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Una soluzione contro la cistite da luna di miele

Una soluzione contro la cistite da luna di miele
cistite da luna di miele

Un disturbo che può interessare, una tantum, tutte le donne, ma in particolare ne soffrono maggiormente quelle che assumono anticoncezionali ormonali a basso dosaggio e le donne in peri e post-menopausa a causa dell’assottigliamento delle mucose uro-genitali dovute ai bassi livelli di estrogeni. Stiamo parlando della cistite post-coitale (definita in passato cistite da luna di miele), un’irritazione vescicale e uretrale che si verifica entro 24-48 ore dal rapporto sessuale, legata non tanto a infezioni batteriche quanto al traumatismo indotto dal rapporto stesso.

Cause della cistite da luna di miele

Come già anticipato tale tipo di disturbo è di natura traumatica, ma anche in questo caso i batteri finiscono per giocare un ruolo cruciale nella diffusione di quella che sarà una vera e propria infiammazione.

Ma partiamo dall’origine. La semplice mancanza di adeguata lubrificazione – e in certi casi anche una certa dose di tensione fisica con conseguente irrigidimento delle muscolatura della parete vaginale – fa sì che la frizione che interessa il pavimento pelvico causata dall’ingresso di corpi esterni nella vulva possa causare delle micro lesioni interne.

Tali lesioni di per sé non solo dolorose ma, una volta che microbi e patogeni vi attecchiscono, diventano delle vere e proprie vie di risalita: così facendo l’infezione passa dalla vulva fino all’uretra e da ultimo alla vescica. Il che di per sé giustifica quello stacco temporale che passa tra il rapporto sessuale e il verificarsi dei sintomi tipicamente associati alla cistite: ci vogliono dalle 24 alle 72 ore perché avvenga il processo di transizione appena descritto.

Altre volte i micro-traumi alla mucosa vulvo-vaginale sono provocati da reazioni di avversione al lattice di cui sono composti i preservativi o addirittura allo sperma del partner; in questi casi inquadrare con precisione l’origine del fastidio diviene cruciale, al fine di orientare di volta in volta la scelta tra i rimedi disponibili – anche fai da te – più adeguati alle circostanze del caso concreto.

Sintomi della cistite da luna di miele

La sintomatologia associata a questa forma di infezione non è dissimile a quella comunemente ricondotta alle forme di cistite “tradizionale”.

Più comunemente gli elementi spia del disturbo consistono in bruciore più o meno intenso mentre si fa la pipì, associato a stimolo di minzione frequente e sensazione di prurito alla zona genitale. A ciò si aggiungono altre manifestazioni come urina torbida e/o che presenta tracce di sangue al suo interno, debolezza e spossatezza, più raramente febbre e nausea.

Se ad essi si accompagna anche un acuto dolore nella zona lombare può significare che l’infezione si sta estendendo fino ai reni.

Come curare e prevenire la cistite da luna di miele

Va da sé che un disturbo di questo tipo risulta fortemente invalidante, in quanto capace di incidere direttamente sulla qualità della vita sessuale delle donne che ne sono affette, e di conseguenza impattare negativamente anche sulle relazioni sentimentali eventualmente intrattenute. Ragion per cui negli ultimi decenni è aumentata drasticamente l’attenzione che molti specialisti del settore riservano a questa ed analoghe patologie, finendo per teorizzare e sperimentare, tra l’altro, diverse soluzioni al disturbo.

In tal senso vale la pena prima di tutto soffermarsi sulle tecniche di prevenzione fino ad ora efficacemente riscontrate; non si tratta che di buone pratiche da riproporre contestualmente e nella fase immediatamente precedente al rapporto, ma che in certi casi è consigliabile estendere anche al di fuori della sfera prettamente sessuale.

Prima di tutto la lubrificazione assume una rilevanza cruciale: per questo motivo vale la pena allungare il periodo di tempo dedicato alla fase dei preliminari, in modo che aumentino eccitazione e desiderio e con essi anche le rispettive manifestazione corporee. Se ciò non dovesse bastare è sempre possibile fare ricorso all’uso di lubrificanti, facendo molta attenzione alla loro composizione. Quelli a base acquosa sono di norma i meno impattanti e quindi compatibili con le più disparate esigenze e caratteristiche fisiche, se la mucosa interna risulta già compromessa in partenza è il caso di optare per un prodotto a composizione di D-mannosio capace di prevenire l’infezione già durante l’atto.

Altrettanto utile appare senza dubbio agire miratamente per aumentare lo stato di rilassamento che interessa la parete pelvica. Oltre a tecniche di rilassamento psico-fisiche più note come la respirazione, esistono decine e decine di esercizi finalizzate alla specifica sollecitazione dei muscoli interessati che sono in grado – quando ripetuti nel tempo – di aumentarne il grado di benessere generale ad essi associato.

Bere molta acqua non è il solito consiglio da prendere sotto gamba quando si verificano episodi di questo tipo. La minzione è la prima azione coinvolta nella lotta alle infezioni che coinvolgono il tratto urinario e per certi versi anche la più importante. Attraverso un apporto costante di acqua si favorisce infatti il transito del tratto urinario, così da favorire in più momenti l’eliminazione dei batteri eventualmente presenti nella zona.

Quindi fare pipì va sempre bene, meglio se immediatamente dopo la penetrazione stessa.

