Che cos’è la sclerosi multipla (SM)?
La sclerosi multipla, nota anche con l’acronimo SM, è una malattia neuro-degenerativa cronica che colpisce il sistema nervoso centrale, interessando dunque parti come il cervello, i nervi ottici e il midollo spinale.
L’insorgenza della malattia è causato da alcune lesioni legate al processo di demielinizzazione che comporta una serie di conseguenze più o meno serie e che debilitano la persona colpita dalla suddetta patologia.
Rientra tra le malattie definite autoimmuni, dal momento che è caratterizzata da una risposta errata da parte del sistema immunitario, il quale mostra la tendenza ad aggredire le componenti del sistema nervoso centrale, percepite erroneamente come agenti estranei. Il suo processo infiammatorio danneggia la mielina che riveste le fibre nervose presenti nel cervello, ma può allo stesso modo danneggiare le fibre stesse.
Si tratta di una malattia cronica, in quanto, almeno per il momento, non esiste alcuna cura definitiva che possa debellare la malattia o farla guarire del tutto. Tuttavia, le attuali terapie in circolazione permettono di rallentare la sua evoluzione, consentendo uno stile di vita pressoché naturale a chiunque sia affetto da tale sindrome.
La sua incidenza interessa in particolar modo soggetti di età compresa tra i 25 e i 50 anni, ma può succedere che l’esordio della patologia sia tardivo e che interessi dunque soggetti oltre il cinquantesimo anno di età. In generale sono circa 2,8 milioni i pazienti affetti da sclerosi multipla, in Italia circa 130 mila. Vediamo dunque insieme quali sono i rischi, le percentuali, cause e sintomi, prevenzione e cure.
Insorgenza della Sclerosi multipla dopo i 50 anni
Nonostante le statistiche e le varie ricerche sul campo abbiano dimostrato come la maggiore incidenza riguardi soggetti in età medio-adulta, la sclerosi multipla può, in alcuni casi, interessare sia pazienti pediatrici che anche ultra cinquantenni. In particolar modo, gli studi sulla malattia a esordio tardivo sono ancora poco frequenti, a causa della ridotta incidenza che questa ha nei soggetti in età avanzata.
Da alcune ricerche è emerso che il tasso di persone a cui viene diagnostico tale disturbo in fase tardiva si aggira intorno al 10-20% rispetto al totale.
La sclerosi multipla dopo i 50 anni, quindi a esordio tardivo, soprannominata anche LOMS dall’acronimo inglese Late-Onset Multiple Sclerosis, è come detto poc’anzi poco conosciuta e diffusa, ma negli ultimi anni, complice anche l’aumento dell’aspettativa di vita, sta interessando sempre un maggior numero di persone, tanto da rappresentare uno dei principali punti di sviluppo di cui i medici e gli esperti si stanno occupando.
Quali sono le differenze tra la SM classica e la LOMS?
Sebbene si tratti della stessa patologia autoimmune, l’insorgenza in età tardiva sembra comporti una differenziazione in merito ai sintomi e alle principali caratteristiche cui spesso è legata la malattia.
Innanzitutto, la sclerosi multipla tradizionale, secondo studi medici e ricerche scientifiche, ha una maggiore incidenza sul sesso femminile in un rapporto pari a 3:1, tuttavia, per quel che riguarda la LOMS, tale dato sembra non essere ugualmente valido dal momento che l’insorgenza della patologia colpisce più o meno ambo i sessi nella stessa proporzione.
Una diagnosi tardiva di sclerosi multipla, inoltre, determina solitamente una forma più aggressiva di patologia demielinizzante e una più alta probabilità di sviluppare forme primarie o secondarie progressive del disturbo, invece che forme di tipo recidivante-remittente.
Un’altra delle principali caratteristiche della LOMS è un’iniziale interessamento dei disturbi locomotori, che normalmente ha uno sviluppo più lento e graduale e non rappresenta uno tra i primi sintomi, ma che in età tardiva tende ad apparire particolarmente presto.
