body Positive, di tendenze che esaltano look più minimal, di inni a riscoprire la versione migliore di sé stessi, la medicina estetica non rallenta.
Da un’indagine di MioDottore, piattaforma leader nella prenotazione online di visite mediche, emerge un peggioramento della percezione corporea a seguito della pandemia e un’apertura degli italiani verso la medicina estetica.
Per commentare le evidenze emerse dalla ricerca e discutere dei trend attuali e futuri del settore, la piattaforma ha coinvolto una delle sue esperte: la Dottoressa Stefania Folloni, medico estetico di MioDottore.
Viso e collo a prova di video-call, grazie a botulino e filler
La pandemia e lo smart working hanno incrementato l’attenzione degli italiani verso il proprio aspetto fisico, soprattutto viso e collo, i protagonisti delle video-call che popolano la vita lavorativa moderna. Il risultato? Gli abitanti del Bel Paese hanno ora una visione più critica della propria immagine corporea. Nello specifico, oltre 1 italiano su 4 (27%) considera peggiorato il rapporto con il proprio aspetto se paragonato al pre-pandemia, spesso perché è diminuito il tempo da dedicare alla cura del corpo o per via di un maggiore stress generalizzato, che ha impattato negativamente sulla percezione fisica.
Tra le parti meno apprezzate, 2 su 5 (42%) indicano il volto, con particolare attenzione alla pelle del viso, agli occhi o alle palpebre e alle labbra. Non sorprende dunque che si sia registrato un aumento della richiesta di interventi correttivi a prova di video-call, come afferma la specialista di MioDottore: “Le richieste da inizio pandemia a ora sono velocemente aumentate rispetto agli anni precedenti. La tossina botulinica e il filler labbra o lungo zona periorale vanno per la maggiore, ma c’è anche una crescente attenzione alla texture della cute e dunque il ricorso a una cosmesi (o cosmeceutica) personalizzata”.
Non più una prerogativa esclusivamente femminile, la bellezza del viso è ora a cuore anche al sesso maschile, ma le motivazioni sono diverse: se gli uomini sono più concreti, nelle donne subentra l’emotività. Commenta a tal proposito la dottoressa Folloni: “Gli uomini si focalizzano maggiormente sulla zona mandibolare, desiderandola più definita, e su interventi indirizzati al cuoio capelluto. Si potrebbe dire che l’approccio maschile alla bellezza sia più pratico e guidato dalla volontà di migliorare alcune aree ben specifiche per apparire più virili”.
La medicina estetica di domani tra trattamenti innovativi e Body Positive
Ad avvicinare lo Stivale ai ritocchini c’è anche una pianificata lotta al passare degli anni, tanto che il 30% afferma che prevenire l’invecchiamento sia la motivazione che li ha portati, o potrebbe portarli, nello studio del medico estetico. Quello che si denota è però un approccio sempre meno invasivo o trasformativo, a favore della promozione a 360° del benessere che non nasconde del tutto i segni del tempo.
“La tendenza è quella di avvicinarsi a una medicina estetica sempre più etica, sostenibile e naturale. In tal senso, si stanno diffondendo sempre più trattamenti come il PRP (plasma ricco di piastrine) e l’innovativa TAR (terapia autologa rigenerativa): che usano elementi già presenti nel corpo per ottenere una rigenerazione cellulare”, spiega la dottoressa.
Il risultato di questo tipo di trattamenti non è da cercarsi in un effetto istantaneo, ma nella loro capacità di avviare un processo di miglioramento della consistenza e del tono della cute, mantenendo i tessuti più giovani ed elastici in maniera naturale e progressiva. “Il movimento ‘Body positive’ è stato fondamentale per diffondere un’idea di bellezza naturale, senza tutti quegli interventi che stravolgono totalmente la persona. La ricerca della naturalezza non deve coincidere con uno sguardo accusatorio verso la medicina estetica; similmente, scegliere questo tipo di trattamenti non significa non accettare il proprio corpo. La naturalezza contempla anche la diversità e quindi il non giudizio verso coloro che vogliono vedersi più coerenti all’immagine ideale di sé stessi mediante l’utilizzo di piccoli interventi medicali”, conclude l’esperta.











