I viaggi di lavoro sono una questione che interessa tutti i lavoratori, senza differenze d’età. Le differenze risiedono però nel modo in cui i business traveller organizzano le proprie trasferte.
I dati sono stati raccolti dalla Global Business Travel Association nello studio Book Behaviors: Helping Business Travellers Book Smarter, condotto su 500 viaggiatori d’affari appartenenti rispettivamente alle generazioni dei Baby Boomer (nati tra gli anni ’50 e i ’60), la Generazione X (nati tra gli anni ’60 e gli ’80) e i Millennial (nati tra gli anni ’80 e i 2000).
Sorprendentemente, vista la loro teorica grande familiarità con la tecnologia, sono proprio i Millennial a prenotare i propri viaggi usufruendo di un aiuto esterno come la comunicazione diretta con l’albergo o il consulente di viaggio. Una particolarità che sembra più avere a che fare con il loro recente ingresso sul mercato del lavoro, piuttosto che con la loro mancanza di fiducia nei siti di booking online.
Una dato a conferma della loro maggiore dimestichezza con la tecnologia deriva invece dalla maggiore familiarità con le applicazioni di viaggio. A fronte di un misero 50% del campione che ha dichiarato di fare uso di app di viaggio, Millennial e Generazione X sono quelli che lo fanno in misura maggiore.
Differenze nelle esperienze di viaggio vi sono anche tra le due generazioni più giovani, quella dei Millennials e quella della Generazione X. Se i primi utilizzano le app turistiche per prenotare macchine a noleggio e hotel, i secondi lo fanno più per monitorare le spese ed effettuare traduzioni simultanee online.
I comportamenti che accomunano tutti i viaggiatori business sono la scelta di hotel che rispecchino esigenze standard come la giusta tariffa, la risposta alle proprie esigenze, per esempio di vicinanza a un particolare sito e la possibilità di poter effettuare la prenotazione in modo semplice.










