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Come cambia la sanità integrativa

Come cambia la sanità integrativa
La tavola rotonda di Exposanità sui servizi per la terza età

Ammontano a oltre 98 miliardi di euro le risorse che gli italiani, nel 2019, hanno speso per integrare le prestazioni pubbliche per pensioni, sanità e assistenza. Il dato emerge dall’Ottavo Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano, curato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali.

Di quei 98 miliardi, quasi la metà riguarda spese per cure e assistenza sanitaria in forma diretta e intermediata. Altri 33,98 miliardi sono destinati alla non autosufficienza, tra assistenza domiciliare o residenziale, mentre 16,1 miliardi sono impiegati per la costruzione di forme pensionistiche integrative e i rimanenti 3,242 per protezioni assicurative individuali.

L’impatto del Covid sulla sanità integrativa

Molti attori della sanità integrativa, dopo una prima fase di disorientamento, hanno fornito una prima risposta all’emergenza pandemica a favore dei propri iscritti. Nella maggior parte dei casi si è trattato di coperture specifiche: indennità per ricovero e per isolamento domiciliare, contributi per servizi assistenziali e post ricovero, rimborso per prestazioni mediche, diagnostiche e infermieristiche a domicilio, prodotti assicurativi creati ad hoc e attivazione di servizi di teleconsulto medico.

Si tratta di misure di sostegno principalmente ex-post, che lasciano ancora ampi spazi aperti in termini di servizi e prestazioni offerte e nell’ottica di una sempre maggiore integrazione tra pubblico e privato.

Il Covid ha fatto emergere la necessità di potenziare il ruolo della sanità integrativa e dei suoi strumenti innovativi: la telemedicina, nuovi device di monitoraggio, l’assistenza domiciliare per diminuire le ospedalizzazioni. Il rafforzamento della sanità integrativa non può però prescindere da una chiara regolamentazione del sistema e da convenzioni funzionali in termini di servizi collettivi e riassicurazioni, soprattutto alla luce degli effetti dell’invecchiamento della popolazione e delle debolezze nell’attuale gestione dei silver.

I numeri del settore

In base agli ultimi dati disponibili relativi al panorama della sanità integrativa in Italia (fonte ministero della Salute), risultano attivi 311 fondi nel 2018, di cui 302 enti, Casse e società di mutuo soccorso e 9 istituiti (conosciuti come fondi di tipo A, esclusivamente integrativi del Ssn). In totale gli iscritti sono oltre 10,6 milioni. Rispetto al totale, 7,755 milioni sono lavoratori, 2,16 milioni sono familiari di lavoratori e 743.120 sono pensionati e familiari.

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