I problemi della diagnosi della sclerosi multipla dopo i 50 anni
Dal momento che i dati sulla LOMS sono minori rispetto alla patologia che colpisce in età giovanile, spesso la sua diagnosi trova una più difficile attuazione, in quanto il neurologo, davanti a un paziente anziano, rischierà di confondere più facilmente i sintomi iniziali della malattia con altri disturbi, spesso più legati e frequenti all’età del paziente interessato.
Non è inusuale infatti che si verifichino ritardi della diagnosi, in quanto un paziente in età avanzata potrebbe mostrare un quadro leuco-encefalopatico micro-ischemico, difficile da distinguere da uno causato dalla malattia.
Tuttavia, una serie di controlli approfonditi permetteranno di diagnosticare il disturbo allo stesso modo di quella a insorgenza tradizionale, così da poter intervenire subito con le principali cure, in modo da rallentare l’avanzamento della patologia e limitarne i sintomi. Tendenzialmente, la sua diagnosi avviene in seguito a esame neurologico, ed esami specifici strumentali e biologici, fondamentale per escludere altre patologie e avere dunque la certezza della diagnosi di SM o di LOMS.
Sintomi della sclerosi multipla a insorgenza tardiva
Quello che è stato notato nei pazienti affetti da LOMS, ma non ancora confermato, è un più veloce passaggio tra i vari gradini della scala di disabilità EDSS.
Sicuramente, il tempo di passaggio tra i diversi valori dell’appena citata EDSS sono minori nei pazienti cui la patologia insorge in età avanzata, rispetto a quelli che invece impiegano molti anni nel passaggio da uno stadio a un altro. Tuttavia, al di là di un iniziale interessamento di disturbi locomotori, i sintomi della LOMS non sembrano differirsi molto da quelli della più comune sclerosi multipla, interessando disturbi cognitivi, disturbi tronco-encefalici, celebrali, sfinterici e sensitivi.
La forma tardiva di sclerosi multipla presente una ridotta fase dell’infiammazione acuta, tuttavia i pazienti in età superiore ai cinquanta anni presentano un’evoluzione del danneggiamento neurologico più rapida, in confronto alle forme che colpiscono i giovani.
Ad ogni modo i sintomi iniziali della malattia possono avere a che fare con una sensazione di stanchezza, fatica e debolezza. Si tratta di episodi che possono essere così intensi da limitare le normali funzioni quotidiane del soggetto interessato, ma che comunque si verificano a cadenza ciclica. Altri campanelli d’allarme possono interessare una sensazione di intorpidimento alle estremità del corpo (vale a dire negli arti) e al viso, presenti anche disturbi alla vista, accompagnati spesso da una visione offuscata e da dolore agli occhi. Per i pazienti di sesso maschile è possibile che si verifichino anche sintomi di natura sessuale con disfunzione erettile ed eiaculazione precoce, mentre più in generale possono comparire anche spasticità, rigidità muscolare, formicolii e tremori.
Da non sottovalutare anche disturbi del linguaggio e della coordinazione, depressione, disturbi vescicali e intestinali e parossistici, ossia sintomi improvvisi che hanno la tendenza a risolversi spontaneamente, tra i quali si riportano ad esempio il segno di Lhermitte (una sensazione di scarica elettrica lungo tutta la colonna vertebrale) e spasmi.
Cause della sclerosi multipla e della sclerosi multipla tardiva
Dal momento che gli studi sulla sclerosi multipla a insorgenza tardiva, come scritto in precedenza, non sono ancora molti, le cause e i motivi della sua apparizione non sono ancora chiarissime, ma da alcune ricerche non sembrerebbero essere molto diversi da quelli a insorgenza tradizionale.
Più in generale, le cause sono ancora pressoché incerte e attuali indagini medico-scientifiche si stanno concentrando sulla sua natura immunitaria, genetica ed epidemiologica. Trattandosi di una patologia multifattoriale, le sue cause possono essere molteplici e interessare diversi aspetti e componenti della vita del paziente.