D’altra parte è bene tenere a mente che disturbi di questo tipo tendono paradossalmente ad aggravarsi di fronte ad un’igiene intima eccessivamente invasiva. Per questo motivo è sempre consigliabile limitare il numero di bidet quotidiani, da effettuarsi con acqua esclusivamente tiepida a temperatura ambiente e mediante il ricorso a detergenti dal ph neutro, oppure optando per prodotti 100% naturali privi di componenti chimiche.

In generale i prodotti trattati che vanno a diretto contatto con la vagina sono da abolire per quanto più possibile: assorbenti pressati, sia interni che esterni, intimo sintetico non traspirante, addirittura i preservativi in lattice, materiale al quale è sempre preferibile sostituire le alternative in poliuretano disponibili in commercio.

Da ultimo anche l’assunzione di terapie specifiche possono prevenire l’insorgenza di sintomi da cistite batterica o allevarli quando già comparsi. I prodotti a base di mirtillo rosso concentrato sono spesso impiegati in questi casi, e ciò si deve alla concentrazione acida del relativo frutto, capace di svolgere una profonda azione antibatterica lungo il tratto urinario.

Totalmente naturale e quindi privo di controindicazioni è anche l’olio naturale di mandorla dolce, che grazie alla sua funzione lenitiva sulla pelle si presta ad essere applicato all’esterno della vulva al fine di prevenirne l’irritazione delle mucose.

Nei casi di sintomi cronici è possibile anche ricorrere a terapie farmacologiche prescritte dal medico: si tratterà per lo più di anti-infiammatori da assumere nella finestra di tempo delle 24-72 ore post rapporto per debellare l’infezione in atto.

Infine, a prescindere da tutti gli accorgimenti di sorta, la strategia migliore da adottare in questi casi è quella di ottenere la complicità del proprio partner, aprirsi e spiegare le proprie necessità risulta infatti il modo migliore per consentire una collaborazione pienamente finalizzata a preservare la propria salute genitale oltre che per raggiungere il livello di distensione necessaria per godere appieno degli vantaggi del rapporto intimo.

Curare la cistite con il laser

Una nuova procedura del laser CO2 MonnaLisa Touch™, finalizzata a ripristinare la funzione uretrale nelle donne che soffrono di incontinenza da sforzo, si è dimostrata altamente efficace anche per la prevenzione di questo fastidioso disturbo che può colpire a tutte le età e che, se non risolto, diventa altamente invalidante per il benessere sessuale della donna e della coppia.

A conferma dell’efficacia di questo trattamento, l’esperienza di Fiammetta Trallo, medico chirurgo specialista in ginecologia e ostetricia: «Da oltre 3 anni utilizzo MonnaLisa Touch™. Ho trattato circa 200 donne per i disturbi genito-urinari legati a situazioni di carenza ormonale sia della menopausa che dell’età fertile, tra cui anche la cistite post coitale. Circa 2 anni fa, su una paziente di 35 anni, normo-mestruata, affetta da violente cistiti post coitali senza altri sintomi di Sindrome Genito-Urinaria ho sperimentato una procedura di trattamento del condotto uretrale con risultati sorprendenti dopo solo 2 sedute laser, nel senso che a tutt’oggi la paziente non ha più manifestato i sintomi della cistite post-coitale. A seguire, in tutte le donne la cui anamnesi evidenziava questo disturbo, ho continuato ad usare questa particolare procedura per il trattamento uretrale con eccellenti risultati. Dalla mia esperienza mi sento di affermare, quindi, che oltre agli integratori di cramberry e d-mannosio assunti dopo il rapporto per ridurre al minimo la carica microbica, la cistite post-coitale può essere efficacemente prevenuta e trattata con poche sedute di laser CO2».

Il metodo

MonnaLisa Touch™ è il trattamento laser CO2 più avanzato per ripristinare il funzionamento delle mucose uro-genitali in quanto migliora sia il trofismo, sia la lubrificazione e l’elasticità dei tessuti. Pensato inizialmente per ristabilire le condizioni della mucosa vulvo-vaginale tipiche dell’età fertile nella donna in menopausa, ha dimostrato nella pratica clinica di migliorare anche la funzione della vescica.

Come funziona?

Tramite appositi manipoli vengono emessi delicati impulsi laser dentro la vagina e sulla mucosa vulvare. L’energia trasmessa aumenta l’irrorazione sanguigna, apporta maggior nutrimento e stimola la produzione di collagene e fibre elastiche attraverso la ri-attivazione dei fibrociti in fibroblasti, le cellule deputate al buon funzionamento dell’elasticità dei tessuti corporei. La mucosa vulvo-vaginale e vescicale ritorna ad essere idratata, lubrificata ed elastica con un miglioramento significativo della risposta sessuale e dei sintomi urinari. Ogni seduta dura circa 10/15 minuti. Ambulatoriale, indolore e senza effetti collaterali sia immediati che tardivi.

Per la prevenzione della cistite post coitale sono sufficienti 2 sedute nelle donne in età fertile e almeno 3 sedute in quelle in menopausa.

In Italia la procedura laser MonnaLisa Touch™, che deve essere sempre eseguita da personale medico specializzato (urologo o ginecologo), è stata approvata dalla AOGOI (Associazione dei Ginecologi Italiani) per l’atrofia vulvo-vaginale, così come dalla comunità scientifica internazionale: a livello mondiale sono più di 40 le pubblicazioni tra le più autorevoli che hanno convalidato la validità del trattamento.

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