Nonostante alcuni studi abbiano dimostrato come la sclerosi multipla non sia una malattia ereditaria e che non sia geneticamente trasmissibile, ricerche hanno acclarato una maggiore incidenza all’interno della stessa famiglia.
Anche l’ambiente sembra rappresentare una causa da tenere sott’occhio, dal momento che in alcune aree del mondo, la comparsa della malattia ha una maggiore percentuale rispetto ad altre, in particolar modo in quei posti con una minore esposizione al sole e di conseguenza con un più basso apporto di vitamina D. I paesi più colpiti sono infatti quelli più distanti dall’equatore e con un clima temperato, tra le quali si ritrovano la Nuova Zelanda, il Nord Europa, gli Stati Uniti e l’Australia del Sud.
Altre cause importanti possono avere a che fare con infezioni a seguito di esposizione a virus e batteri e a cause di natura immunologica.
Quest’ultima è oggi a centro delle principali ricerche sulla malattia, dal momento che non si conosce ancora il corretto antigene che porti allo sviluppo del disturbo autoimmune, inducendo le cellule ad attaccare il proprio sistema nervoso centrale.
Più recentemente, alcuni studi hanno dimostrato come anche il fumo possa determinare un aumento del rischio di contrarre la sclerosi multipla.
Le forme della Sclerosi Multipla
Esistono poi diverse forme dello sviluppo della sclerosi multipla. Quelle che maggiormente interessano i pazienti affetti da malattia a insorgenza tardiva sono essenzialmente la SM primariamente progressiva e quella secondariamente progressiva.
Quest’ultima porta l’evoluzione del disturbo a una disabilità persistente, mentre l’altra è caratterizzata da un più rapido deterioramento delle funzioni neurologiche. Entrambe possono essere distinte da attive (quando si ha la presenza di particolari ricadute con sintomi più o meno gravi) o non attive.
Altre forme di sclerosi multipla comunque presenti sono la recidivante-remittente, la quale rappresenta la forma più comune della malattia che colpisce circa l’85% del totale dei pazienti a cui viene diagnostico tale disturbo. Questa interessa principalmente episodi acuti del morbo intervallati da periodi di stabilità e benessere, inoltre anche in questo caso si ha una distinzione tra forma attiva e non attiva. Infine esiste anche la sindrome radiologicamente isolata, molto più rara e meno conosciuta che si riferisce in particolar modo a casi specifici che presentano anomalie alle risonanze magnetiche del midollo spinale e del cervello, riconducibili con le lesioni della sclerosi multipla.
Terapie e cure per la SM a insorgenza tardiva
Al momento, purtroppo, non esiste alcuna cura che consenta di guarire definitivamente dalla sclerosi multipla, né a insorgenza tradizionale, né tardiva.
Tuttavia, grazie al lavoro di ricercatori, medici e scienziati, proprio negli ultimi anni si sono sviluppati e diffusi dei farmaci, i cosiddetti modificanti, che permettono di rallentare il naturale corso della malattia, prevenire importanti ricadute e garantire uno stile di vita migliore a chiunque soffri di questa patologia.
La ricerca scientifica è ancora nel pieno dei suoi studi per cercare una soluzione definitiva a tale sindrome.
Va detto però che nel caso della LOMS, ossia della sclerosi multipla a insorgenza tardiva, le terapie attualmente utilizzate hanno dimostrato una più bassa efficacia.
Spesso, data la minore percentuale di pazienti ultracinquantenni, i casi di LOMS vengono esclusi dai test clinici.
Inoltre, i farmaci immuno-soppressori e immuno-modulanti, utilizzati nella terapia contro la SM, registrano un minore effetto con l’aumentare dell’età. Proprio per questo motivo, quando un medico si trova davanti a un caso di LOMS deve adottare una più attenta valutazione in merito alla cura da attuare. Ciò che è da valutare, nel rapporto rischio-beneficio è proprio la ridotta risposta ai trattamenti, anche quelli più potenti, se somministrati in età avanzata. Il neurologo ha ovviamente il compito di informare il paziente affetto da LOMS delle attuali problematiche e di come le terapie possano avere un minore impatto sulla sua patologia e insieme trovare la soluzione migliore per le personali esigenze.
La condizione del paziente ultracinquantenne è quella di un soggetto altamente delicato, e in quanto tale va tutelato e protetto in maniera più costante e presente rispetto ai giovani affetti da sclerosi multipla.
Attualmente i principali farmaci adottati sono l’Interferone beta 1-a e 1-b, il Teriflunomide e la Cladribina.
Ovviamente si tratta di terapie da iniziare soltanto con la supervisione del medico specialista e che quindi necessitano di una prescrizione. Inoltre non sono esenti da eventuali effetti collaterali, anche molto importanti, proprio per questo motivo spesso la terapia viene modificata in base alle personali esigenze del paziente e accompagnata da altre medicine che possano lenire alcune reazioni.
Ultimamente sono attualmente in campo altre terapie sperimentali per la ricerca di farmaci efficaci e con ridotti effetti collaterali, specifici per le varie forme della malattia e che permettano di migliorare la qualità della vita dei pazienti. Alcune ricerche moderne coinvolgono l’utilizzo delle cellule staminali, così come della cannabis terapeutica e della vitamina D.
Ovviamente, dal momento che non esiste alcuna cura definitiva, non è possibile prevenire la comparsa della malattia in età tardiva o giovanile. Tuttavia, per quel che riguarda i fattori ambientali è stato dimostrato come, abitanti di paesi più a rischio che si trasferiscono nei luoghi di minor incidenza entro i quindici anni d’età, registrano la stessa percentuale di possibilità di contrarre la SM della popolazione autoctona più protetta.
Convivere con la sclerosi multipla dopo i 50 anni
Oggi, grazie ai grandi passi in avanti della scienza e della medicina, la prospettiva di vita media per i pazienti affetti da sclerosi multipla tradizionale o tardiva è sensibilmente aumentata, raggiungendo livelli quasi standard.
Si può assolutamente convivere con la malattia, rispettando tuttavia le cure prescritte dal medico e facendo particolare attenzioni a eventuali ricadute e sintomi acuti che possano richiedere un cambio di terapia e un tempestivo intervento da parte dei medici specializzati nel settore. È sicuramente opportuno accompagnare la cura medica con un percorso di riabilitazione motoria, attraverso fisioterapisti, posturologi e altri specialisti. È stato dimostrato infatti, da studi scientifici, come un’attività motoria controllata da esperti possa ridurre l’impatto locomotore della malattia e rallentare il decadimento motorio.
Inoltre, è comunque consigliabile anche un percorso e un supporto di tipo psicologico che possa aiutare i pazienti ad accettare la malattia e a imparare a conviverci.
Sono tante le realtà che si occupano oggi di ricerca e di supporto per i pazienti affetti da sclerosi multipla. Ogni anno diverse organizzazioni nazionali e private si organizzano per raccogliere fondi destinati alla ricerca per una cura definitiva e per farmaci migliori. Inoltre, questi stessi enti garantiscono nella maggior parte dei casi un supporto per i pazienti, con servizi di accompagnamento, di consegna a domicilio di farmaci e generi alimentari e di sostegno morale.
La sclerosi multipla è una malattia purtroppo ancora attualmente molto diffusa, ma non bisogna pensare che questa possa stravolgere l’intera esistenza dell’individuo alla quale viene diagnosticata. È importante dunque adottare un approccio positivo e farsi aiutare da chi di competenza per cercare di rallentare la sua evoluzione e conviverci più o meno pacificamente.
La ricerca è in continua evoluzione e le aspettative di vita mostrano la tendenza ad aumentare sensibilmente anche a ogni piccolo passo in più fatto dalla medicina. Si può convivere con la malattia, condurre una vita quasi del tutto normale facendo comunque attenzione a non affaticarsi troppo, ad ascoltare i sintomi del proprio corpo e riposarsi quando questo lo richiede e a rispettare tutti i consigli, i consulti e le terapie mediche prescritte appositamente per le proprie personali esigenze.











